La Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione disconosce gli accordi per la nuova allocazione del “Museo etneo delle migrazioni” di Giarre

Ecco la nota che ci è giunta dalla REMSE che pubblichiamo integralmente:
“LA REMSE- Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione- non riconosce la validità degli accordi per la nuova allocazione del “Museo etneo delle migrazioni” di Giarre nella sede scolastica di Corso Europa e recede dal protocollo istitutivo firmato nel 2007
Il Presidente della Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione (da qui REMSE), prof. Marcello Saija[1], ha comunicato che in data 11 ottobre 2026 è stata ufficialmente formalizzata la recessione immediata della REMSE dal protocollo d’intesa (n 01616 del 17 gennaio 2007), siglato con il Comune di Giarre e il Liceo Scientifico “Leonardo” di Giarre per allestire il Museo Etneo delle Migrazioni presso il Palazzo delle Culture di Giarre.
«In data 8 ottobre 2026, afferma il prof. Saija, ho casualmente appreso attraverso i canali social dell’avvenuto accordo tra il Comune di Giarre e la Dirigenza dell’IIS “Leonardo” relativo a un “temporaneo trasferimento” del Museo presso la sede scolastica di Corso Europa.
Tale circostanza ha suscitato sorpresa e profonda preoccupazione poiché l’iniziativa non era stata preventivamente comunicata né a me, come firmatario del protocollo del 2007 e referente ancora in carica nello stesso ruolo, né alla REMSE, soggetto promotore e partner negli accordi.
Alla sorpresa si è associata anche una preoccupazione sulla lealtà del rapporto fiduciario istituzionale, visto che erano ancora in corso le interlocuzioni con l’Amministrazione giarrese per una diversa collocazione del Museo. A seguito di ripetuti incontri con Sindaco e Assessori e di sopralluoghi, effettuati anche con la mia presenza e quella dei referenti di alcune Associazioni giarresi, si prevedeva infatti da tempo un trasferimento del Museo giarrese nei locali dell’ala sinistra della Sala Messina. Eppure altro è poi accaduto.
Nelle precipitose intese di cui i media hanno dato notizia altrettanto precipitosa lo scorso 8 ottobre, non è stato infatti permesso alla REMSE di conoscere preventivamente il contenuto dell’accordo, la natura del trasferimento, i beni interessati e le modalità di utilizzo della denominazione e del logo.
La REMSE non ha ricevuto dal Comune di Giarre neanche successivamente alcuna comunicazione in merito al recente accordo, presentato invece ai media come prosieguo del protocollo istitutivo del 2007, ma in realtà mai ad oggi ufficialmente condiviso dai tre partner firmatari. Appresa la notizia, ho tentato di contattare telefonicamente il Sindaco per ottenere chiarimenti. Poiché non rispondeva, ho comunicato con un messaggio che attendevo una sua telefonata, ad oggi mai arrivata.
Certo, un trasferimento del Museo in altra sede si era ormai reso necessario. Nonostante l’incessante impegno scientifico, didattico e divulgativo profuso per promuovere il patrimonio materiale e immateriale del “Museo etneo delle migrazioni” sin dalla sua istituzione da parte della REMSE e dalla direttrice della ricerca scientifica prof.ssa Grazia Messina, non si provvedeva da tempo alla «manutenzione e cura dei locali utilizzati per la presentazione del materiale esposto» (art. 5). Né era stato in alcun modo rispettato, come ogni cittadino ha potuto constatare negli anni, quanto previsto dall’art. 3: «Il Comune di Giarre inserirà la struttura museale nel proprio circuito turistico-culturale. A tal fine provvederà a promuoverne la conoscenza e la fruizione attraverso l’informazione nel territorio in qualsiasi modo, non esclusa la produzione di materiale cartaceo e la segnalazione presso il proprio sito internet».
