Problemi migratori in Georgia

Negli ultimi tempi la migrazione è diventata un tema molto dibattuto in Georgia. In generale, la mobilità delle persone è un processo del tutto naturale nel mondo contemporaneo. Pertanto, la migrazione non costituisce di per sé né una minaccia né un fenomeno negativo. Al contrario, una migrazione ben gestita può apportare a uno Stato benefici economici, sociali e culturali, ad esempio contribuendo a colmare le carenze di manodopera e introducendo nuove conoscenze ed esperienze.
Al tempo stesso, una gestione efficace della migrazione richiede una chiara politica statale che tenga conto sia dei diritti e dell’integrazione dei migranti, sia degli interessi sociali ed economici della popolazione locale.
Tuttavia, quando la gestione dei processi migratori diventa incontrollata, possono sorgere problemi molto gravi. La politica migratoria dispone di quadri di valutazione e indicatori consolidati, che esaminano i processi migratori non soltanto sotto il profilo della mobilità delle persone in quanto tale, ma anche tenendo conto delle loro implicazioni demografiche, sociali, economiche, istituzionali e di sicurezza.
La Georgia dispone attualmente di una vera politica migratoria?
La questione non riguarda soltanto le statistiche sugli attraversamenti delle frontiere, ma anche l’esistenza di una valutazione dell’impatto della migrazione sul mercato abitativo, sull’economia, sui prezzi, sulla struttura demografica e sociale della popolazione o sulla sicurezza nazionale.
Valutiamo l’attuale situazione georgiana in base ad alcuni criteri consolidati nella ricerca sulle migrazioni.
A. Portata e rapidità
Nel processo migratorio non conta soltanto il numero assoluto, ma anche il rapporto tra il flusso migratorio e la popolazione del paese, nonché la rapidità con cui il cambiamento si verifica in un breve arco di tempo.
È evidente che lo stesso numero di migranti produce un impatto completamente diverso su uno Stato di 80 milioni di abitanti rispetto a uno Stato di 3,7 milioni.
In Georgia, la cui popolazione è di 3,7 milioni di abitanti, secondo il rapporto completo pubblicato nell’aprile 2026 dall’Ufficio nazionale di statistica della Georgia (Geostat), nel 2025 sono immigrate nel paese 131.501 persone. “Tuttavia, nell’ultima settimana di agosto 2026, attraverso il valico di frontiera dell’Alto Lars è stato registrato il transito di oltre 113.000 persone dalla Russia verso la Georgia.” Al tempo stesso, non è stato ancora accertato quante di queste 113.000 persone siano rimaste in Georgia per un periodo prolungato e quante siano rientrate. Di conseguenza, tale cifra non dovrebbe essere considerata un effettivo incremento della popolazione georgiana. Tuttavia, sotto il profilo della «portata e rapidità», resta comunque un dato molto significativo. All’inizio del 2026 la popolazione della Georgia era di circa 3,94 milioni di abitanti. Pertanto, 113.000 persone equivalgono a circa il 2,9% della popolazione della Georgia.
Ciò significa che, se queste 113.000 persone rimanessero in Georgia, l’aggiunta in una sola settimana di quasi il 3% della popolazione del paese rappresenterebbe per la Georgia uno shock migratorio davvero eccezionale.
B. Cambiamento della struttura demografica e sociale
Nel valutare la migrazione, è importante considerare non soltanto quante persone sono arrivate, ma anche chi sono queste persone e dove si sono insediate.
L’importanza del profilo personale è intuitiva. Esso può determinare effetti molto diversi. Basti pensare a caratteristiche come: età e sesso; condizione familiare e fecondità; istruzione, qualifiche e competenze linguistiche; occupazione, reddito e regolarità lavorativa; status giuridico e progetto migratorio; paese d’origine e reti sociali.
Altrettanto importante è la distribuzione territoriale. La concentrazione di un gran numero di persone in determinate città o regioni può infatti modificare in breve tempo la struttura sociale, linguistica ed economica della popolazione.
Per una valutazione seria, si dovrebbe poter incrociare almeno quattro dimensioni: numero, profilo, distribuzione territoriale e tempo.
Tuttavia, nel caso in esame non si hanno dati ufficiali relativi al profilo e alla distribuzione territoriale delle persone entrate in Georgia in generale né dei cittadini russi in particolare.
C. Integrazione
Uno dei criteri fondamentali consiste nel valutare in quale misura i nuovi arrivati siano disposti a entrare a far parte della società ospitante, a rispettarne le leggi, la cultura e le regole sociali e a cercare di apprendere la lingua del paese ospitante.
Un problema particolare sorge quando il gruppo arrivato non si percepisce come partecipe della convivenza con la società ospitante, bensì come rappresentante di una cultura dominante.
Nel caso della Georgia, questo fattore assume ulteriore rilievo, poiché il principale flusso migratorio proviene da uno Stato che occupa parte del territorio georgiano. Occorre pertanto tenere conto dell’aumento delle tensioni tra la popolazione locale e i gruppi di nuovi arrivati.
Secondo i dati ufficiali di Geostat, nel periodo 2022–2025 sono immigrati in Georgia complessivamente 158.644 cittadini russi. Un numero che equivale a circa il 4,0% dell’attuale popolazione della Georgia e che determina le seguenti minacce.
• Sostituzione demografica: mentre i nostri cittadini lasciano il paese in massa, centinaia di migliaia di cittadini russi si insediano al loro posto in Georgia, acquistano immobili e avviano attività imprenditoriali.
• Creazione di un ecosistema chiuso: i cittadini russi stanno creando zone economiche completamente isolate. In Agiaria hanno di fatto assunto quasi il pieno controllo del settore dei servizi. Inoltre, chiedono ormai apertamente l’apertura di scuole russe.
• Rischio di annessione: la politica ufficiale della Russia prevede la protezione dei propri cittadini ovunque essi vivano. Con questo pretesto nel 2014 è iniziata l’aggressione russa contro l’Ucraina. La crescente espansione russa in Georgia mira a predisporre per il futuro esattamente le stesse condizioni.
• Impatto sul mercato abitativo e sull’economia: in generale, la migrazione può produrre anche effetti positivi sull’economia, quali l’aumento dei consumi, dei capitali, della forza lavoro e delle attività imprenditoriali. Tuttavia, un flusso migratorio molto rapido e caratterizzato da forti disparità finanziarie può produrre anche l’effetto opposto. Ad esempio, possono aumentare i canoni di locazione e i prezzi degli immobili, può cambiare il mercato locale dei servizi, può intensificarsi la concorrenza in determinati settori e, per una parte della popolazione locale, può diventare più costoso vivere nella propria città.
• Sicurezza nazionale: in determinate circostanze, la migrazione travalica l’ambito della sola politica sociale ed economica. Se uno Stato grande, come la Russia, occupa parti di territorio di un piccolo Stato, come la Georgia, e un gran numero di persone provenienti dal primo Stato entra in un breve arco di tempo nel secondo è evidente che quest’ultimo si trova ad affrontare un grave problema di sicurezza nazionale.