Quando il volontariato diventa responsabilità verso un’intera comunità

Ci sono forme di volontariato che non fanno notizia. Non distribuiscono aiuti materiali, non cercano visibilità, non occupano il centro della scena. Eppure sono indispensabili perché una comunità possa vivere in sicurezza i propri momenti più significativi. È il volontariato silenzioso, quello che opera dietro le quinte, lontano dai riflettori, senza chiedere riconoscimenti.
È questo il senso dell’Elefantino, simbolo della città di Catania, conferito al dott. Manlio Leonardi quale riconoscimento per oltre quindici anni di servizio volontario svolto come responsabile del coordinamento sanitario e del piano di sicurezza della Festa di Sant’Agata.

Enrico Trantino premia Manlio Leonardi
È stato il Sindaco di Catania, Enrico Trantino, a consegnare il riconoscimento durante il meeting: La città di Agata tra fede e associazionismo, il modello per renderla sicura organizzato dal Lions Club Catania Host in occasione dell’ostensione straordinaria del restaurato Busto Reliquiario di Sant’Agata, promossa per celebrare il novecentesimo anniversario della traslazione delle reliquie della Patrona. Il premio, voluto dal Comitato per la Festa di Sant’Agata, presieduto dal dott. Carmelo Grasso, è stato consegnato alla presenza dell’Arcivescovo Metropolita di Catania, S.E. Mons. Luigi Renna, del Questore, delle autorità civili, religiose, militari, del governatore del distretto 108yb Sicilia dott. Walter Buscema e degli officer distrettuali .
La motivazione parla di un impegno «silenzioso, costante, vissuto con grande senso del dovere e profonda devozione verso la nostra Santa Patrona». Ma quelle parole raccontano qualcosa di più: raccontano un modo di intendere la professione medica. Quelle parole sono ciò che meglio descrivono il medico Manlio Leonardi che da oltre quindici anni coordina il piano sanitario e di sicurezza della Festa di Sant’Agata, mettendo a disposizione della città l’esperienza maturata nella sua professione.

Un incarico delicato, svolto sempre con discrezione, lontano dai riflettori, con quella giusta severità che spesso caratterizza chi considera il servizio parte integrante del proprio lavoro. Per alcuni la professione termina con l’orario di lavoro; per altri è una “missione” che supera anche le esigenze personali e familiari. Non un eroe, non un santo, semplicemente un professionista che interpreta il proprio ruolo anche come responsabilità civile.

In un tempo in cui la visibilità sembra spesso prevalere sulla sostanza, il riconoscimento conferito al dott. Leonardi restituisce valore a una forma di impegno essenziale. Ricorda che esiste un volontariato fatto di competenza, responsabilità e senso del dovere; un volontariato che non cerca applausi, ma continua, con silenziosa dedizione, a prendersi cura della comunità. È anche grazie a persone come queste che una città riesce a custodire, con sicurezza e serenità, le proprie tradizioni più profonde.