A Milo va in scena “L’Avaro”, interpretato da Enrico Guarneri e diretto da Guglielmo Ferro

Il 21 agosto per la rassegna “Cinema e Spettacoli sotto il Vulcano”, diretta da Alfio Zappalà
Con la brillante commedia “L’Avaro”, interpretata da Enrico Guarneri e diretta da Guglielmo Ferro, prosegue, all’Arena Teatro Lucio Dalla di Milo, il 21 agosto, alle ore 21, la rassegna “Cinema e Spettacoli sotto il Vulcano”, diretta da Alfio Zappalà e organizzata da ArchiDrama, con il patrocinio della Regione Siciliana e del Comune di Milo.

Guarneri si muove con la maestria del mattatore, attraversando con disinvoltura registri diversi: dal paradosso alla farsa, dalla satira al dramma interiore. È una prova attoriale che coniuga esperienza e spontaneità, tecnica e istinto, facendo vibrare ogni parola con autenticità. La messinscena si concentra sulla verità dei caratteri e sul ritmo della parola, lasciando che sia il testo – con la sua forza comica e drammatica insieme – a fare da guida. La comicità non è mai fine a se stessa, ma nasce dal conflitto, dall’assurdo quotidiano, da un’umanità che si rivela nei suoi aspetti più fragili e buffi.
La regia di Guglielmo Ferro punta all’essenza del testo e offre un meccanismo teatrale perfetto, dove ogni battuta è un meccanismo misurato, ogni personaggio una maschera lucida delle nostre ossessioni. Il lavoro scenico si sviluppa attorno all’umanità imperfetta e ridicola dei personaggi. In questa “situazione” si erge la figura di Enrico Guarneri, attore istrionico, capace di dominare la scena con naturalezza e presenza irresistibile. La sua interpretazione restituisce un Arpagone dalla comicità magnetica, ma anche profondamente umano, ossessionato, fragile, grottesco.

“Portare in scena L’Avaro oggi significa attraversare con ironia tagliente e intelligenza teatrale un testo immortale, che racconta vizi e debolezze dell’animo umano con una lucidità ancora sorprendentemente attuale. L’opera di Molière, pur affondando le radici nel Seicento, continua a parlarci oggi con uno sguardo vivo, corrosivo, spietatamente comico”, dichiara Guglielmo Ferro.