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Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

Gli anziani sono i numeri ultimi di una società che apprezza solo i primi

Un tempo che oggi sembra lontano, quasi perso nella memoria dei tempi, i nostri nonni reggevano intere famiglie come pilastri portanti di diverse generazioni.

I nonni non erano i “vecchi”, ma gli anziani della famiglia, dispensatori di consigli preziosi, saggi pensatori e maestri di vita a cui tutti si rivolgevano, dai figli oramai cresciuti agli ultimi nati.

Citando Ovidio, poeta latino che forse non tutti oramai ricordano, ma che per chi ha fatto studi classici, conserva ancora un certo fascino, non si può non rievocare una sua celebre frase scritta nel quinto libro dei Fasti:

“Un tempo era grande il rispetto per una testa ricoperta di capelli bianchi”.

Un passo suggestivo in cui la Musa Urania, quando descrive l’età dell’oro caratterizzata da ordine morale e rispetto sociale, racconta che i giovani cedevano il passo ai vecchi e che si vergognavano di stare seduti davanti a loro, poiché l’anzianità aveva molto più valore della stessa ricchezza.

Parole che oggi risuonano in modo stridulo in una società che ha perso di vista le relazioni affettive e il valore dell’altro.

Oggi “le steste con i capelli bianchi” non hanno più alcuna autorevolezza, sono relegate ai margini.

I nonni sono solo “vecchi” un fardello di cui lamentarsi, un peso ingombrante da scaricare alle strutture di assistenza appena se ne presenta l’occasione.

Nella nostra Italia, un paese di anziani, sono pericolosamente tanti, gli over 70 reclusi nelle loro vecchie case, confortati solo dai ricordi di un passato sbiadito,  attraverso le foto ingiallite dei loro figli da piccoli, i cui sorrisi lontani rimangono l’unico sollievo nel loro presente di solitudine.

Questi “vecchi” abbandonati alle loro fragilità di individui, tra disabilità e sempre più farmaci da assumere, in estate, quando il caldo diventa insopportabile e l’aria irrespirabile, restano prigionieri del silenzio che invade le loro stanze.

Nel deserto cementificato delle città, che sembra brillare sotto i raggi cogenti del sole, si muovono sommessi, quasi con discrezione, unico respiro vitale nell’irreale immobilismo estivo.

Le ferie sono sacre, dopo un anno di lavoro e di stress, niente riesce a fermare la brama incontenibile di una vacanza. Al mare o in montagna, poco importa, l’essenziale è partire, interrompere il ritmo serrato imposto dal quotidiano.

Ma nel pacchetto vacanziero, giusta ricompensa a cui non si può mai rinunciare, pena il disappunto sociale, i nonni non sono mai compresi.

I nonni restano a casa.

Soli!

Sono numeri ultimi, dimenticati dai figli e da una società sempre più distratta e concentrata solo sui numeri primi!

Il raggiungimento degli obiettivi economici, prevale e annienta relazioni e sentimenti.

Ed estate dopo estate, si aggrava l’isolamento degli anziani.

Costretti a invecchiare da soli durante l’anno, nel periodo estivo vengono intrappolati in una gabbia fatta di afa e di solitudine.

Secondo gli ultimi dati Istat oltre 5 milioni di italiani over 65, una persona su quattro, restano in città. Tra questi circa il 40%  ha un’età superiore ai 75 anni.

Situazione che non migliora per il resto dell’anno, circa il 37, 7% degli anziani vive da solo, in isolamento residenziale.

Dati che attestano un tasso di solitudine in Italia, quasi doppio rispetto alla media registrata in Unione Europea.

L’emergenza climatica che sta flagellando in questi giorni, aggrava notevolmente le condizioni di vita di questi anziani soli. Per l’inevitabile svuotamento dei centri urbani, risulta più difficoltoso potersi avvalere dei normali servizi di assistenza medica e quotidiana come la consegna a domicilio della spesa.

Nonostante in molti Comuni, negli ultimi anni, siano stati attivati dei servizi in collaborazione con Enti del Terzo Settore, in modo da poter sostenere gli anziani soli con la creazione di reti di supporto concreto da parte di volontari e con l’attivazione del numero verde “Filo d’Argento”, attivo sette giorni su sette, sono ancora troppi quelli che rimangono isolati, soprattutto d’estate.

L’Estate, tempo di risate e di allegria, si trasforma per gli anziani, in un momento di profonda solitudine, che evidenzia, impietosamente, quanto essi siano diventati solo degli inutili numeri.

Numeri ultimi ai margini di una società che ha dimenticato che il valore di un individuo non si misura attraverso gli anni, ma tramite quel prezioso bagaglio culturale e personale che permette di arricchire le generazioni successive.

 

 

 

 

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Laureata in Lettere moderne, per alcuni anni ho insegnato, ma la passione per la scrittura ha prevalso e ho collaborato con diverse riviste locali e pubblicato tre romanzi giallo-storici. Il mistero mi affascina e ho collaborato come saggista per il Blog Sicilia Arcana. Sono anche speaker radiofonica su Radio CRT Catania con un programma di pillole di cultura e di storia. Ha pubblicato tre romanzi gialli: “L’Ombra della Verità”, “L’Impercettibile Sussurro del Silenzio”, “Il Respiro profondo del mare”.
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