Un lungo applauso abbraccia Sergio Cammariere sulle note della libertà di amare

Il pubblico del Metropolitan di Catania si alza in piedi. Un lungo e caloroso applauso accompagna Sergio Cammariere al termine dell’ultima tappa del suo tour siciliano, dopo i concerti di Trapani e Palermo. Non è soltanto il tributo a un artista raffinato, ma il riconoscimento sincero a un uomo che, da sempre, ha fatto della libertà il cuore pulsante della propria espressione artistica.
Ieri sera Catania ha accolto Cammariere insieme a una formazione di musicisti di assoluto valore: Luca Bulgarelli al contrabbasso, Daniele Tittarelli al sax soprano, Michele Santoleri alla batteria, Roberto Gervasi alla fisarmonica e Giovanna Famulari al violoncello. Professionisti che, con sensibilità e personalità, hanno accompagnato il cantautore in un viaggio musicale dove jazz, poesia e canzone d’autore si sono intrecciati in perfetta armonia, amplificando quel messaggio di libertà e amore, filo conduttore della sua musica.
Calabrese di origini crotonesi, l’artista porta nelle sue composizioni il respiro del Mediterraneo, la forza gentile del Sud e una sensibilità capace di trasformare ogni concerto in un incontro sincero con il pubblico. A Catania, davanti a una platea attenta e partecipe, ha ripercorso alcuni dei brani più amati del suo repertorio, regalando un percorso musicale in cui le note si sono intrecciate a spunti di riflessione e momenti di intrattenimento.
La libertà, valore sul quale lo stesso musicista ha voluto soffermarsi durante il concerto, è probabilmente il tema che meglio descrive il suo universo artistico e che lo ha spinto a lasciare la sua Crotone. Non una libertà urlata o rivendicata, ma vissuta come condizione essenziale dell’essere umano. Nelle sue canzoni assume il volto dell’amore, della possibilità di scegliere, di accogliere l’altro senza trattenerlo, di vivere i sentimenti nella loro forma più pura e autentica.

Questo messaggio è arrivato con particolare forza al pubblico catanese, che ha accompagnato l’artista con lunghi applausi e momenti di intensa partecipazione. Brano dopo brano, il concerto si è trasformato in un viaggio a ritroso nel tempo: dalle composizioni più recenti contenute nell’album La pioggia che non cade mai del 2025 fino alle canzoni che hanno segnato le tappe più significative della sua carriera, culminando con Tutto quello che un uomo, il brano che nel 2003 lo consacrò al grande pubblico sul palco sanremese. Proprio con l’esecuzione di questa canzone, classificatasi al terzo posto al festival di Sanremo, Premio della Critica “Mia Martini” e Premio per la Migliore Composizione Musicale di quell’edizione, Cammariere ha regalato un momento unico di complicità con il suo pubblico catanese, suggellando un legame che, a oltre vent’anni da quel debutto sul palco dell’Ariston, continua a rinnovarsi con la stessa forza emotiva.
Con la tappa di Catania si chiude così il suo viaggio siciliano, ma resta il messaggio che Sergio Cammariere continua a consegnare al suo pubblico da oltre vent’anni: la libertà più preziosa è quella che permette di amare senza rinunciare alla propria identità. Nel dialogo continuo tra palco e platea, il cantautore ha regalato, tra le note del pianoforte e la voce inconfondibile, una serata fatta di atmosfere jazz, influenze mediterranee e suggestione poetica, dove il pubblico ha potuto ritrovare la parte più autentica e intima di sé.