Parla Richy Menphis protagonista del film di Karen Di Porto “Il Grande Boccia”

Tra la Anteprime Nazionali presentate all’Etna Comics c’è stata l’opera seconda di Karen Di Porto “ Il Grande Boccia”. Il film già presentato alla Festa del cinema di Roma , è incentrato sulla figura di Tanio Boccia, regista vissuto negli anni 60, anni d’oro del cinema Italiano frequentati da autori come Fellini, Monicelli, Bertolucci, Petri, Germi, Risi, Antonioni, Rosi…… In mezzo a questo parterre di personaggi prestigiosi vi era anche Tanio Boccia che con pochi mezzi economici ma con tanta ostinazione e passione girava film popolari e per questo era ritenuto un pessimo regista di serie B. Karen Di Porto, nel raccontare le disavventure di Boccia perseguitato dai creditori, si concentra soprattutto sull’anno 1964, anno in cui sembrava che il regista irriso da tutti i suoi colleghi, avesse finalmente dato una svolta alla sua carriera avendo avuto l’incarico di girare quattro film in costume contemporaneamente, “ Maciste alla corte dello Zar”, “ la Valle dell’Eco Tonante” , “ Il dominatore del Deserto” e i “ Predoni della Steppa”. Ma proprio in quell’anno Sergio Leone Presentò “ Per un pugno di dollari” e il sogno di Boccia di essere riconosciuto artisticamente dalla critica e dal pubblico svanì come una bolla di sapone. Il film vuole essere un omaggio ironico-affettuoso al cinema di genere popolare, a quello considerato di serie B e a tutti i creativi che restano sempre ai margini dei grandi riflettori ma che non mollano mai, continuando a inseguire il proprio sogno. In un’industria dove il valore viene spesso misurato in premi o incassi, questo progetto fa riflettere sul vero fallimento, che è quello di smettere di provarci. Tanio Boccia tenta di tenere in piedi il proprio lavoro in un contesto in cui l’industria cinematografica italiana sta cambiando e con lei anche i gusti del pubblico, ma lui resiliente insiste a produrre film a basso costo, ad affrontare debiti e comunque riesce sempre a risolvere qualsiasi situazione e problema, dato che tutt’oggi a Roma tra gi addetti ai lavori dell’audiovisivo quando c’è qualcuno che sa praticare l’arte dell’arrangiarsi , si dice : “ ma che sei alla Tanio Boccia” ? Ricky Menphis , presente anche tra gli interpreti della serie di Canale 5 i “ Cesaroni” nelle vesti di nonno Carlo, è in questo film diretto da Karen Di Porto alla sua migliore interpretazione, riuscendo ad entrare perfettamente nella personalità di questo personaggio facendone emergere la solarità, la spiritosa energia e il grande cuore con molta naturalezza. Menphis, in questo ultimo film prodotto da Galliano Juso che non è riuscito a vederne la fine a causa della sua scomparsa e delle tante peripezie successe durante il decorso della lavorazione per scarse risorse economiche, la Di Porto come Boccia, quindi la storia si ripete, è affiancato da un cast di tutto rispetto, Denise Tantucci, Liliana Fiorelli, Nico Di Rienzo, Fabrizio Nardi, Bianca Nappi ( che fa solo un cameo ma molto centrato) , Nino Frassica, Bruno Pavoncello, Urbano Barberini, Emanuele Barbalonga. “Il Grande Boccia” uscirà nelle sale cinematografiche di tutta italia l’ 11 Giugno.

