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Carapezza all’Etna Comics, un cantautore con l’estro del fumettista

Gradito ritorno ad Etna Comics quello di Caparezza che è venuto a presentare il suo nono album “Orbit Orbit” un concept multimediale dove il fumetto dialoga con le canzoni completandosi con esse. Il pricipale tema trattato in “ Orbit Orbit” è la libertà, considerando l’immaginazione come un ultimo rifugio  ed in parte, una reazione ad un periodo personale difficile dell’ artista segnato da problemi di acufene e ipoacusia cause di una forte depressione che gli aveva fatto passare la voglia di comporre. A distanza di cinque anni da “ Exuvia”esce questo nuovo progetto del puglese Michele Salvemini in arte Caparezza che da oltre vent’anni sta con un piede nell’Hip Hop e uno fuori. Il cantautore dopo essere già stato ospite al Lucca Comics ha voluto far conoscere la sua ultima fatica artistica, anche ai numerosissimi  suoi fans accorsi all’Etna Comics per ascoltarlo ed applaudirlo durante il Panel condotto da Cateno Piazza e Salvo Di Paola. Il punto focale di “ Orbit Orbit” ha a che fare con i viaggi nello spazio ma anche con il momento attuale della carriera di Caparezza, che ormai da qualche anno pubblica dischi sempre più introspettivi. Nel corso della conversazione il cantautore afferma di essere stato influenzato dalla musica che ascoltava da bambino , quella degli anni 70-80 e che i testi sono pieni di riferimenti alla storia del fumetto statunitense, europeo e giapponese. Sono citati o esplicitamente o attraverso le opere più famose  in “ A comic book saved my life”, quinta canzone del disco,  Bonvi, Jacovitti, Go Nagai, Kirby e Moebius mentre in “ Darktar”si nominano Neil Gaiman ( autore della celebre serie fantasy Sandman) e Kentaro Miura( il creatore di Berserk). Non ha mai negato che la sua prima ambizione era quella di diventare sceneggiatore di fumetti, poi è deventato cantautore, ma non ha mai abbandonato la passione per la scrittura fumettistica che di tanto in tanto ancora oggi esercita. Pur non dichiarandosi un rapper è fan di artisti come Marrracash, Neffa e Fabbri Fibbra dai quali al tempo stesso prende le distanze soprattutto per via degli  stereotipi che notoriamente mal sopporta.  Per gentile concessione di Cateno Piazza e Salvo Di Paola vi propongo l’intervista qui di seguito.

Qual’è il significato di questo titolo “ Orbit Orbit”

In realtà è una parola onomatopeica che nei fumetti si potrebbe usare per il suono dell’immaginazione. Per me l’immaginazione è la vera libertà dell’essere umano perchè non te la può levare nessuno.

Qual’è la trama del fumetto da te sceneggiato

Il fumetto narra di un mio viaggio reale e onirico attraverso i disegni di grandi firme e nuovi talenti : La Came, Matteo De Longis, Sergio Gerasi, Nicola Mari, Marco Nizzoli, Renato Riccio, Stefano Tamiazzo, Rodolfo Torti e Yi Yang. Nel racconto io esco dal bosco in cui sono entrato 4 anni fa per “ Exuvia”, mi ritrovo nel backstage di un concerto, le persone intorno a me mi riconoscono, io però non so chi sono. Dal panico mi chiudo in camerino, svengo, nessuno se ne accorge, e inizio a sognare di essere un’astronauta attrezzato di navicella spaziale con la quale inizierò ad esplorare terre nuove, dove incontrerò personaggi particolari. Il racconto si sviluppa su due livelli quello reale e quello onirico. I due mondi saranno però legati perchè tutto ciò che accadrà in uno si verificherà nell’altro. E questo è solo il primo capiotolo che però rispecchia tutta la trama del fumetto legato anima e corpo alle canzoni.

Uno dei temi trattati in “ Orbit Orbit” è quello della sindrome dell’impostore, cioè il non riuscire a riconoscere i propri meriti, vedo che spesso ne parli anche nelle interviste quindi ancora ne soffri ….

Si, parlo anche della sindrome dell’impostore, perchè a mio avviso questa sindrome è difficile da estirpare. Credo che dipenda da tanti fattori, situazioni vissute nell’infanzia, nell’adolescenza, o semplicemente è carattere, come si nasce. Però la sindrome dell’impostore nel mio caso mi è tornata molto utile negli anni perchè per farla tacere mi sono impegnato il doppio, il triplo, e ogni volta che faccio qualcosa faccio più del dovuto, proprio perchè mancando in sicurezza sopperisco con l’impegno.

Oltre a questo tema. Quali altri temi tratta “ Orbit Orbit”?

