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Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
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Un tempo era il Sole a segnare le ore del giorno

Oggi, soggiogati dalla moderna tecnologia, scandita da orologi digitali e dall’onnipresente Alexa, il tempo sembra correre sempre più veloce senza più alcuna armonia con il tempo della Natura.

Eppure una volta il Tempo era segnato dal Sole e dalle sue lancette di luce.

La sua misurazione ha origini antichissime. Le fonti storiche attestano che i primi strumenti risalgono al 2670 a.C in Cina.

Gli antichi Egizi calcolavano le ore attraverso l’ombra del Sole proiettata da un obelisco su un segno sul terreno. I Babilonesi usavano lo Gnomone, un’asta verticale e i romani, successivamente importarono questa misurazione basandosi proprio sugli obelischi egizi.

La Meridiana o orologio solare è stato il più antico strumento di misurazione del Tempo, grazie al fascino che il Sole ha esercitato sugli uomini sin dagli albori.

Divinizzato nelle antiche civiltà, -in Egitto era il dio RA, creatore dell’universo, e nella mitologia greca Helios, personificazione del sole e guidava un carro di fuoco nel cielo-è stato sia da subito oggetto di studio.

Nell’antichità, tanti i luoghi di culto tra cui Stonehenge che fungeva da grande orologio solare, ma anche qui in Sicilia sin dai tempi antichi esistevano Gnomoni e Meridiane.

Sono stati ritrovati, in molti siti archeologici sparsi per l’Isola, calendari preistorici detti “pietra calendario”  così come  i quadranti solari di epoca ellenistico-romana.

Durante il Medioevo le Meridiane cominciarono ad essere progettate sia sulle facciate delle chiese cristiane che dentro.

Luoghi ideali in cui la penombra caratteristica degli interni forniva un ambiente naturale per creare una sorta di camera oscura in modo da evidenziare la proiezione della luce del Sole sul pavimento.

Il loro funzionamento si basava su un semplice meccanismo basato su un foro, chiamato Foro Gnomonico, esposto a Sud, ( dove si trova il Sole alle nostre latitudini)

attraverso il quale era possibile intercettare la luce di mezzogiorno, quando il Sole si trova alla massima altezza e perfettamente sul meridiano.

Nei diversi periodi dell’anno, questo foro è attraversato dalla luce con diverse angolazioni per cui proietta il suo cerchio luminoso in punti diversi della linea sul pavimento segnando così il passare del Tempo.

Le Meridiane hanno avuto grande rilevanza nel corso dei secoli, confermando quanto la misurazione del Tempo sia stata importante per ogni civiltà in ogni epoca.

All’interno della Cattedrale di Palermo si trova una Meridiana progettata nell’800, ma a Catania all’interno della chiesa di San Nicolò l’Arena in Piazza Dante, la Meridiana posto lungo il transetto,  con un foro gnomonico di 23,91 m e una lunghezza di 40 metri, rappresenta una monumentale opera di ingegneria astronomica e racconta una storia che coinvolge il Monastero, gli ambiziosi progetti dei monaci, gli uomini illustri del tempo e i viaggiatori del Gran Tour.

I Benedettini, volendo, per la loro chiesa, una Meridiana, simile a quelle costruite in altre abbazie, agli inizi deell’800 si avvalsero del sostegno economico prima di Don Federico La Valle e poi di Don Tommaso Ansatone.  Ma, i lavori, affidati all’astronomo Nicolò Cacciatore, non andarono a buon fine.

Quando nel 1838 il barone tedesco  Wolfangang Sartorius von Waltershusen tornò per la terza volta a Catania per completare i suoi studi sull’Etna, l’abate don Francesco Corvaia, gli conferì di nuovo l’incarico. Il barone intraprese il progetto con l’aiuto del danese Christian Peters e di artigiani e scultori qualificati che avrebbero dovuto occuparsi della parte figurativa sulla lastra di marmo, incidendo le immagini dei segni Zodiacali e i numeri che indicavano i giorni e i mesi.

La Meridiana venne completata tre anni dopo e fu subito apprezzata per la sua straordinaria precisione.

Il foro da cui entra a mezzogiorno un raggio di sole, è posizionato a circa 24 metri di altezza sulla cupola e colpisce una striscia di marmo sul pavimento, segnando il mezzogiorno esatto, i segni zodiacali, i solstizi, gli equinozi e i punti geografici del territorio.

Per questa sua funzionalità è considerata una delle meridiane più complete d’Italia, e soprattutto, un mirabile esempio di ingegneristica matematica dell’antichità.

La scritta “Latitudo Geographica Borealis 37° 30’…” segna la latitudine di Catania che i due astronomi tedeschi riuscirono a stabilire nel 1841 attraverso le misurazioni con il Foro Gnomonico, molto prima dei calcoli moderni.

Ma al di là del suo valore storico e scientifico, questa Meridiana siciliana, ci ricorda quanto sia importante lo scorrere del Tempo per ogni essere vivente, non elemento inconsistente ma materia pulsante e viva che conferisce significato e profondità a ogni evento umano e naturale.

Concetti che oggi noi abbiamo smarrito nella frenesia quotidiana, ma che i nostri antenati avevano compreso, seguendo la linea del Tempo attraverso la luce proiettata dal Sole.

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Laureata in Lettere moderne, per alcuni anni ho insegnato, ma la passione per la scrittura ha prevalso e ho collaborato con diverse riviste locali e pubblicato tre romanzi giallo-storici. Il mistero mi affascina e ho collaborato come saggista per il Blog Sicilia Arcana. Sono anche speaker radiofonica su Radio CRT Catania con un programma di pillole di cultura e di storia. Ha pubblicato tre romanzi gialli: “L’Ombra della Verità”, “L’Impercettibile Sussurro del Silenzio”, “Il Respiro profondo del mare”.
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