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A Catania le Misericordie si rafforzano con il Vescovo Renna che benedice un ambulatorio mobile e una nuova ambulanza

Un pomeriggio intenso, fatto di volti, strette di mano e un silenzio raccolto che ha accompagnato un gesto semplice ma denso di significato. In piazza Duomo, nel cuore pulsante della città, le Misericordie di Catania hanno presentato ufficialmente due nuovi mezzi destinati al soccorso e all’assistenza: un ambulatorio mobile e un’ambulanza di emergenza, che a breve inizieranno a operare sul territorio.

A presiedere la cerimonia è stato l’Arcivescovo di Catania, Monsignor Luigi Renna, che con un discorso diretto ha voluto mettere in risalto il valore umano di chi ogni giorno presta servizio nelle strade, nei quartieri, accanto alle persone fragili. “Il lavoro delle Misericordie è fatto di presenza concreta. Questi volontari non sono solo operatori: sono uomini e donne che scelgono di farsi carico degli altri. Mi auguro che questi nuovi mezzi diventino strumenti non solo di soccorso, ma anche di attenzione e gentilezza verso chi soffre e verso i familiari dei pazienti».

L’ambulatorio mobile è stato acquistato grazie a un finanziamento regionale, reso possibile da una proposta avanzata dall’onorevole Salvatore Giuffrida nella scorsa legge finanziaria. L’ambulanza, invece, è stata interamente finanziata con risorse proprie del Comitato Provinciale.

Alfredo Distefano, presidente delle Misericordie di Catania, non nasconde la soddisfazione: “Questo è un passo importante. Il nuovo ambulatorio ci permetterà di raggiungere realtà dove i servizi sanitari scarseggiano, portando visite e assistenza direttamente nei quartieri e nelle periferie. È una sfida che abbiamo scelto di affrontare con determinazione, perché sappiamo quanto può fare la differenza.”

I due mezzi verranno ufficialmente messi in servizio a partire dal 15 giugno, con una cerimonia di inaugurazione prevista a San Giovanni La Punta, alla presenza dell’on. Giuffrida.

Un gesto che parla chiaro: il volontariato non si ferma, e quando ha le risorse giuste, sa arrivare dove gli altri non riescono.

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A soli sedici anni ha iniziato il suo percorso nel giornalismo, scrivendo come corrispondente e raccontando la cronaca di Camastra e Naro sul giornale La Sicilia. Spinto dalla passione per l’informazione, qualche anno dopo ha iniziato a collaborare con testate di rilievo come il Giornale di Sicilia, Corriere dello Sport e L’Amico del Popolo di Agrigento, storico settimanale cattolico. Il suo viaggio lo ha poi portato a Milano, dove ha scritto per il Giornale di Milano Sud, dando voce alle storie e ai cambiamenti della zona meridionale della città. Ma le radici lo hanno richiamato in Sicilia, dove per un decennio ha diretto Tribeart, la prima guida dedicata alle arti visive dell’isola, punto di riferimento per artisti e appassionati. Da sempre convinto dell’importanza dell’etica professionale, afferma con decisione: “Il compito di chi fa giornalismo è uno solo: informare il lettore in modo corretto, senza compromessi”.
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