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Premio Giovanni Pappalardo, a Santa Venerina riconoscimenti al fabbro Fichera e alla Pasticceria Russo

Una serata intensa, ricca di emozioni e significati, quella della V Edizione del Premio Giovanni Pappalardo, svoltasi a Santa Venerina per ricordare la figura di un uomo che ha lasciato un segno profondo nella comunità attraverso la professione medica, l’impegno civile e la partecipazione alla vita pubblica.
L’iniziativa, ideata e promossa dal figlio di Giovanni Pappalardo,Sebastiano, nasce dal desiderio di custodire la memoria del padre e di trasformarla in un’occasione per valorizzare persone, storie e attività che contribuiscono alla crescita culturale, sociale ed economica del territorio.
Il Sindaco Santo Raciti porta i saluti
La manifestazione si è aperta con i saluti del sindaco Santo Raciti e dell’assessore alla Cultura Assunta Vecchio, seguiti dall’intervento di Gesuele Sciacca, presidente dell’associazione culturale Sto.Cu.Svi.t, coinvolta nell’iniziativa. Sono quindi intervenuti l’ideatore e promotore del Premio Sebastiano Pappalardo,e a seguire, il fratello Enrico, che hanno preso parte a questo momento di ricordo e di rinnovato omaggio alla figura del padre.
Prima di passare alla presentazione dei premiati, la serata ha riservato un momento particolarmente significativo al preside Giovanni Vecchio, uomo di profonda cultura e figura molto stimata, che nel corso della sua carriera ha dedicato passione, competenza e impegno alla crescita culturale della comunità.
Salvo Russo, Annina Russo e Alfio Fichera 
Il Preside,che ha partecipato attivamente alle precedenti edizioni del Premio, per questa edizione, ha scelto di concedersi una pausa dagli impegni organizzativi, ma il suo prezioso contributo negli anni non è stato dimenticato. In segno di stima e riconoscenza per il percorso compiuto e per quanto ha saputo offrire alla comunità, gli è stata consegnata una targa dal figlio di Sebastiano Pappalardo,Nanni. Un gesto sentito, che ha voluto rendere omaggio alla sua dedizione alla cultura e al legame costruito nel tempo con il premio e con Santa Venerina.
Giovanni Vecchio riceve una targa da Nanni Pappalardo
Protagonisti di questa edizione sono stati il fabbro Alfio Fichera e la Pasticceria Russo, due realtà differenti, ma accomunate dalla passione per il proprio lavoro e dalla capacità di rappresentare il valore delle tradizioni locali.
Fichera si è distinto nel corso della sua attività soprattutto come artista del ferro, trasformando un mestiere antico in una vera forma d’arte. La manualità, la creatività e la cura dei particolari caratterizzano un percorso professionale che testimonia l’importanza del sapere artigiano e di quelle competenze che, coltivate nel tempo, continuano a dare prestigio al territorio. La targa gli è stata consegnata da Enrico Pappalardo.
Alfio Fichera premiato da Enrico Pappalardo
Il secondo riconoscimento ha celebrato la Pasticceria Russo, una realtà che da tre generazioni addolcisce con i propri prodotti la vita di tante persone, portando i sapori e la qualità della tradizione siciliana ben oltre i confini dell’isola e dell’Italia. Una storia di famiglia fatta di passione, continuità e capacità imprenditoriale, che testimonia come le radici locali possano diventare un patrimonio apprezzato anche lontano dalla propria terra.
Per la pasticceria erano presenti Annina e Salvatore Russo, sorella e fratello legati da sempre all’attività. Il riconoscimento è stato consegnato da Manuela Pappalardo.
Salvo e Annina Russo premiati da Manuela Pappalardo
Due premi che hanno voluto rendere omaggio non soltanto ai risultati raggiunti, ma anche alla dedizione, alla perseveranza e al valore umano che accompagnano ogni percorso professionale autentico.
Il cuore della serata è stato naturalmente il ricordo del dottor Giovanni Pappalardo. Il suo profilo biografico è stato letto dalla professoressa Teresa Maccarrone, che ne ha interpretato con eleganza, sensibilità e partecipazione la vicenda umana e professionale, restituendo al pubblico il ritratto di un uomo che ha saputo coniugare competenza, attenzione verso gli altri e impegno per la propria comunità. Alla professoressa è stata consegnata una targa ricordo da Sebastiano Pappalardo.