In realtà i locali destinati al Museo sono rimasti a lungo chiusi o scarsamente accessibili. Gli spazi interni si mostravano assai trascurati e non conformi alle necessarie misure di sicurezza; i servizi igienici presentavano condizioni che non risultano adeguate a garantire una regolare e dignitosa fruizione pubblica. Tale situazione ha compromesso la possibilità di valorizzare il patrimonio espositivo e di assicurare ai visitatori un accesso continuativo e conforme alle finalità culturali del progetto e all’impegno della REMSE in iniziative regionali e nazionali.
Varie e ripetute sono state nel tempo le sollecitazioni avviate dalla REMSE in proposito, tutte al fine di mantenere pubblicamente fruibile il Museo giarrese che, per quanto importante patrimonio storico-culturale della cittadinanza, era l’unico tra i dieci musei siciliani dell’emigrazione inclusi nella Rete ad essere inattivo e con gestione inadempiente. Non si è ottenuto però alcun efficace intervento da parte dell’Amministrazione.
Non risulta inoltre alla REMSE che il Comune abbia dato seguito alle diverse segnalazioni e interlocuzioni su possibili opportunità di finanziamento potenzialmente utilizzabili per la riqualificazione, l’ammodernamento e la valorizzazione del Museo, nonostante l’invio di informazioni e, in alcuni casi, di modulistica predisposta a supporto delle candidature.

Per quanto premesso, la mancata interlocuzione alla vigilia della recente decisione, che tanta eco mediatica ha assunto in poche ore, del “temporaneo trasferimento” del Museo etneo delle migrazioni dai locali comunali che lo ospitavano dal 2007 a locali scolastici mai presi in considerazione nelle proposte da tempo avanzate, unitamente alla persistente assenza di riscontri alle precedenti comunicazioni, ha determinato un grave deterioramento del rapporto fiduciario che aveva accompagnato la collaborazione istituzionale avviata con la stesura del protocollo istitutivo.
DI CONSEGUENZA LA REMSE:
- RITIENE che siano venute meno le condizioni di fiducia e collaborazione istituzionale sulle quali si fondava il Protocollo d’intesa del 17 gennaio 2007 e manifesta formalmente la propria volontà di recedere con decorrenza immediata dal Protocollo d’intesa del 2007.
- COMUNICA che resta espressamente contestata ogni eventuale rappresentazione della REMSE come soggetto tuttora aderente o collaboratore del nuovo allestimento nella sede scolastica di Corso Europa.
- CHIEDE che venga smentita, con la stessa tempestività con cui è stata divulgata nei giorni scorsi, la denominazione “Museo etneo delle migrazioni” impropriamente attribuita all’installazione recentemente concordata dall’Amministrazione con accordo bilaterale, trattandosi di diversa esposizione con altri contenuti, materiale, destinazione. La denominazione “Museo etneo delle migrazioni” risulta peraltro registrata nella documentazione della REMSE in accordi istituzionali con referenti regionali e nazionali, e, sebbene con le opportune modifiche che la nuova condizione richiede, sarà presa in considerazione dalla REMSE per una prossima installazione in altro comune nell’hinterland ionico etneo.
- CHIEDE la cessazione immediata di utilizzo non autorizzato dei marchi, dei loghi e dei materiali protetti da titolarità della REMSE.
- CHIEDE infine che il Comune di Giarre fissi un incontro, con la necessaria sollecitudine, con la Responsabile del Servizio Sport-Turismo-Tempo libero-Cultura- Politiche Scolastiche, per permettere il ritiro dei materiali forniti dalla REMSE in comodato d’uso dal 2007 ad oggi per l’integrazione dell’allestimento presente nelle sale museali nella sede del Palazzo delle Culture».
[1] Marcello Saija è stato docente ordinario di Storia delle istituzioni politiche presso le Università degli Studi di Catania, Messina e Palermo. Visiting professor alla Stony Brook University di New York, al Trinity College di Hartford, alla Universidad Nacional de Asuncion. Dirige oggi il Corso di Mediazione linguistica e culturale presso il Consorzio Universitario di Agrigento, è presidente della REMSE- Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione e direttore scientifico del trimestrale Studi Storici Siciliani.