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Intervista a Valeria Bruni Tedeschi, premiata con il Taobuk Award

PREMIATA CON IL TAOBUK AWARD

VALERIA BRUNI TEDESCHI

ARTISTA TRAVAGLIATA- INTELLIGENTE- SENSIBILE- COLTA E AUTOIRONICA

Ospite del Taobuk 2026, con tema– Fiducia -,la regista, sceneggiatrice, attrice di cinema e teatro torinese naturalizzata francese Valeria Bruni Tedeschi. Più di cento film alle spalle tra italia e francia. Vincitrice di cinque David di Donatello  per : per “la seconda volta” e la “parola amore esiste” di Mimmo Calopresti, “ il Capitale umano” e” la Pazza Gioia” di Paolo Virzì e “ L’arte della Gioia” diretta dalla sua amica-sorella Valeria Golino. In Francia ha vinto il Premio Cèsar, corrispondente all’Oscar francese, come migliore promessa femminile per “ le persone normali non hanno niente di eccezionale”. E’ stata candidata come migliore attrice agli European Film Awards per : “ CiquePerDue- Frammenti di vita amorosa” di Francois Ozon  e per “ Il Capitale Umano” e la “ Pazza Gioia” di Paolo Virzì. Ha esordito alla regia nel 2003 con il film “ E’più facile per un cammello…” e ha subito ottenuto il Premio al Tribeca Festival  e il Luis – Delluc, oltre a candidature ai Cèsar e ai Nastri d’Argento. Questa attrice e donna straordinaria, colta, intelligente e autoironica, è stata protagonista al Palazzo Corvaja di Taormina, di una conversazione moderata dal critico cinematografico Paolo Mereghetti che ha toccato i temi di Cinema, Memoria e Libertà.

La Tedeschi con una semplicità e naturalezza, che molti non s’ immaginavano, si è raccontata a 360 gradi, facendo vivere al pubblico presente, il suo modo di fare cinema da sempre, caratterizzato dall’esplorazione delle fragilità umane, dei legami personali e della ricerca della libertà. Non si è tirata indietro neanche nel parlare di sè, raccontando che i suoi primissimi amori artistici sono stati la letteratura, la poesia e la danza. Dopo una stroncatura delle sue poesie da parte della professoressa d’italiano è arrivato l’amore per il teatro, perchè alla sua epoca non si andava tanto al cinema, più che altro si guardava la Tv e si leggeva. Tutt’oggi del teatro ne ha bisogno, ha raccontato a Mereghetti, però le costa più fatica e difficoltà, perciò accetta i progetti teatrali solo quando le sembrano irresistibili. Dopo quest’interessante Panel sono riuscita a scambiare quattro chiacchere anch’io con quest’artista tra le più acclamate a livello Europeo.

Il Taobuk quest’anno tratta il tema della” Fiducia.” Cos’è per lei la fiducia ?

E’ come la fede, sono dei momenti della vita, dei barlumi in cui si ha fiducia nella vita, nel futuro, anche in quello che potrebbe essere la morte, proprio come la fede che per me non è una cosa continua ma sono piccoli sprazzi di fiducia.

Lei in cosa ha fiducia ?

Quasi sempre non ho fiducia in niente, non ho fiducia in me, la vita mi fa paura, sono ansiosa, e perciò è più il tempo che passo senza fiducia che quello che passo con la fiducia. Però i momenti di fiducia nella vita sono indimenticabili, delle volte durano qualche secondo e arrivano da piccoli dettagli, da un fiore, da un sorriso, da una frase.

Nel film “Duse” di Pietro Marcello è stata straordinaria. Quanto si è rispecchiata nel personaggio di Eleonora Duse ?

Mi sono ritrovata nel modo in cui lavorava con i dubbi e con la propria fragilità. E poi anche la questione della vita e del lavoro che si mescolano, che si attraggono e si respingono. Anche se in lei era forte il conflitto tra lavoro e maternità, in me no.

Qual’è il motivo principale che la induce a rifiutare un progetto ?

Ho rifiutato tanti progetti per la paura della noia. Se un regista mi annoia non ci lavoro. O se sento volgarità come la stupidità.

Nelle interviste ho notato che ripete spesso la parola allegria

E’ vero, forse perchè in francese non esiste, allegresse è un termine antico che vuol dire gioia, joie. Tanti anni fa ho messo in scena una commedia di Natalia Ginzburg che ha un titolo meraviglioso  : “ Ti ho Sposato per Allegria”.

I personaggi che sceglie d’interpretare e quelli che scrive di solito sono sempre in bilico tra equilibrio e squilibrio. Li trova più interessanti ?

