Loading
Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

Montgomery arriva a Riposto. E la storia torna a parlare

C’è un momento, nelle città marinare, in cui la cultura prende il sopravvento sul rumore delle giornate. Accade quando un testo non è soltanto un libro, ma un varco. Un invito a riconsiderare il passato, a rileggerlo con occhi diversi, a lasciarsi sorprendere da ciò che credevamo di conoscere già.
Nel pomeriggio di oggi, quindi, alle ore 18:00, nell’incantevole Sala del Pozzo del Parco delle Kentie di Riposto, questo varco si aprirà davanti a tutti – perché l’evento è libero, aperto, inclusivo. Una di quelle occasioni in cui la comunità si ritrova, si riconosce e si racconta.
Al centro della scena, il volume di Felice Vito Vitale, “Montgomery: un Generale in Sicilia tra pensieri e aneddoti”. Un titolo che già promette un viaggio: dentro la strategia, dentro l’uomo, dentro la Sicilia del 1943.
E poi quella frase, scolpita come un motto di guerra: “Catania non diventerà una Stalingrado e Palermo non sarà la mia tomba”. Parole che sembrano vibrare ancora oggi, come un’eco di decisioni che cambiarono il corso della storia.

Il regista Fabrizio Sergi

Un dialogo che diventa racconto

A conversare con l’autore sarà Fabrizio Sergi, regista cinematografico, sceneggiatore nonché, ricercatore di storia militare. Una presenza che garantisce profondità, ritmo, e quella capacità rara di trasformare la cronaca bellica in narrazione viva.
A moderare l’incontro, il nostro direttore di Clessidra 2021, dott. Rosario Sorace, che – lo anticipiamo – offrirà un intervento breve ma incisivo, come è nel suo stile.
Un passaggio che, nelle sue parole, suonerà più o meno così:
“La storia non è mai un archivio polveroso. È un organismo vivo, che respira attraverso i libri e attraverso chi li scrive. Vitale ci consegna un Montgomery diverso: non solo il generale, ma l’uomo che ha attraversato la Sicilia lasciando tracce che ancora oggi meritano di essere comprese”.
Un pensiero chiaro, elegante, che restituisce il senso dell’iniziativa: non rievocare, ma comprendere.

Un libro che riporta la Sicilia al centro dell’attenzione

Il volume di Vitale non si limita a ricostruire operazioni militari. Scava nelle pieghe, negli aneddoti, nei dettagli che fanno la differenza.
Racconta un Montgomery meno accademico e più umano, più vicino, più vulnerabile.
E soprattutto restituisce alla Sicilia il ruolo che ebbe: non semplice teatro di guerra, ma crocevia di strategie, ambizioni, paure e speranze. È un libro che parla ai lettori di storia, certo, ma anche a chi ama le narrazioni che sanno unire precisione e suggestione.

Riposto come luogo di incontro

La Sala del Pozzo, circondata dalla natura del Parco delle Kentie, diventa così il palcoscenico migliore. Un territorio che invita alla riflessione, alla quiete, alla partecipazione.
E la partecipazione, va ribadito, è aperta a tutti: cittadini, appassionati, curiosi, studenti, viaggiatori del pensiero.

Un appuntamento da segnare
Un pomeriggio che promette di essere più di una presentazione: un incontro con la memoria, con la ricerca, con la parola scritta.
Un evento che non chiede biglietti, ma attenzione. Non pretende formalità, ma desiderio di ascoltare. Un’occasione per scoprire un Montgomery diverso e, forse, una Sicilia diversa.

 

Share Article
A soli sedici anni ha iniziato il suo percorso nel giornalismo, scrivendo come corrispondente e raccontando la cronaca di Camastra e Naro sul giornale La Sicilia. Spinto dalla passione per l’informazione, qualche anno dopo ha iniziato a collaborare con testate di rilievo come il Giornale di Sicilia, Corriere dello Sport e L’Amico del Popolo di Agrigento, storico settimanale cattolico. Il suo viaggio lo ha poi portato a Milano, dove ha scritto per il Giornale di Milano Sud, dando voce alle storie e ai cambiamenti della zona meridionale della città. Ma le radici lo hanno richiamato in Sicilia, dove per un decennio ha diretto Tribeart, la prima guida dedicata alle arti visive dell’isola, punto di riferimento per artisti e appassionati. Da sempre convinto dell’importanza dell’etica professionale, afferma con decisione: “Il compito di chi fa giornalismo è uno solo: informare il lettore in modo corretto, senza compromessi”.
TOP