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L’ombra di Masada sul regime iraniano

·        RISULTATI (DIS) ATTESI E REALI DELLA GUERRA DEL GOLFO :L’OMBRA DI MASADA SUL REGIME IRANIANO

 

Gli Americani non sono riusciti nell’intento, immediato, del “regime change”. Nemmeno sembrano avere capacità, e volontà, di invadere il territorio degli Ayatollah. Neppure sono riusciti a proteggere interamente gli alleati arabi dai missili ritorsivi iraniani. Non si può però dire che non abbiano provocato gravi conseguenze al regime iraniano . Mentre i Pasdaran elaborano progetti per eliminare il vertice politico avversario- cioè Trump- gli Americani questo lo hanno già fatto, con significativa efficacia, ai danni dell’Iran. Lo Stretto di Hormuz non è vero che sia nella piena disponibilità di Teheran. La Marina degli Stati Uniti impedisce pure alle merci iraniane di transitarlo liberamente. Nel recente summit NATO  di Ankara, gli Stati Uniti hanno annunciato che gli Ucraini avranno licenza di produrre missili(antimissile) Patriot. E i Russi avranno molte più gatte da pelare su quel fronte. A discapito del loro supporto all’Iran. Il turco Erdogan, in aggiunta,  non si è lamentato con Trump per la ripresa degli attacchi a stelle e strisce  sul suolo iraniano. Come risultato, i Persiani, nonostante i proclami, e le strette di mano di circostanza, sembrano più isolati. Pochi, o zero, amici ai confini. Poco aiuto da sperare e bombardamenti da subire. L’arma del terrorismo, spesso invocata -con differente  dissimulata e levantina terminologia- è certo sempre un’opzione. Ma essa è debole e controproducente. Aliena le simpatie del’opinione pubblica mondiale. Specie se usata da una Nazione che vuole essere percepita come guida imperiale. È certo che gli Iraniani non si daranno per vinti, al momento, ma nemmeno i paesi sunniti del golfo gliela daranno vinta. Gli Arabi della omonima penisola hanno subito le maggiori ritorsioni persiane. Majed al-Ansari, consigliere del governo di Doha(Qatar), in una recente intervista, pur non risparmiando critiche ad Israele, ha sottolineato “  se chi decide a Teheran crede che la sicurezza della Repubblica Islamica passi dal minacciare i paesi del Golfo, questo obiettivo non si realizzerà”. Non sembra proprio l”ora di  metterci una pietra sopra. L’assedio al Regime Teocratico continuerà. Gli attacchi ai suoi danni proseguiranno e l’Ombra dell’assedio di Masada, come un’eclisse,  avvolgerà la Persia  e  il suo Golfo.

 

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VITALE Felice Vito è nato a Piedimonte Etneo. Ha conseguito il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Michele Amari di Giarre successivamente conseguendo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania. Specializzato in oncologia, in atto lavora presso l’Ospedale San Vincenzo di Taormina avendo avuto precedenti esperienze lavorative e formative presso strutture oncologiche di Pesaro, Palermo e Trapani. Per oltre un decennio è stato revisore ed estensore di Linee Guida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica ( A.I.O.M.). Inoltre ha collaborato nella stesura di Linee Guida nell’ambito dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica (A.I.O.T.). Ha collaborato alla pubblicazione, su riviste nazionali ed internazionali, di 87 lavori scientifici sia in qualità di primo autore che come coautore. Il Dr Vitale, cultore e ricercatore di storia patria ed antica, ha relazionato in diversi convegni sulle vicende che hanno coinvolto la Sicilia nel Corso della seconda Guerra Mondiale. Nel 2019 ha completato e pubblicato il libro “1943 Cronache di una estate di guerra. I Piedimontesi e le truppe britanniche. Padre Denys Rutledge e i London Irish Rifles”. Tra i suoi ambiti di interesse ed analisi figurano anche le dinamiche socio e geopolitiche dell’area euro-afro-asiatica.
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