Parla Carlo Verdone, protagonista ad Acireale di quattro serate con…Carlo

La Villa Belvedere di Acireale ospita dal 9 al 12 Luglio una mini rassegna cinematografica dedicata quest’anno a Carlo Verdone, uno dei protagonisti del cinema e della commedia italiana più apprezzati dal pubblico. I film, scelti dallo stesso Verdone, proiettati in questa quattro giorni cinematografica saranno rispettivamente : “ Gallo Cedrone”,” Io, Tu e Lara”, “Grande, Grosso e… Verdone” e “ Al Lupo al Lupo”. Presenti alle proiezioni, precedute da conversazioni condotte dalla giornalista Katia Scapellato, alcuni interpreti dei film, critici cinematografici di livello nazionale e varie personalità. Ad aprire la rassegna sono stati i saluti Istituzionali e la presentazione della monografia “ Carlo, un Sacco Grande”, dedicata al percorso artistico e umano di Verdone. Al primo incontro condotto dalla Scapellato hanno partecipato insieme al re della commedia all’italiana, il critico cinematografico del Mattino di Napoli Valerio Caprara, GianLorenzo Franzì (avvocato e critico cinematografico di vari giornali) , Pasquale Plastino (sceneggiatore dei film di Verdone), Mario Patanè (direttore artistico dell’evento) e Regina Orioli ( protagonista di – Gallo Cedrone-). Mario Patanè, amico trentennale del Regista e di suo padre Mario, gli ha voluto fare due bellissimi regali: una targa d’oro rappresentante una pellicola cinematografica con scritto “Aiace cinema” dell’orafo Nino Ferruggia, e un commovente video realizzato dal musicista Giuseppe Romeo , con ricordi familiari e immagini tratte dai film e dalle molteplici collaborazioni del grande Carlo. Romeo è anche l’artefice, su partitura di Ennio Morricone, della musica che accompagnerà le quattro serate della Rassegna. Di seguito l’intervista realizzata grazie alla grande disponibilità dell’artista nei confronti della stampa.

Carlo Verdone
Ogni volta che viene in Sicilia, dice che c’è una bella luce. Le piacerebbe girare ancora una volta qui come ha fatto per l’ultimo episodio di “ Grande, Grosso e.. Verdone, girato a Taormina, o per la scena girata all’ Etna di “Gallo Cedrone” ?
Eh! L’ho detto. Devo trovare però un soggetto adatto, cercare poi d’impostarlo immediatamente quando mi viene l’idea, localizzandolo qua. Però per conoscere la Sicilia non mi basta quello che ho, dovrei starci almeno uno-due mesi, per capire la gente la sua mentalità non puoi fare il turista, ci devi stare e parlare con le persone.
Ha ripetuto più volte che vorrebbe fare un film con una svolta drammatica, stavolta ci riuscirà?
Ci riusciremo, lo farò, magari come regista, vediamo se sarà “ Maria Elfe” tratto dal mio libro “ la carezza della memoria”, quello mi piacerebbe molto farlo, però non lo posso interpretare più io, perchè lì Carlo Verdone aveva ventitrè anni , quindi dovrei fare il regista e trovare due attori, sarebbe una grande gioia.
Lei ha insegnato che si può far ridere anche senza volgarità. Per i registi giovani è più difficile far ridere oggi?
Si, è più difficile far ridere, io vedo molte commedie che si rifanno agli anni 90, che sono stati degli anni di commedie un pò semplici. Le commedie devono avere delle originalità innanzitutto, devono rappresentare il quotidiano, l’attuale e non devono essere scritte in maniera geometrica per arrivare alla risata attraverso degli schemi che conosciamo ormai da decenni e decenni. Bisogna scrivere meglio le cose e con più attenzione, osservare questa realtà che non è bella, ma il commediografo deve in qualche modo intercettare dov’è che si può ironizzare, fare critica di costume, è importante. I Francesi in questo momento hanno una commedia molto più forte della nostra perchè hanno dei grandi scrittori, sta tutto là.
Oltre a “ Maria Elfe” , qual’è il suo ricordo, se ce n’è uno, che vorrebbe mettere in scena quindi in scrittura per il cinema ?
Non è una commedia ma potrebbe anche diventarla, un rapporto tra me e una malata che tra l’altro era anche una malata terminale. Con questa signora ho avuto un rapporto che è durato finchè è vissuta, è diventato una grande amicizia, abbiamo pure litigato ed io sapevo che il giorno dopo c’era il rischio che non ci fosse più. E’ stato un rapporto molto bello e ne verrebbe fuori un film di grande poesia.