Di seguito l’intervista a Richy Menphis
Com’è stato interpretare Tanio del “Grande Boccia “
Beh ! E’ stato divertente, anche difficile ma non a livello di recitazione, è stato difficile perchè è stata una produzione travagliata, diciamo che è stato complicato portare al termine il progetto ma molto interessante.
Ti se divertito ad interpretare nonno Carlo nei “ Cesaroni”?
Si, mi sono molto divertito , e poi con Claudio Amendola il regista siamo amici.
C’è qualche retroscena che è avvenuto durante la lavorazione del “ Grande Boccia”
Qualche retroscena, capirai. E’ un film che ha tribulato per vedere la luce, ha tribulato a livello produttivo, quella è la cosa principale, però alla fine con lo stesso amore, la stessa fantasia , la stessa voglia che Boccia metteva nel fare i suoi film , karen Di Porto , la Produzione ed in piccola parte anch’io siamo riusciti a potare a termine questo film e finalmente a farlo uscire.
Cosa dovrebbe rimanere secondo te di Boccia nel modo di fare film oggi
Innanzi tutto la determinazione, la fantasia, l’amore assoluto per il cinema, la voglia totale di portare al termine il lavoro inventandosi qualunque cosa pur di scavalcare gli ostacoli, per lui niente era un ostacolo, andava avanti inventandosi cose straordinarie, come insegnamento dovrebbe rimanere che si possono fare film belli pure con pochi soldi.

Hai lavorato qualche volta a Catania ?
Si, ma poco, ci ho girato una serie con Raoul Bova, però qui siamo stati pochi giorni. Sono venuto poco nella vostra città, so che è straordinaria, la cucina è meravigliosa, sono stato di piùa Palermo e a Noto perchè vi ho girato una serie, la Sicilia in realtà è meravigliosa certo non lo scopro io.
Interpretando il “ Grande Boccia”, pensi di aver riabilitato la sua figura sia professionalmente che umanamente ?
Io non posso riabilitare la figura di nessuno tanto meno quella di Boccia che al contrario sarebbe stato lui a nobilitare me. Boccia poi la sua carriera l’ha fatta, si la critica, gli addetti ai lavori si prendevano gioco di lui ma lui era il più forte di tutti, perchè riuscire a far film con pochi soldi con ostinazione e passione come quelli che faceva lui ce ne vuole, faceva film fantastici, “ Maciste” , Ercole”, “Sansone”, “ Le Odalische” , “ I Tartari” era uno che aveva una fantasia enorme e la portava avanti.
Se invece di vivere negli anni sessanta fosse vissuto oggi secondo te sarebbe stato considerato lo stesso un regista di serie B?
No, secondo me no, a parte che ci sarebbe stata tutta un’altra intenzione, chissà! Forse avrebbe fatto i film dei Supereroi perchè lui in fondo faceva i film su quelli cheerano i Supereroi della sua epoca.

Passare dai ruoli più comici a quelli più drammatici. Quali preferisci, come fai…
Quello che mi piace di un ruolo è la storia e il personaggio , poi se sia comico o drammatico non importa mi piacciono entrambi. Nell’interpretazione ti aiuta tanto la sceneggiatura, io la leggo e poi le situazioni o sono comiche o sono drammatiche le interpreto.
Un ritorno dei“ Cesaroni per una prossima stagione ?
Questo lo sanno a Mediaset, io non lo so.

Come nonno come ti vedi, dato che hai due figli, che nonno potresti essere ?
Non lo so, non ci voglio nemmeno pensare ad essere nonno, mi dava persino fastidio quando mi chiamavano nonno sul set, e poi i miei figli ancora sono giovani e quindi ancora è presto per pensarci.
Hai progetti immediati ?
Per ora no, sono in vacanza, sto leggendo tante sceneggiature in mezzo c’è qualcosa d’interessante , vedremo, se ne parlerà comunque a Settembre.

E per finire, hai paura che qualcuno possa rubarti l’identità, considerando che molti doppiatori brevettano le proprie voci per prendere precauzioni, hai paura che possa succedere anche a livello visivo e trovarti a fere cose che non vuoi ?
No, se lo fanno credo ci sia bisogno per trasmetterlo di un permmesso e se lo fanno di nascosto facendomi fare qualcosa che non ho fatto, mi faccio una risata e vado in TV a dire che non ero io. Non si può vivere con la paura dell’intelligenza artificiale, anche perchè se ad alcuni gli danno soldi per sfruttare l’immagine con L’ A. I., quello non sono io perchè li danno a quelli proprio grandi.