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Il Ricordo di Libero Grassi

Sono già passati trentacinque anni da quel tragico epilogo mafioso, quando Libero Grassi disse no convintamente al pagamento del “pizzo”.

Libero era un uomo che aveva perfettamente assimilato gli insegnamenti della sua famiglia, i valori, il lavoro, l’onestà, il svegliarsi presto la mattina per produrre, per essere dignitoso, per valorizzare i sacrifici e la propria famiglia.

Un uomo senza paura? No, fu un uomo di principio, il piegarsi a quella imposizione per lui equivaleva scendere al livello di chi mafiosamente gli imponeva un mantenimento, per lui, alimentare quei personaggi con il proprio lavoro, significava dare un cattivo esempio.

Era un imprenditore che credeva nello Stato Italiano, fiducioso che i suoi principi venivano accolti dalla parte buona del nostro paese, ma in realtà Il 29 agosto del 1991, alle sette e mezzo di mattina, venne ucciso a Palermo con quattro colpi di pistola mentre si recava a piedi al lavoro.

Ai funerali partecipò una grande folla, compreso il Presidente della Repubblica. Il Figlio Davide sorprende tutti alzando le dita in segno di vittoria mentre porta la bara del padre.

Non sono mancate le polemiche, tra chi sosteneva fin dall’inizio la battaglia dell’imprenditore e chi non aveva preso le sue difese, che lo aveva accusato di volersi fare pubblicità.

Qualche mese dopo la morte di Grassi, è stato varato il decreto che porta alla legge anti-racket 172, con l’istituzione di un fondo di solidarietà per le vittime di estorsione, fondo che doveva servire per incentivare le denunce e non lasciare sole quelle imprese nate libere di edificare i loro sogni.

La vedova Pina Maisano Grassi, nonostante minacce e intimidazioni, proseguì fino alla morte la lotta al racket in nome del marito, all’interno delle istituzioni si mise al fianco della società civile in sostegno delle tante associazioni anti-racket sorte dal 1991 in Sicilia e nel resto d’Italia.

Libera Impresa propone la giornata antiracket nel giorno della sua morte per mantenere un ricordo di valori, principi, dignità, onestà e legalità.

 

 

 

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Rosario Cunsolo, è stato commerciante e agente nel settore dell’elettronica di consumo per ben venticinque anni. Ha collaborato con le più importanti aziende del settore degli elettrodomestici, dell’elettronica e della telefonia, dove è stato spesse volte insignito come migliore professionista del settore. Si è sempre distinto in tutti i settori merceologici e oggi si è saputo rinnovare diventando consulente e intermediario assicurativo. Nel 1995, ha fondato la prima associazione Antiracket a Paternò (CT) denominata A.P.A.A. la quale operò con successo nel territorio. A novembre del 2011, prese la presidenza dell’Associazione Antiracket Antiusura “Alfredo Agosta” del sistema Confcommercio a Paternò dove con la stessa professionalità ha saputo essere una guida per tutti, verso la legalità. Alla fine del 2012, ha dato le dimissioni dalla “Alfredo Agosta” e da subito, ha formato una squadra di professionisti che hanno dato alla luce il 19/03/2013 alla nuova Associazione Antiracket Antiusura “Libera Impresa” ONLUS. La nuova formazione è composta da professionisti e imprenditori che hanno saputo dire No al Racket.
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