Io in qualche modo tratto sempre determinati macrotemi, a parte quando faccio canzoni nate e spinte dalla curiosità. Per esempio il tema spirituale è sempre presente nei miei testi, la giustizia, le questioni sociali sono sempre presenti, l’unica cosa un pò latente è il sentimento perchè nella mia vita lo ritengo molto importante ma non così tanto da essere comunicato anche perchè credo sia stato abbondantemente sviscerato da chiunque.

“ Orbit Orbit” è un andare in orbita, un andare oltre il luogo di residenza. E’ una fuga dal luogo in cui viviamo e dalle persone che ci circondano ?

E’ una fuga dalla realtà, come l’immaginazione che per sua natura è una fuga dalla realtà, nel senso che non si accontenta della realtà e crea qualcos’altro. Tutti noi siamo circondati da immaginazione, il posto in cui siamo, l’oggetto che usiamo, i vestiti che mettiamo. L’immaginazione è la forma più autentica di libertà, e seccome qusto disco parla di libertà per me è un disco che celebra l’immaginazione che può essere praticata anche in situazioni di costrizione come la galera.

Viviamo in una società invasa dal web, dai social, che ci hanno disabituato a soffermarci  e ad apprezzare le piccole cose . Quindi come si fa a far capire alla gente “ la bellezza di una foglia secca”, citando il titolo di un brano di “ Orbit Orbit.

Non lo so, perchè non sono nato in situazioni come quella di oggi, in buona parte della mia vita il web non è esistito così come il computer. Esisteva la socialità, il confrontarsi, lo scontrarsi, però uno scontrarsi vero, reale. Oggi ho la sensazione che ci sia più la voglia di sfogarsi più che di scontrarsi, poi alla fine della fiera nascono le shitstorm sul web ma la persona colpita da shits magari esce di casa, va a prendersi un caffè, va a fare spesa torna e non gli è successo niente, nessuno lo ha considerato quindi è un grande sfogatoio, anche se non è tutto così c’è anche tanto di positivo sul web.

Però ha disabituato la gente a soffermarsi sulle cose

Non è che l’ha disabituata, l’ha fatta venire fuori allo scoperto questa disabitudine.Secondo me in tutte le epoche c’è stata una forte disabitudine, tranne alla fine degli anni 60 e negli anni 70, dove sembrava che tutti fossero in grado di avere, di prendere, afferrare il proprio destino, in quegli anni il desiderio di libertà di affrancarsi era reale, si scendeva in piazza e si faceva con cognizione di causa adesso è tutto un pò più estetico, forse però è lo specchio dei tempi.

In “ Orbit Orbit” citi dei capisaldi della musica, del fumetto, del cinema. C’è un fumetto in particolare che ti ha ispirato questo progetto ?

Si, “Galaxy Express”di Leiji Matsumoto, dove c’è questo treno che viaggia nello spazio, preso pari pari dalla terra e buttato nello spazio.

Tappe live di “ Orbit Orbit” ?

Beh! Verrò a Catania e anche a Palermo non ricordo precisamente quando perchè sono uno smemorato, però sul  famoso web c’è tutto. Ha visto che fa anche cose buone!

E per finire davvero. Chi ha disegnato le copertine del fumetto e del disco ?

Sia quella del fumetto che quella del disco le ha disegnate Matteo De Logis che è un bravissimo fumettista illustratore di cui avevo letto la sua opera “ Prism, L’abbiamo contattato ed è stato bravissimo.

 

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Sono Fausta Testaj’ diplomata e abilitata come maestra di scuola dell’infanzia , con conoscenze basi della lingua inglese e della Patente Europea. Sin dall’adolescenza le mie passioni sono state tre : i bambini, infatti mi sono diplomata alla Maria Ausiliatrice e abilitata alla Parini di Catania, il mondo della cultura in generale con particolare attenzione verso il teatro e il cinema, e la scrittura. Crescendo ho deciso di assecondarle queste passioni, andando a insegnare all’ Istituto comprensivo di Certaldo in provincia di Firenze, dal 2001 al 2005, organizzando al Teatro Metropolitan di Catania due spettacoli, nel 2007 “Romana” interpretata dalla cantattrice Tosca meglio conosciuta come Tiziana Tosca Donati per la Regia di Massimo Venturiello,bellissimo omaggio a Gabriella Ferri, e nel 2008 “Delitto Perfetto”, dall’omonimo film di Alfred Hitchcok con la regia di Jeppy Gleijeses e l’interpretazione di Stefano Santospago, Marianella Bargilli, Massimo Cimaglia e Raffaele Pisu. Dal 2016 sono articolista, scrivendo di cinema, teatro e libri, per il SUDONLINE. Oggi la mia professione è gestire case vacanza, cosa che peraltro amo molto fare, ritenendola stimolante e arricchente, come il mondo della cultura.
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