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Rilevazioni su Futuro Nazionale di Vannacci

Il centro studi indipendente, AnalisiPolitica ha pubblicato recentemente un articolo dedicato a Futuro Nazionale, la formazione politica fondata da Roberto Vannacci (https://www.analisipolitica.it/2026/07/17/futuro-nazionale-una-destra-nuova-con-radici-note/).

Preso atto che la neonata entità ha già attratto parlamentari e quadri provenienti da Lega, Forza Italia e FdI, l’articolo si concentra su una rilevazione su un campione rappresentativo di 1.000 elettori italiani, finalizzata a definire il profilo degli elettori di Vannacci e la collocazione di FN nel panorama politico italiano.

In sintesi i risultati.

 

L’elettore di FN sembra possedere le seguenti caratteristiche prevalenti: uomo, di età compresa tra 40 e 60 anni, con un titolo di studio di licenza media o inferiore, proveniente dal Nord-Ovest del Paese e dalle aree economicamente più forti, si auto-definisce già di destra.

Quanto alla provenienza politica degli elettori di FN, la rilevazione indica un’origine in pari misura da Lega e Fratelli d’Italia e in minor misura da M5S (rispettivamente, 38%, 38% e 18%). La conclusione è che FN sottrae voti tanto a Salvini quanto a Meloni.

 

La ricerca usa poi una tecnica statistica sofisticata, detta CATPCA (Analisi delle Componenti Principali Categoriale), che permette di vedere: a) come i vari partiti si collocano su una dimensione destra/sinistra, nel senso dell’orientamento politico, e b) qual è la diversa composizione sociale degli elettori di ciascun partito. Per cui, due partiti possono essere entrambi di destra (o di sinistra) ma avere elettorati molto diversi.

Nel grafico realizzato, FN si trova molto vicino a Fratelli d’Italia. Vicinanza interpretata nel senso che i rispettivi elettori medi si somigliano molto. Il che, ovviamente, non significa che i due partiti voterebbero le stesse cose in Parlamento o abbiano programmi identici, ma solo che hanno caratteristiche sociali, percorsi politici e sostegno elettorale simili.

Sempre nel grafico, la Lega, da cui Vannacci proviene, si trova più lontana da FN, il cui elettorato, quindi, sul piano statistico assomiglia di più a quello di Fratelli d’Italia. Nell’articolo se ne deduce che il vero concorrente di FN non è Salvini ma Meloni.

La ricostruzione finale è la seguente: 1) FN non è un fenomeno esclusivamente leghista, ma intercetta elettori sia della Lega sia di Fratelli d’Italia; 2) l’elettorato di FN ha un’identità abbastanza definita (vedi sopra); 3) la maggiore somiglianza statistica è con Fratelli d’Italia, non con la Lega; 4) il principale problema politico potrebbe riguardare Meloni almeno quanto Salvini, perché FN occupa uno spazio molto vicino a quello di FdI.

In chiusura, l’articolista afferma che FN appare come una nuova articolazione della destra, che “combina provenienze leghiste e meloniane in misura pressoché identica, con un apporto di protesta pentastellata e di “non voto””.

Ora, l’accenno al “non voto” è interessante, perché nel grafico delle provenienze elettorali compaiono solo ex Lega, ex FdI ed ex M5S, per un totale di 94%. Il rimanente 6% non è esplicitato e, quindi, potrebbe provenire da altri partiti o dall’astensionismo. Insomma, la ricerca non evidenzia segnali di un significativo recupero di voti dall’astensione. Al contrario, sembra che il consenso di FN derivi prevalentemente da una riallocazione di elettori già attivi, soprattutto provenienti da Lega e Fratelli d’Italia, con un contributo minore del M5S. L’accenno finale al “non voto”, privo di dati quantitativi induce a ritenere che il relativo peso non sia rilevante.

La crescita di FN non dovrebbe, pertanto, interferire con il progetto politico lanciato di recente dal Prof. Stefano d’Orsi, chiamato Agorà, che nelle parole del fondatore intende rivolgersi proprio ai tre milioni di elettori che in occasione del c.d. “referendum giustizia” sono usciti dall’astensionismo tornando alle urne.

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Maurizio Salustro ha maturato 41 anni di esperienza nel settore legale, compresi 31 anni con la magistratura italiana, spaziando dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti. Ha presieduto la Prima Sezione Penale del Tribunale di Catanzaro. Ha svolto un’intensa attività internazionale sia con funzioni esecutive (in Kosovo come Giudice con la Missione ONU - UNMIK e, poi, come Pubblico Ministero per i crimini di guerra con la Missione dell’UE – EULEX; in Guatemala come Capo delle Indagini con la CICIG -Commissione Internazionale contro l’Impunità in Guatemala-, sia nel settore dello sviluppo delle istituzioni (specialmente in Georgia e Iraq). In pensione dall’agosto 2022, si dedica a iniziative di promozione sociale.
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