Un vulcano che si racconta ai ragazzi: “La bambina di nome Etna” di Marinella Fiume

C’è un’idea semplice e felice all’origine del libro di Marinella Fiume, pubblicato da Algra nel 2023 con le illustrazioni di Alessandro Filetti. L’autrice, nata a Noto, laureata in Lettere classiche e per due legislature sindaca di Fiumefreddo di Sicilia, vive sulla costa jonico-etnea, cioè ai piedi del vulcano che racconta. Si sente che l’Etna non è un soggetto studiato da lontano, ma una presenza familiare.
Il filo conduttore è una storia di famiglia. Nonno Jan, botanico pacifista olandese, fugge dal servizio militare obbligatorio e si ferma tra le pendici etnee e il mare Jonio, dove mette su famiglia e un’azienda florovivaistica. Alla prima nipotina dà il nome di Etna, in omaggio all’Eden di pace e fecondità che ha trovato lì. Quando la bambina, a circa dieci anni, gli chiede il perché di un nome così bizzarro, il nonno risponde raccontandole il vulcano.

Il personaggio ha una base reale: il botanico olandese “renitente alla leva” è esistito davvero, e la nipotina è oggi una giovane ventenne che vive in Australia. Questo ancoraggio al vero dà calore al pretesto narrativo.
Il pregio maggiore è la varietà dei registri. Attraverso favole mitologiche e storie contemporanee, colte e popolari, il libro passa dall’origine del vulcano alle eruzioni storiche, ai terremoti, al suolo fertile, ai vigneti, ai muretti a secco, agli antichi mestieri, alla flora e alla fauna, fino al Parco e al riconoscimento UNESCO.

Accanto alla scienza convivono le leggende: Polifemo e il suo folle amore per Galatea, i diavoli del Gebel, re Artù ferito e portato nel vulcano dalla fata Morgana. Fiume, che viene dalla tradizione orale e dai “cunti”, dosa bene il rigore divulgativo e l’incanto del racconto, e il dialogo tra nonno e nipote rende la lezione una conversazione. Una curiosità che i ragazzi apprezzeranno: il cirneco dell’Etna, cane presente sul vulcano da millenni, dalla sorprendente somiglianza con le raffigurazioni del dio Anubi.

Il libro è anche un invito alla responsabilità. Davanti alle minacce che incombono sul Pianeta, solo dall’alleanza tra tutte le ragazze e i ragazzi del mondo può venire la salvezza. Il messaggio ecologico nasce dal legame con un territorio concreto e non suona predicatorio. È un buon libro da leggere in classe o in famiglia, perché insegna a guardare l’Etna come luogo di rischio e di bellezza, di natura e di memoria.