Molto più interessanti, lo squilibrio è sempre più interessante dell’equilibrio. Al primo corso di teatro ci dissero di metterci su una sola gamba, lì succedevano le cose, non quando stavamo dritti, Lo squilibrio va ricercato. Non vedo la Duse come nevrotica, ma la sua passione per il lavoro era eccessiva, anche se è riuscita a stare dodici anni lontana dalle scene e dal cinema, dove le dicevano che era troppo vecchia, il suo squilibrio è affascinante.

Da recente ha vinto il David di Donatello come migliore attrice non protagonista per “ l’ Arte della Gioia” , diretta dalla sua amica-sorella Valeria Golino. Com’è stato interpretare sullo schermo la “ Principessa Gaia”, un personaggio più grande di lei quindi molto invecchiato

Interpretare un personaggio più anziano, come la “ Prncipessa Gaia” ha richiesto molto coraggio, però mi sono molto divertita perchè mi ha dato la possibilità d’intercettare il mio lato più oscuro e la libertà di giocare col mio corpo.

Nel bellissimo film “ Cinque Secondi” di Paolo Virzì, ha interpretato Giuliana, questo personaggio stabilizzante nei confronti di Adriano, il protagonista interpretato da Valerio Mastrandrea, prchè lo riporta al non trascurarsi e alla quasi normalità. Si può veramente rinascere attraverso gli altri ?

Io penso che si possa non attraverso, ma grazie agli altri avere la possibilità di rinascere. Penso che si possa aiutare gli altri a rinascere, però la rinascita deve avvenire  con una decisione intima e personale, penso.

 Nella maggioranza dei suoi film, lei parla delle relazioni e memorie familiari, degli amori, della solitudine quindi ho dedotto che per lei scrivere e dirigere un film e quasi come una catarsi

MaH! Mi dispiace un pò ma non tanto, vorrei che fosse come una catarsi, si sul momento è un po’ una catarsi è vero di dolori passati che in un certo modo rielaborandoli, arrivo a una specie di catarsi, poi però arrivano nuove sofferenze e perciò alla fine non sono mai guarita dalle difficoltà, però in effetti è un po’ una catarsi ha ragione lei, sono anni che dico che il cinema non è una catarsi per me, invece da adesso è una catarsi mi ha convinta.

Il Panel che si è appena svolto ha avuto come titolo “ Cinema, Memoria e Libertà”. Un’artista è più libera al cinema, al teatro o non è mai totalmente libera ?

AH! Non lo so, però la libertà è quello che io cerco, un’artista cerca la libertà e la verità. Non posso dire se più al teatro o più al cinema, penso che non ci sia una regola, però penso che totalmente liberi , secondo me, in certi momenti di grazia alcuni attori lo sono.

Oggi, in questo periodo storico che stiamo vivendo. Cosa può fare un’artista?

Può resistere.

 

Nel film “ L’Attachement- La tenerezza” di Carine Tardieu, lei ha interpretato Sandra, questa donna indipendente e solitaria che sceglie di prendersi cura di un bambino non suo. Cos’ha trovato di particolarmente interessante in questo personaggio ?

Ho trovato particolarmente interessante andare a scovare l’umanità e la dolcezza nascoste dietro l’apparente freddezza del personaggio. Sandra si è costruita una corazza per proteggersi dalla paura di soffrire, di legarsi troppo e di essere abbandonata.

Finisco di approfittare della sua disponibilità chiedendole  qali sono i suoi progetti futuri da regista.

Girerò due film a Torino. O meglio un documentario sul tema delle dipendenze, nei centri Creati da Don Luigi Ciotti, e un film di finzione dove ci sarà anche mia madre che io considero una grande attrice.

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Sono Fausta Testaj’ diplomata e abilitata come maestra di scuola dell’infanzia , con conoscenze basi della lingua inglese e della Patente Europea. Sin dall’adolescenza le mie passioni sono state tre : i bambini, infatti mi sono diplomata alla Maria Ausiliatrice e abilitata alla Parini di Catania, il mondo della cultura in generale con particolare attenzione verso il teatro e il cinema, e la scrittura. Crescendo ho deciso di assecondarle queste passioni, andando a insegnare all’ Istituto comprensivo di Certaldo in provincia di Firenze, dal 2001 al 2005, organizzando al Teatro Metropolitan di Catania due spettacoli, nel 2007 “Romana” interpretata dalla cantattrice Tosca meglio conosciuta come Tiziana Tosca Donati per la Regia di Massimo Venturiello,bellissimo omaggio a Gabriella Ferri, e nel 2008 “Delitto Perfetto”, dall’omonimo film di Alfred Hitchcok con la regia di Jeppy Gleijeses e l’interpretazione di Stefano Santospago, Marianella Bargilli, Massimo Cimaglia e Raffaele Pisu. Dal 2016 sono articolista, scrivendo di cinema, teatro e libri, per il SUDONLINE. Oggi la mia professione è gestire case vacanza, cosa che peraltro amo molto fare, ritenendola stimolante e arricchente, come il mondo della cultura.
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