Scompare Sonny Rollins, ultima leggenda del jazz moderno

Il sassofonista tenore Sonny Rollins l’ultima leggenda del jazz moderno se ne è andato il 25 maggio 2026, la vigilia del 100 anniversario della nascita di un’altra grande leggenda del jazz: il trombettista Miles Davis.
Parafrasando una sua stessa affermazione espressa nel 1969 in occasione della scomparsa del sassofonista tenore Coleman Hawkins “l’inventore del sax tenore del jazz” si è tristi per ma sua scomparsa ma si è felice per avere avuto modo di avere avuto la possibilità di conoscere e di apprezzare la sua vita.ⁿ
Questa affermazione può essere estesa allo stesso Rollins che dagli anni ruggenti del bebop sino alla fine della sua attività avvenuta per motivi di età più di dieci anni fa, è stato uno dei maggiori protagonisti del jazz moderno, genere che lui stesso ha contribuito a fondare grazie al suo personalissimo sound, allo smisurato talento che gli permetteva di esprimere con assoluta naturalezza i suoi inimitabili fraseggi.
Rollins è stato uno dei primi ad adottare i ritmi caraibici come il Calipso nei brani bebop, si pensi al brano Saint Thomas o alla dionisiaca Don’t stop the Carnival.
Virtuoso, geniale, riconoscibile sin dalle primissime note, autore di dischi capolavoro come Saxophone Colossus, o Tenor Madness dove si incontra con il grande John Coltrane.
A cavallo degli anni 50 e 60 quando la sua fama era alle stelle, si ritirerà in meditazione in un ponte e da lì anni dopo fonderà in quartetto anomalo con il fedelissimo contrabbassista prima e bassista elettrico Bobo Cranshaw che con lui suonerà per 50 anni e il raffinato chitarrista elettrico Jim Hall.
Sfiorerà il movimento free suonando persino con Don Cherry e nei 70 darà una svolta rock con l’uso di tastiere e chitarre elettriche.
Ogni aspetto della vita di Rollins meriterebbe di essere approfondito, magari quando finiremo di elaborare il lutto.