La via stretta dell’Iran.Il dado è tratto.Sara’ l’ora del jiahd?

È di pochi giorni fa la pubblicazione sulla stampa iraniana delle foto, con minacce incluse, di alcuni capi di governo occidendali in tuta arancione. In tutto ciò i chierici iraniani rilanciano e sentenziano. L’Ayatollah, oltranzista, Arafi: “Basta negoziati. È tempo di jihad”. Leggasi anche di terrorismo? Non trattenendosi dall’affermare che “I dirigenti [delle Istituzioni] non devono continuare il percorso dei negoziati e di un accordo con i miscredenti”.
Insomma, nulla dovrebbe importare di devastazioni a beni, persone o cose. Con lutti annessi e connessi per i popoli dell’Iran. Traduzione: vittoria o morte. Cioè martirio. Le figure moderate del regime sono avvisate e gravemente ammonite. Viene così a galla ciò che era stato (mal)celato ma si era capito. Il regime è fratturato al suo interno. La guerra, oltranzista anch’essa, intanto continua. Insinuandosi tra i ranghi, non tanto serrati, del regime teocratico. Una domanda intanto si fa strada. Sarà il Jiahd (guerra santa) a marcarne la fine?