Valerio Mastrandrea all’Abc di Catania interpreta “Migliore” di Mattia Torre

Il monologo cult di Mattia Torre all’Abc di Catania VALERIO MASTANDREA interpreta MIGLIORE
Sul palco prende vita un’esperienza teatrale potente e spiazzante, capace di colpire dritto allo stomaco. VALERIO MASTANDREA interpreta MIGLIORE, opera straordinaria di Mattia Torre. Il racconto segue la parabola di un uomo che, in seguito a un incidente, smarrisce ogni filtro sociale e si rende conto che cinismo e spietatezza sono spesso premiati come strumenti per emergere. Ne nasce un monologo tagliente, brillante e sorprendentemente comico, divenuto un cult.

Prodotto dalla compagnia Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo e inserito nella nuova stagione Turi Ferro, lo spettacolo verrà rappresentato dall’11 al 13 maggio 2026 all’Abc di Catania (fuori abbonamento).
Alfredo Beaumont è un uomo qualunque che più qualunque non si potrebbe. Il vessato per antonomasia: dai datori di lavoro, dalla famiglia, dalle donne. Impiegato in un call center per clientela esclusiva di cui assecondare desideri e capricci, nel tempo libero fa volontariato, anche lì con esiti piuttosto deludenti. Soffre d’ansia e di insonnia, in amore è un disastro, ha paura di tutto e quindi tutto subisce, mentre sul suo immediato futuro si allunga l’ombra di un possibile licenziamento.

Un giorno, per eccesso di zelo e goffaggine, è causa di un grave incidente che gli cambia la vita. La colpa è sua, ma la fa franca, viene assolto e diventa un’altra persona. Da mite e servizievole si trasforma in aggressivo senza scrupoli, incutendo il rispetto e l’ammirazione (e l’antipatia) che si devono ai vincenti.
«Mattia voleva raccontare la parabola ascendente di un uomo che, per la sua natura sincera, leale e pura, era abituato a perdere.» spiega Valerio Mastandrea «E credo volesse sottolineare come oggi per occupare un posto da “dirigente” nel mondo (non solo da un punto di vista professionale) ti venga chiesto di rinunciare a quello che sei.»
MIGLIORE è una riflessione amara e ironica sui nostri tempi, un racconto sulle persone che costruiscono il proprio successo sulla spregiudicatezza, sul cinismo e sul disprezzo degli altri. E, insieme, sul paradosso dei disprezzati, che difronte a tali figure non si ribellano ma chinano la testa, quasi affascinati, lasciandole passare. Uno spettacolo che fa sorridere e pensare, specchiando le contraddizioni di una società che spesso premia chi peggiore non dovrebbe essere.