Più umoristico, nel senso Pirandelliano, ho più malinconico ?
Profondo e brillante. Chiaramente quando c’è di mezzo la morte il tema non può essere tanto leggero, però io mi ricordo gli incontri con questa signora e alcuni sono stati veramente divertenti.
Stasera, qui ad Acireale, verrà proiettato “ Gallo Cedrone” , che quando uscì ebbe un grande successo di pubblico ma non fu tanto capito.
Non capirono niente, non l’ho capii nemmeno mio padre e questo mi dispiacque, poi però passando il tempo nel 2000 mi disse : “ ripensandoci bene forse ho sbagliato, perchè sei andato troppo avanti, la realtà sta superando la tua creatività di “ Gallo Cedrone”, vedo dei cialtroni in giro che sono superiori al tuo Armando Feroci.” Era vero, nelle persone c’era una grande confusione,una grande megalomania, mitomania, una grande bipolarità , infatti abbiamo visto poi che cosa è successo, abbiamo avuto degli anni 90 terribili da quel punto di vista, ed io un pò c’ero arrivato.
E’ riuscito a precedere i tempi…
Certo che li ho preceduti, infatti a Milano 3/4 anni fa fecero una proiezione di “ Gallo Cedrone” ad Agosto, il 12 Agosto, si formò un gruppo di 800 persone in un cinema. Io pensavo : “ Ma chi viene a Milano il 12 Agosto a vedere un film come “ Gallo Cedrone” così romano, c’era la sala strapiena e mi dissero che era il mio film più bello perchè ho preceduto tante cose. In realtà è vero credo di aver fatto un lavoro coraggioso.

Giovanni e Carlo Verdone
Con “ Vita da Carlo” ha vinto il Nastro d’Argento come personaggio dell’anno. Nastro d’ Argento che è arrivato in coincidenza con il 40esimo anniversario di “ Troppo forte”. Analizzando la sua carriera, lei ha descritto nei suoi film precedenti i coatti con le loro evoluzioni. Ora i coatti sono totalmente spariti dai suoi film. Questo perchè lei ritiene di non avere più l’età per interpretarli o perchè i coatti si sono imborghesiti .
Non si sono imborghesiti, ma non so nemmeno più se esiste la borghesia a questo punto. Sono cambiati i tempi e poi io non ho più la maschera per fare quelle cose lì, si, le posso sempre fare, ma con l’età mia, senza mettere parrucche in testa per carità, però di coattume ne vediamo talmente tanto ogni giorno che francamente ne ho proprio la nausea, mi piacerebbe raccontare altre storie, poi a metterli come caratteristi va bene, però basta, io per quel che riguarda i coatti ritengo di aver già dato molto.

La musica nei suoi film è un punto focale, anche in “ Scuola di Seduzione” è un percussionista in pensione. Quanto si è divertito a riprendere le bacchette in mano per il film.
Mi sono divertito moltissimo a riprendere le bacchette in mano. Sono tornato a suonare la batteria sul grande schermo perchè interpreto Clemente, un ex percussionista del teatro dell’Opera. Riprendere le bacchette ha rappresentato per me un ritorno alle origini, permettendomi di unire alla recitazione il mio grande amore per la musica, da sempre coltivato nella mia vita privata e in altri celebri lavori come “ Sono pazzo di Iris Blond”, con una bravissima Claudia Gerini che verrà qui ad Acireale a presentare con me “ Grande, Grosso e… Verdone”.
Si sa che lei oltre alla musica coltiva la passione per la fotografia. Le sue foto sono incentrate su Albe, tramonti e nuvole. Chi le ha fatto capire che avevano stile
Un giorno ne ho parlato per caso ad Elisabbetta Sgarbi, e lei insiste così tanto che le faccio una selezione di 25 scatti. Ne rimane entusiasta. “ Ma sei sicura ?” le chiedo. La morale è che ho iniziato a fare Mostre Fotografiche a Napoli, Ascoli, Torino, ancora non ho mai esposto in Sicilia spero di poterlo fare al più presto.
E per finire qual’è un messaggio che vuole dare ai giovani che vogliono intraprendere il suo stesso percorso di carriera
Di studiare soprattutto quello che c’è stato prima, di recuperare una memoria storica del cinema. Se non hai una memoria storica , se non conosci registi della commedia come Billy Wilder che ha fatto anche dei film drammatici fra l’altro, se non conosci Orson Wells, tutta la cinematografia migliore di Woody Allen, non ce la fai, perchè questi grandi autori potrebbero anche suggerirti un qualcosa che loro ti stanno dando e potrebbero far scattare una scintilla creativa in te. Quindi la memoria storica è importante, conoscere persone come Fellini, Pietro Germi, che è stato il più grande nella commedia. Io ho avuto la fortuna di frequentare i Cine Club, all’epoca mia, per sette anni andavo cinque volte al giorno al cinema, alla fine la cultura cinematografica me la sono fatta così.