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Mavi Vatan, la patria blu. La linea rossa nella cooperazione italo-turca

MAVI VATAN, LA PATRIA BLU. LA LINEA ROSSA NELLA COOPERAZIONE ITALO-TURCA PASSA DAL TRATTATO DI LOSANNA

La collaborazione geopolitica tra Grecia e Israele si è concretizzata nel progetto “Scudo di Achille”. Uno strumento militare di tipo aereo difensivo. Esso risponde al comune obiettivo delle due nazioni, seppur con motivazioni differenti, di contenere le spinte revisioniste della Turchia e l’estensione della sua influenza nella regione dell’Asia Occidentale ( Medio Oriente).Nella fattispecie i Turchi vorrebbero ridefinire i termini del Trattato di Losanna del 1928. Quel trattato mise fine alla guerra greco-turca. A fronte di non indifferenti guadagni territoriali, la Turchia dovette accettare che la Grecia mantenesse la sovranità su quasi tutte le isole del Mare Egeo a ridosso delle coste turche. Inoltre riconosceva la piena sovranità dell’Italia sulle isole del Dodecanneso. In aggiunta la Turchia rivendica una estensione dei confini marittimi ben al di là di quanto di diritto previsto dalla Convenzione ONU UNCLOS. Tale pretesa è in accordo con la dottrina geopolitica, di matrice anatolica, del Mavi Vatan (Patria Blu). Essa vuole rompere la continuità tra le acque territoriali greche e quelle egiziane stabilendo un contatto con le acque libiche. Cosa ancora più preoccupante, pretende anche il passaggio alla sovranità turca di buona parte delle isole dell’Egeo, Dodecanneso incluso, ceduto dall’Italia nel 1947, in atto sotto sovranità Greca. La postura dell’Italia è improntata all’ equilibrio. Ha diversi accordi in essere sia con i Greci che con i Turchi. Alla Grecia ha di recente venduto due fregate FREMM. Dai Turchi acquisirà diversi droni armati Bayraktar da posizionare sulle unità della Marina Militare. Inoltre ha autorizzato l’acquisizione della azienda Piaggio Aerospace da parte della turca Baykar.

La cooperazione dei due paesi si estende allo spinoso dossier della instabile Libia dove entrambi appoggiano il governo Tripolino presieduto da Abdul Hamid Dbeibah. A fronte di ciò, sulla (ri) definizione della sovranità marittima sarà, forse, possibile un confronto. Sul trattato di Losanna non sembrano esserci margini per discussioni.

Esso, per l’Italia e l’Europa, rappresenta un “linea rossa”. Le proposte di revisione non saranno accolte e si farà affidamento nel buon senso turco.

 

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VITALE Felice Vito è nato a Piedimonte Etneo. Ha conseguito il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Michele Amari di Giarre successivamente conseguendo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania. Specializzato in oncologia, in atto lavora presso l’Ospedale San Vincenzo di Taormina avendo avuto precedenti esperienze lavorative e formative presso strutture oncologiche di Pesaro, Palermo e Trapani. Per oltre un decennio è stato revisore ed estensore di Linee Guida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica ( A.I.O.M.). Inoltre ha collaborato nella stesura di Linee Guida nell’ambito dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica (A.I.O.T.). Ha collaborato alla pubblicazione, su riviste nazionali ed internazionali, di 87 lavori scientifici sia in qualità di primo autore che come coautore. Il Dr Vitale, cultore e ricercatore di storia patria ed antica, ha relazionato in diversi convegni sulle vicende che hanno coinvolto la Sicilia nel Corso della seconda Guerra Mondiale. Nel 2019 ha completato e pubblicato il libro “1943 Cronache di una estate di guerra. I Piedimontesi e le truppe britanniche. Padre Denys Rutledge e i London Irish Rifles”. Tra i suoi ambiti di interesse ed analisi figurano anche le dinamiche socio e geopolitiche dell’area euro-afro-asiatica.
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