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Il saggio “La politica al tempo del declino dei partiti”, lunga e lucida requisitoria costituzionale di Salvo Andò

Esce per la collana “Scenari Mediterranei” — che lo stesso Andò dirige presso l’Università Kore di Enna — l’ultima fatica del giurista e già ministro della Difesa nel governo Amato, curata da Vincenzo Zocco e introdotta da un’ampia intervista di Roberto Tufano che funge da vera e propria chiave di lettura dell’intero volume. Non è un caso che il libro si apra con un dialogo e non con un saggio: Andò, “pedagogista politico e sociale” prima ancora che costituzionalista, ha bisogno della domanda altrui per dispiegare un pensiero che nasce dall’insegnamento e dalla militanza, non dalla cattedra isolata.

Il filo conduttore è la distanza crescente tra la Costituzione del 1948 e la pratica politica che nei decenni ne ha eroso il disegno originario. Il libro ricostruisce questa parabola con ampiezza storica — dalla Costituzione come “discontinuità” rispetto al fascismo, fino al governo Meloni — passando per i nodi classici del dibattito costituzionalista italiano: l’inattuazione dell’articolo 49 sui partiti, le leggi elettorali come strumenti di ingegneria del consenso più che di rappresentanza, la stagione delle “grandi riforme” mai realizzate da Craxi a Renzi, la “partitocrazia senza partiti” della Seconda Repubblica.

Il capitolo su populismo e suicidio della politica — non a caso il più citato, e non a caso ripubblicato qui a distanza di tredici anni dalla prima stesura del 2012 — è probabilmente il cuore pulsante del libro: la sua tesi, che il populismo contemporaneo non sia un residuo di tradizionalismo ma una risposta alle paure prodotte dalla globalizzazione e dalla crisi delle ideologie, regge ancora bene il passare del tempo, e anzi si arricchisce se letta insieme alle pagine più recenti sullo scontro tra governo e magistratura e sull’autonomia differenziata.

È qui che il libro rivela il suo tratto più riconoscibile: Andò non fa mai sconti a nessuno schieramento. Critica con la stessa asprezza l'”impianto autoritario” della riforma costituzionale del governo Meloni e l’incapacità delle classi dirigenti della Seconda Repubblica — di ogni colore — di produrre un rinnovamento reale. Il bersaglio polemico non è mai un partito, ma la partitocrazia stessa: quella sopravvivenza di apparati senza più radicamento popolare che l’autore considera la vera causa del logoramento democratico.

Il limite, se si vuole cercarlo, sta nella struttura: il libro raccoglie interventi e riflessioni di epoche diverse e il saggio sul populismo viene da un volume del 2012, altri capitoli guardano dritto al 2025 e,quindi, questa stratificazione, per quanto tenuta insieme da una coerenza di fondo notevole, chiede al lettore uno sforzo di ricomposizione che un apparato di raccordo più esplicito avrebbe forse alleggerito. È un libro pensato più per chi già frequenta il dibattito costituzionalista italiano che per un lettore che vi si affacci per la prima volta a tratti ridondante e ripetivo quasi a marcare con determinazione i convincimenti a cui è giunto come costituzionalista.

Resta un contributo di peso alla riflessione sulla crisi della rappresentanza in Italia, scritto da chi quella crisi l’ha osservata sia dai banchi del Parlamento sia dalla cattedra universitaria — e che non rinuncia, nemmeno nelle pagine più severe, a un afflato pedagogico verso le nuove generazioni.

 

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Rosario Sorace, nasce a Giarre il 13 maggio 1958;nel 1972, a 14 anni, inizia un intenso impegno politico e sociale. A soli 25 anni diventa segretario regionale dei giovani socialisti in Sicilia e dopo due anni, nel 1985, viene eletto al Consiglio Comunale di Giarre. Successivamente, viene eletto al Consiglio Provinciale di Catania dove svolge la carica di Assessore allo Sviluppo Economico. Nel 1991 viene eletto Segretario della Federazione Provinciale del PSI di Catania. Nel contempo consegue la laurea in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Catania in cui ha svolto il servizio in qualità di funzionario di Biblioteca del Dipartimento di Scienze Chimiche. È giornalista pubblicista dal 21 maggio 2021. Collabora dal 2018 con i giornali on line IENE SICULE, SIKELIAN, IL CORRIERE DI SICILIA, AVANTI LIVE e PRIMATV ON LINE. Direttore responsabile di CLESSIDRA2021 ,giornale fondato dallo stesso. È un grande di lettore di prosa e scrittore di poesie.
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