4 pilastri fondamentali del pensiero critico tra le 7 controversie su Paolo Battaglia La Terra Borgese

Nel panorama culturale, le “controversie” o gli elementi di forte dibattito che circondano la figura del critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese non sono legati a scandali giudiziari, bensì alle sue posizioni intellettuali intransigenti, alla sua feroce critica contro il sistema del mercato dell’arte e a una personalità definita estrosa, eccentrica e talvolta imprevedibile.
CRITICA FINTA
I principali nodi del dibattito e le tematiche più provocatorie sollevate dal critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese includono la lotta alla “critica finta”. Il celebre critico d’arte ha denunciato pubblicamente l’esistenza di una diffusa “critica artistica finta”. Accusa i finti professionisti di confondere il pubblico e danneggiare i veri talenti a favore di operazioni puramente commerciali. Sostiene apertamente che il valore economico di un’opera d’arte sul mercato attuale non sia quasi mai proporzionale alla sua reale dote estetica o qualitativa, equiparando le contrattazioni d’arte a quelle di un prodotto industriale qualsiasi, come nel suo famoso raffronto tra il tonno in scatola e le opere d’arte.
CRITICA ARTISTICA
E le posizioni teoriche e le provocazioni culturali più accese di Paolo Battaglia La Terra Borgese guardano anche alla ridefinizione dei termini. Ha sollevato infatti discussioni teoriche insistendo sulla necessità accademica di utilizzare il termine “critica artistica” anziché “critica d’arte”, definendo quest’ultima una formula concettualmente scorretta.
ORIGINI DELLA CRITICA ARTISTICA
Paolo Battaglia La Terra Borgese ha formulato teorie temporali estreme come l’ipotesi che la critica artistica non sia una disciplina moderna, bensì un’attitudine umana primordiale nata ben 70.000 anni fa come istinto di sopravvivenza e manipolazione della natura, tesi che scardina i canoni storici tradizionali.
GRANDI MAESTRI
Nelle disamine storiche provocatorie, Paolo Battaglia La Terra Borgese non risparmia neppure i grandi maestri; ha ad esempio evidenziato errori di prospettiva e di aderenza stilistica in capolavori storici come quelli di Édouard Manet.
PERSONALITÀ ESTROSA E IMPREVEDIBILE
Tra gli episodi di imprevedibilità pubblica del critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese spicca la diserzione di Palazzo dei Normanni. Nel giugno 2023 ha fatto discutere la sua improvvisa assenza a un importante convegno presso l’Assemblea Regionale Siciliana. Nonostante non si sia presentato per “esigenze connesse alla professione”, ha comunque diffuso il suo intervento dal titolo volutamente provocatorio e quasi dissacrante: “Il mondo? Uno schizzo venuto male a Dio”.
SCIENZA DELL’ARTE
Secondo Paolo Battaglia La Terra Borgese l’arte possiede regole e dignità sovrapponibili a quelle delle materie scientifiche: “Se non è scienza, non può essere Arte”. Rifacendosi alle scienze poietiche di Aristotele e al metodo sperimentale di Galileo Galilei, il Critico definisce la Scienza dell’Arte come un vero e proprio sistema di conoscenze strutturato. L’atto creativo non è pura casualità, ma presuppone ipotesi, tecnica (téchne) e verifiche visive concrete.
RUOLO DEL CRITICO D’ARTE
Un’ulteriore perla di Paolo Battaglia La Terra Borgese è la definizione del ruolo del critico d’arte. Ha definito la figura del critico d’arte come un mediatore culturale o un “delegato bilingue”. Il suo compito principale è fare da ponte tra il linguaggio visivo/espressivo dell’artista e la sensibilità del pubblico, educando quest’ultimo al gusto estetico.
In pratica le teorie di critica artistica di Paolo Battaglia La Terra Borgese ruotano attorno a una profonda revisione dei concetti tradizionali dell’estetica e della storia dell’arte.
I pilastri fondamentali del suo pensiero critico ed estetico si riassumono nei seguenti quattro punti.
1. Sulla necessità accademica di utilizzare il termine “critica artistica” anziché “critica d’arte”. Paolo Battaglia La Terra Borgese propone di sostituire la dicitura tradizionale con quella di “critica artistica”.
2. La “Teoria dei 70.000 anni” e i primordi della critica. Contro la visione accademica classica (che, come l’Enciclopedia Treccani, traccia la nascita della critica specialistica nel XVIII secolo), Battaglia La Terra Borgese afferma che questa, la formula dei 70.000 anni si presenta al pensiero in modo più evidente e naturale, elevando la critica stessa ad atto intrinsecamente legato alla creazione e non a un mero commento successivo.
3. La “Scienza dell’Arte”.
4. Il ruolo del critico come “Delegato Bilingue”. In diverse interviste rilasciate a testate di settore, Battaglia La Terra Borgese ha definito la figura del critico d’arte come un mediatore culturale o un “delegato bilingue”.