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Ricordo di Carmelo Belfiore

Un pensiero in quest’inizio d’anno desidero dedicarlo a Carmelo Belfiore scomparso qualche giorno fa dopo una breve e fulminante malattia. Lo ricordo adesso  come amico più stretto in tempi recenti, quando mi coinvolgeva nelle sue conferenze molto rigorose sul piano bibliografico in cui prediligeva affrontare soprattutto il tema della shoah. Docente liceale, uomo di grande cultura e lettore onnivoro, possedeva il piglio e la curiosità di chi andava con piacere in libreria a comprare saggi, per scoprire ogni giorno la storia, per mettere in evidenza e illustrare fatti ed eventi poco noti, seppelliti dalle vulgate note e conosciute della storiografia. Anticonformista nello spirito e di animo liberal democratico approfondiva tutto quello che leggeva sino a puntualizzare dettagli minuti e  conoscenze dimenticate.

Carmelo Belfiore nell’ultima conferenza a Giarre 

Si perdeva nei libri e spesso appariva dispersivo nella capacità di sintesi del suo sapere.  Carmelo era un uomo del novecento che amava la carta stampata, non era presente sui social, non aveva whatsApp, preferiva guardare gli interlocutori e gli allievi negli occhi, la sua era una continua e personale ricerca verso approdi nuovi e originali. Amava il dialogo e il confronto scevro da dogmatismi e settarismi ideologici.  Penso  che post mortem  desiderasse essere ricordato per quello che sentiva di essere, un cultore della storia, lontano dall’arroganza dei possessori delle verità, mite e gentile con tutti ,  un uomo che non si poneva mai sul piedistallo. Preparava un saggio che raccogliesse la sua innumerevole mole di scritti che erano proprio e brillanti riflessioni, vere “scintille di storia”. Onore al merito per un uomo di cultura che aveva il coraggio delle proprie idee, spesso scomode e indigeste scontrandosi anche con il colossi del mondo culturale italiano, nell’eterno scontro tra Davide e Golia. Non temeva l’abiura e l’accusa di essere eretico anzi andava avanti con dignità e convinzione rispettando sempre quelli che la pensavano in modo diverso. Gli ultimi tempi aveva fretta timoroso della malattia che rischiava di travolgerlo.  Piangiamo la sua perdita e oggi nel nostro territorio manca un altro valoroso e vivace intellettuale.

 

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Rosario Sorace, nasce a Giarre il 13 maggio 1958;nel 1972, a 14 anni, inizia un intenso impegno politico e sociale. A soli 25 anni diventa segretario regionale dei giovani socialisti in Sicilia e dopo due anni, nel 1985, viene eletto al Consiglio Comunale di Giarre. Successivamente, viene eletto al Consiglio Provinciale di Catania dove svolge la carica di Assessore allo Sviluppo Economico. Nel 1991 viene eletto Segretario della Federazione Provinciale del PSI di Catania. Nel contempo consegue la laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Catania in cui ha svolto il servizio in qualità di funzionario di Biblioteca del Dipartimento di Scienze Chimiche. È giornalista pubblicista dal 21 maggio 2021. Collabora dal 2018 con i giornali on line IENE SICULE, SIKELIAN, IL CORRIERE DI SICILIA, AVANTI LIVE e PRIMATV ON LINE. Direttore responsabile di CLESSIDRA2021 ,giornale fondato dallo stesso. È un grande di lettore di prosa e scrittore di poesie.
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