Consegnata una targa a Teresa Maccarone da Sebastiano Pappalardo
La lettura dei profili dei premiati è stata invece affidata alla giornalista Miranda Grasso, che ha collaborato alla realizzazione della serata insieme al nostro Direttore di Clessidra2021 Rosario Sorace che ne ha curato la conduzione.
Un lavoro condiviso, sviluppato attraverso ricerche, raccolta di fotografie, incontri con i premiati e ricostruzione delle loro storie, con l’obiettivo di raccontare al meglio il percorso umano e professionale di ciascuno. Un impegno fatto di confronto, attenzione ai dettagli e partecipazione, che ha permesso di preparare le presentazioni e accompagnare il pubblico alla scoperta delle due realtà premiate.
Particolarmente toccante è stato l’intervento conclusivo di un amico fraterno del dottor Pappalardo,il prof.Salvatore Ardizzone persona che gli è stata profondamente vicina negli anni della sua attività politica e del suo impegno nella vita pubblica.
Salvatore Ardizzone 
Attraverso i ricordi personali e le esperienze condivise, la sua testimonianza ha restituito una dimensione autentica della figura del dottore.
A impreziosire la serata sono stati tre intermezzi musicali eseguiti dal duo composto da Gesuele Sciacca e dalla moglie Daniela Greco. Le interpretazioni, proposte con notevole bravura e sensibilità artistica, hanno offerto al pubblico momenti di intensa suggestione, creando un dialogo armonioso tra musica e parola. Il programma ha incluso ‘A mio padre’ di Alfonso Gatto, ‘La mia sera’ di Giovanni Pascoli e ‘I mestieri’, una composizione originale ispirata alla novella Rosso Malpelo di Giovanni Verga, realizzata utilizzando parole tratte dalla sua opera.
Gesuele Sciacca e Daniela Greco 
Tre proposte differenti, accomunate dalla capacità di evocare emozioni e riflessioni, che hanno arricchito l’incontro con un percorso artistico capace di intrecciare poesia, letteratura e musica. Gli intermezzi sono stati eseguiti in maniera davvero lodevole, con sensibilità e grande capacità interpretativa, contribuendo a rendere l’atmosfera ancora più coinvolgente e a sottolineare il valore culturale dell’intera manifestazione.
La V Edizione del Premio Giovanni Pappalardo si è confermata un’occasione che va oltre la semplice commemorazione. È stata una serata di riconoscimenti, testimonianze e partecipazione, nella quale il ricordo del dottore si è intrecciato con le storie di chi, attraverso il proprio lavoro e la propria dedizione, continua a dare valore alla comunità.
Pubblico delle grandi occasioni 
Il merito dell’iniziativa risiede anche nella collaborazione tra le persone che hanno contribuito a realizzarla, mettendo a disposizione tempo, competenze e passione per costruire un appuntamento capace di unire generazioni, esperienze e sensibilità diverse. Il Premio ha così rinnovato il suo significato più profondo, mantenere viva la memoria di Giovanni Pappalardo e, allo stesso tempo, riconoscere e promuovere quelle persone, quelle tradizioni e quei valori che rappresentano una ricchezza per Santa Venerina.
Perché ricordare significa non soltanto custodire ciò che è stato, ma continuare a dare valore a ciò che una persona ha seminato e a ciò che ancora può germogliare nella comunità.
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Docente di Scuola primaria con un ottimo curriculum professionale. Nel corso della sua oltre trentennale carriera ha avuto numerosi ruoli tra cui un incarico di vicaria in un Istituto scolastico e numerose responsabilità di progetti nell’ambito didattico ed educativo. Nella sua lunga esperienza professionale ha perfezionato la cura di un testo scritto oltre la lettura attenta intesa a verificare la correttezza di ortografia, grammatica, sintassi, nonché l’organizzazione strutturale del testo e la sua coerenza interna, l’adeguatezza dello stile, l’esattezza e la rispondenza alla realtà delle asserzioni scientifiche, storiche. Possiede naturali doti di empatia e di leadership nei gruppi umani. È giornalista pubblicista.
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