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Intervista a Margherita Mazzucco, madrina dei Nations Awards

Madrina della XXesima Edizione dei Nations Awards Margherita Mazzucco.  La ventitreenne attrice Napoletana, ha raggiunto una popolarità che ha superato i confini Europei  a soli sedici anni, interpretando Elena Greco, “Lenù” nella serie di Rai 1 -L’Amica Geniale-  tratta dai romanzi di Elena Ferrante. Nel 2022, al Fstival di Venezia, ha vinto il Premio NuovoIMAIE  come miglior giovane attrice per l’interpretazione di –Santa Chiara – nel film di Susanna Nicchiarelli. L’ultima sua fatica artistica è stata l’interpretazione del cortometraggio  di Giovanni Algeri “ l’ultimo giorno di felicità” finalista all’Amarcord Film Festival e al Los Angeles , Italia Film Festival. Corto che affronta  il tema  dei giovani che schiacciati dalle aspettative familiari arrivano a fingere esami mai sostenuti  entrando in una spirale di menzogne sempre più difficili da sostenere. Dopo la conferenza stampa del Gala, svoltasi anch’essa all’NH Hotel di Taormina, mi sono fatta rilasciare alcune battute da questa dolce e timida ragazza.

Sei la madrina della XXesima Edizione dei Nations Awards. Come te lo stai vivendo quest’impegno così importante?

Sono molto emozionata è la prima volta che faccio la madrina  e che vengo qui a Taormina, penso che calcare le tavole del Teatro Greco sarà emozionantissimo. Però sono molto contenta di essere qui.

Senza mai avere fatto prima una scuola di recitazione o aver recitato, sei stata scelta all’età di 16 anni , in piena adolescenza, per interpretare Elena Greco  – Lenù- – nell’Amica Geniale- , serie che poi ha ottenuto un successo mondiale. Come hai vissuto a 16 anni quest’improvvisa popolarità ?

Devo dire che l’ho vissuta bene, non ho avuto grossi problemi, tranne qualcuno che mi fermava per strada per chiedermi l’autografo o una foto, cosa a cui non ero abituata. Ho avuto la fortuna di avere avuto la mia famiglia alle spalle che mi ha molto sostenuta facendomi anche restare con i piedi per terra, infatti io lavoravo e studiavo contemporaneamente e poi conducevo una vita normale, uscivo con i miei amici, mi divertivo sono riuscita a vivermela  bene la popolarità.

Dopo – l’Amica Geniale- hai interpretato -Santa Chiara- nel film di Susanna Nicchiarelli, a mio avviso- Lenù e Santa Chiara – hanno in comune l’essere due donne al loro modo rivoluzionarie. Cosa vuol dire per te essere rivoluzionaria.

Si, è vero sono due donne rivoluzionarie ,devo dire che sono stata molto fortunata  sonon riuscita ad avere dei ruoli molto belli. Credo che la storia di Chiara sia molto attuale proprio per quest’aspetto rivoluzionario. Ci sono tantissime Chiare in tutto il mondo, da sempre, ogni giorno ci sono sempre delle rivoluzioni nuove, come adesso quella in Iran. Chiara nel 1200 l’ha fatto con il Papa, lei riesce nel suo intento soprattutto grazie alla forza delle sue sorelle. Nel film viene messo in risalto anche il concetto di sorellanza, attuale anche questo, perchè uniti si riesce meglio a raggiungere gli scopi.

La tua Chiara è moderna, una ragazza prima che una Santa  in cui tutte le diciotenni si sono potute rispecchiare.

Si, è quello che mi ha detto la Nicchiarelli da subito-“ voglio semplicemente una ragazza di diciotto anni, portatrice di un ideale e con un grande carisma”. Anche a livello estetico non era la solita Chiara Santa con il velo, raffigurata come l’ombra di Francesco. Lei è presente, attiva, con i capelli corti e i denti sporchi.

Ti sei ispirata a qualche altra interpretazione per entrare nel personaggio di – Santa Chiara-?

Si, all’inizio mi sono ispirata alla – Chiara – di Helena  Bonham Carter del film di Liliana Cavani.

Qual’è il messaggio che ti ha lasciato questo personaggio?

Come dicevamo prima , l’importanza della sorellanza, dello stare insieme, della comunità. Come ti dicevo se – Chiara- non avesse avuto il supporto delle sue sorelle forse non sarebbe riuscita a scrivere la sua regola e a fondare un ordine femminile e non un ordine maschile declinato al femminile, pur dovendo accettare dei compromessi.

E’ stato difficile imparare la lingua volgare del 1200 ?

Non tanto, ho fatto solo tre- quattro lezioni di umbro volgare, il latino l’ho studiato al liceo e poi mi facevo aiutare da alcune ragazze sul set.  A volte mi facevo mandare dei messaggi vocali da una ragazza che ha partecipato al film, li sentivo e li ripetevo sul set con il suo stesso tono.

Hai mai pensato di approfondire le tue già spiccate capacità attoriali con un corso di recitazione ?

No, onestamente fino ad ora ho sempre lavorato con i coach su dei progetti specifici, però un domani non lo escludo.

L’anno scorso sei stata la protagonista del corto di Giovanni  Algeri, “ l’ultimo giorno di felicità”, trattando il tema dei giovani che schiacciati dalle aspettative familiari fingono esami mai sostenuti entrando in un turbinio di menzogne sempre più difficile da sostenere. A te è mai capitata una situazione simile ?

No, a me no, perchè ho un buon dialogo con i miei genitori e poi loro non hanno mai avuto nessun genere di aspettativa su di me mi sono sempre sentita libera, anche di non studiare se avessi voluto.

Ti piacerebbe fare teatro ?

Si, perchè no, se il progetto mi piace accetterei.

Progetti  futuri  ?

Io sono aperta a tutto, ora ston aspettando un progetto che reputo adatto a me

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Sono Fausta Testaj’ diplomata e abilitata come maestra di scuola dell’infanzia , con conoscenze basi della lingua inglese e della Patente Europea. Sin dall’adolescenza le mie passioni sono state tre : i bambini, infatti mi sono diplomata alla Maria Ausiliatrice e abilitata alla Parini di Catania, il mondo della cultura in generale con particolare attenzione verso il teatro e il cinema, e la scrittura. Crescendo ho deciso di assecondarle queste passioni, andando a insegnare all’ Istituto comprensivo di Certaldo in provincia di Firenze, dal 2001 al 2005, organizzando al Teatro Metropolitan di Catania due spettacoli, nel 2007 “Romana” interpretata dalla cantattrice Tosca meglio conosciuta come Tiziana Tosca Donati per la Regia di Massimo Venturiello,bellissimo omaggio a Gabriella Ferri, e nel 2008 “Delitto Perfetto”, dall’omonimo film di Alfred Hitchcok con la regia di Jeppy Gleijeses e l’interpretazione di Stefano Santospago, Marianella Bargilli, Massimo Cimaglia e Raffaele Pisu. Dal 2016 sono articolista, scrivendo di cinema, teatro e libri, per il SUDONLINE. Oggi la mia professione è gestire case vacanza, cosa che peraltro amo molto fare, ritenendola stimolante e arricchente, come il mondo della cultura.
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