La 40° Sagra del ficodindia a San Cono. Dalle sue origini, 1984, a oggi

Risale al 1984, il 6 e 7 ottobre, la Prima “Sagra del ficodindia” a San Cono. Sindaco del tempo (così come descrive lo storico Rocco Zito nel suo libro a pag.130) il prof Ciccio Caponetti e presidente della Pro Loco Alfredo Puzzo che dalla sua fondazione, avvenuta il 9 dicembre del 1983, la guidò per pochi anni. Vice Presidente Vincenzo Petitto.
L’idea di organizzare una sagra del prodotto simbolo della Sicilia, prese forma nella sede della Pro Loco che, muovendo i primi passi, cercava di attirare l’attenzione della gente, organizzando eventi e manifestazioni particolari. E in qualche modo vi riuscì, proponendo, pioneristicamente, proprio la sagra, anche perché l’esigenza di mettere in mostra tale produzione degli agricoltori sanconesi era diventato una sorta di esigenza popolare, per pubblicizzare un frutto sempre più richiesto e la cui conoscenza si voleva sempre di più diffondere.
D’altra parte, si allargava contestualmente l’acclarata capacità dei contadini di San Cono di coltivare la pianta in somiglianza degli agrumeti, con regolare irrigazione e spazio fra i sesti, perché fossero idonei al passaggio dei mezzi. Una intuizione originale che favorì una massiccia produzione e dunque la conseguente importante esportazione di ficodindia, oltre che nel Nord Italia, anche all’estero, verso le Americhe e verso l’Europa centrale, Germania e Francia soprattutto. Tanto che l’Università di Catania, qualche anno dopo, riconobbe ai sanconesi la capacità di avere ideato una modalità di coltivazione della “opuntia ficus indica” del tutto originale, denominando San Cono “Capitale della ficodindicoltura italiana”, per le quantità di alberi impiantati e soprattutto per la qualità, cosicché oggi è il maggiore produttore di fichidindia d’Europa.
E allora, implementare una sagra risultò quasi un obiettivo inevitabile, richiesto un po’ da tante istanze, per cui la Pro Loco si mosse in questo senso, stilando manifesti informativi, brochure, foto storiche e perfino disegni del frutto, cladodi compresi, per la cui realizzazione furono coinvolti i ragazzi della scuola Media che allora contava ben cinque sezioni, mentre il paese superava quasi 4.000 abitanti. Oggi ne conta circa la metà e la scuola, sia elementare che media, ha una sola sezione.

Fu in questi frangenti che l’Amministrazione comunale, guidata appunto da Caponetti e sostenuta dai comunisti di Totò Bonura, che deteneva la vice sindacatura, credendo al progetto, allargò con lungimirante intelligenza la platea, coinvolgendo l’interesse della politica regionale, cosicché quella Prima sagra del 1984 fu una scommessa pure del Comune e l’inizio di una esperienza straordinaria che poi, sindaco Pino Balbo, già dall’anno successivo, raggiunse risultati ancora più importanti. Dunque il paese ha il grande merito di essere stato il primo in Europa ad avere scoperto, valorizzato, commercializzato, coltivato in termini scientifici, il ficodindia nelle sue tre varietà: bianca, rossa e gialla (bianca, sanguigna e trunzara), e nelle diverse pezzature. Tuttavia, se la Prima sagra risale al 1984, questa ultima del 2026 dovrebbe essere la XXXXII e non la XXXX, come è stato riportato nei manifesti. Due anni di Covid-19 sono i diretti responsabili.