In Sicilia non bisogna aspettare la notte di Halloween per vedere gli spiriti

In Sicilia non bisogna aspettare la notte di Halloween per vedere gli spiriti che risalgono dalle viscere della Terra.
Tradizionalmente Halloween è celebrata il 31 ottobre, una notte particolare in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottiglia a tal punto da permettere agli spiriti di poter ritornare e camminare sulla Terra.
Ma qui in Sicilia non bisogna aspettare il 31 ottobre.
Da tempo immemore, racconti macabri su anime vaganti di morti e di spiriti malefici risaliti dalle profondità della Terra, sono sempre stati presenti nelle narrazioni della tradizione popolare.
Uno tra questi coinvolge un luogo particolare: la Contrada Cento Pozzi che si trova a circa 4 km da Ragusa, lungo la strada provinciale e che prende il nome proprio dalla presenza di cento pozzi intercomunicanti risalenti molto probabilmente all’epoca bizantina, così come attestano le numerose tracce di antichi insediamenti greco-bizantini.

Una struttura che ha alimentato nei secoli una suggestiva leggenda.
Diavoli e spiriti abitano sotto questi pozzi e attraverso i cunicoli, che scendono fino al centro della Terra, risalgono in superficie dall’Inferno.
Questi esseri, secondo gli antichi racconti, di notte, si mescolavano tra i ragusani e creavano scompiglio tra le giovani donne e litigi tra i cavalieri.
Una leggenda così diffusa e radicata nel territorio che ha ispirato un Cunto popolare molto antico che è stato raccolto e trascritto da Giovanni Selvaggio nel suo libro “Cunti e leggende di casa nostra”
In questo Cunto popolare si narra di uno zio che teneva rinchiusi in una tabacchiera dei diavoli che faceva lavorare a proprio piacimento, e di suo nipote, che aperta la tabacchiera dimenticata dallo zio, ordinò loro di scavare 50 pozzi. I diavoli terminarono molto velocemente e il giovane, impaurito, per poterli tenere occupati, ordinò loro di scavare altri 50 pozzi, e quando ebbero finito chiese loro di realizzare un secchio di pasta e una corda di sabbia, sapendo che non ci sarebbero riusciti. Per questa loro inadempienza, li rinchiuse nella tabacchiera che poi riconsegnò allo zio. Questi aprendola e rendendosi conto che i diavoli erano molto stanchi, capì subito quello che era successo e punì severamente il nipote.
Esiste anche un’altra versione che ha come protagonisti due compari che lavoravano sul terreno dove adesso sorgono i pozzi. Quello che possedeva questa tabacchiera avendo l’aiuto dei diavoli era molto più veloce dell’altro che, un giorno approfittando della sua assenza, la aprì e trovati questi pericolosi diavoli ordinò loro di scavare 50 pozzi e poi altri 50 e alla fine fece costruire la chiesa di Santa Maria delle Scale.
Ancora oggi i contadini anziani giurano di aver visto con i loro occhi queste esseri demoniaci fuoriuscire dai pozzi e mescolarsi con gli umani.

Insieme a questi diavoli risalgono anche le anime dei morti che ritornano, spinti dalla voglia di respirare di nuovo gli intensi profumi della loro cittadina.
Gli abitanti intimoriti evitano di avvicinarsi a questa contrada in piena notte, bloccati dalla inconscia paura di incontrare un demone o lo spirito di un defunto o, peggio, di essere tirati giù nel fondo buio dei pozzi.
La Contrada Cento Pozzi è un luogo sovrannaturale, una sorta di punto di contatto tra il mondo degli inferi e quello dei mortali.
Una suggestione alimentata dall’atmosfera che si respira aggirandosi tra questi pozzi profondi all’’incirca sei metri. Si percepisce una sorta di aura misterica creata dai riflessi scuri prodotti da alcuni pozzi ancora pieni d’acqua che, pur nella sua trasparenza, non lascia intravedere il fondo che rimane sempre in ombra.
Un fondo nero e oscuro che, da tempi immemori, ha nutrito credenze arcaiche che narrano del mistero racchiuso in ogni pozzo.
Da fonte indispensabile per assicurare l’acqua e la vita agli antichi villaggi, a un luogo magico, dimora di esseri sovrannaturali e spiriti, un portale depositario di racconti leggendari, ma anche di antichi culti.
I Cento Pozzi di Ragusa divengono simbolo di una storia antica che attesta quanto il legame tra i vivi e i morti sia sempre stato fortemente radicato nella nostra terra.