Ricordo di Carmelo Belfiore

Un pensiero in quest’inizio d’anno desidero dedicarlo a Carmelo Belfiore scomparso qualche giorno fa dopo una breve e fulminante malattia. Lo ricordo adesso come amico più stretto in tempi recenti, quando mi coinvolgeva nelle sue conferenze molto rigorose sul piano bibliografico in cui prediligeva affrontare soprattutto il tema della shoah. Docente liceale, uomo di grande cultura e lettore onnivoro, possedeva il piglio e la curiosità di chi andava con piacere in libreria a comprare saggi, per scoprire ogni giorno la storia, per mettere in evidenza e illustrare fatti ed eventi poco noti, seppelliti dalle vulgate note e conosciute della storiografia. Anticonformista nello spirito e di animo liberal democratico approfondiva tutto quello che leggeva sino a puntualizzare dettagli minuti e conoscenze dimenticate.

Carmelo Belfiore nell’ultima conferenza a Giarre
Si perdeva nei libri e spesso appariva dispersivo nella capacità di sintesi del suo sapere. Carmelo era un uomo del novecento che amava la carta stampata, non era presente sui social, non aveva whatsApp, preferiva guardare gli interlocutori e gli allievi negli occhi, la sua era una continua e personale ricerca verso approdi nuovi e originali. Amava il dialogo e il confronto scevro da dogmatismi e settarismi ideologici. Penso che post mortem desiderasse essere ricordato per quello che sentiva di essere, un cultore della storia, lontano dall’arroganza dei possessori delle verità, mite e gentile con tutti , un uomo che non si poneva mai sul piedistallo. Preparava un saggio che raccogliesse la sua innumerevole mole di scritti che erano proprio e brillanti riflessioni, vere “scintille di storia”. Onore al merito per un uomo di cultura che aveva il coraggio delle proprie idee, spesso scomode e indigeste scontrandosi anche con il colossi del mondo culturale italiano, nell’eterno scontro tra Davide e Golia. Non temeva l’abiura e l’accusa di essere eretico anzi andava avanti con dignità e convinzione rispettando sempre quelli che la pensavano in modo diverso. Gli ultimi tempi aveva fretta timoroso della malattia che rischiava di travolgerlo. Piangiamo la sua perdita e oggi nel nostro territorio manca un altro valoroso e vivace intellettuale.