Parla Lorenzo Balducci,ospite d’eccezione ad Etna Comics 2026

LORENZO BALDUCCI E LE SUE MILLE SFACCETTATURE ARTISTICHE
Ospite di Etna Comics 2026, diventato ormai il Festival Internazionale del fumetto, del gioco e della cultura pop punto di riferimento del Sud Italia , Lorenzo Balducci, che accoglierà i suoi innumerevoli fans il 1 Giugno nell’area Creator Lounge del Centro Fieristico “ Le Ciminiere”, luogo in cui come ogni anno si svolgerà l’evento. Il Festival, che avrà inizio il 30 Maggio e si concluderà il 2 Giugno, quest’anno è dedicato a colui che è stato il re dei presentatori, Pippo Baudo, presente nel Manifesto realizzato da Giorgio Carpinteri artista con un percorso che attraversa fumetto-grafica e TV, il cui stile è stato influenzato da avanguardie come il Futurismo e il Cubismo con capacità di trasformare l’immagine in qualcosa di dinamico, quasi vivo. Nata e cresciuta a Catania questa Manifestazione, in ogni Edizione, è capace di unire milioni di persone linguaggi e passioni diverse rendendo la cultura pop in generale un’espressione viva e valorizzando il talento, l’immaginazione e le idee. Il punto di forza di questa Kermesse è la sua capacità di unire mondi diversi come autori, editori, artisti, community, famiglie e appassionati che trovano ogni anno uno spazio dove condividere incontri, mostre, spettacoli, aree tematiche e ospiti di rilievo come appunto Lorenzo Balducci con il quale abbiamo scambiato quattro chiacchere al telefono di cui vi faccio partecipi.
Sei ospite dell’Etna Comics il 1 Giugno nell’area Creator Lounge perchè oltre a fare l’attore, dal 2020 è diventato anche content creator dando vita sul Web a personaggi comici che raccontano con cinismo e sarcasmo la società attuale e la cultura pop degli anni 80-90-2000. Personaggi spietati e feroci. Come le è venuta l’idea di rappresentare sul Web questo tipo di umanità?
No è stato un pensiero mirato, una strategia o un progetto. E’ nato tutto in maniera molto spontanea e nel tempo, con calma, ha preso la sua dimenzione. Sicuramente il punto di partenza è che a me, sin da bambino anche se in altri modi, è sempre piaciuto raccontare, esplorare mondi surreali, tutto ciò che esce da quel confine che è la quotidianità, il ripetitivo e questo poi ha preso forma con l’amore per il cinema, per i cartoni animati, per la cultura pop in generale. Andando avanti nel tempo, essendo io una persona nella vita abbastanza pacata, attraverso questi personaggi che ho creato ed interpreto ho trovato una valvola di sfogo potendo esplorare l’aggressività dell’essere umano in tutte le sue forme, nel cinismo, nella volgarità, nella sopraffazione, nel desiderio di arrivare a tutti i costi in alto, in quello di essere a tutti i costi sotto i riflettori , al centro dell’attenzione, trovo che ci sia un cortocircuito molto comico in questo modo di fare.
Quando ha scoperto di avere questa vena comica?
Da molto prima di mostrarla agli altri. Per molto tempo l’ho tenuta nascosta mostrandola solo alla mia cerchia di amici, oppure giravo dei video che non mostravo al pubblico.
Con questi video che crea dal 2020 ha più di 150.000 follower complimenti
Ora sono cresciuti sono diventati sopra i 350.000 e non li ho mai comprati son cresciuti piano piano, nel 2020 era 10.000 e poi a poco a poco si sono uniti gli altri.
Hai fatto una gavetta social come content creator ?
Una gavetta c’è stata con un percorso del tutto personale. Tra il 2011 e il 2019 ho realizzato dei video che mettevo su You Tube, ci sono ancora, avevano una natura e un’impostazione completamente diversa rispetto a quelli che faccio ora, anche perchè non esisteva quel tipo di comicità che c’è adesso tipica dei video di Instagram, c’erano però già degli elementi comici legati alla cultura pop, al ballo. alla danza, alla musica che si possono ritrovare in quelli che faccio oggi. Quelli fatti fino al 2019 si possono considerare dei cortometraggi li realizzavo in 2-5 giorni e duravano anche 5 minuti non un minuto e mezzo, sono stati la mia palestra, che mi ha portato in maniera graduale a realizzare 10 anni dopo i primi video per Instagram.
Questi video erano tipo standup-commedy ?
No, non sono parlati, è più un discorso visivo, c’è molto ballo, ho utilizzato per tanto tempo una piscina vuota dove all’interno facevo delle coreografie con delle mini storie. Diciamo che avendo il sogno un giorno di fare il regista lì ho dato sfogo anche alla parte tecnica.
Quanto c’è di autobiografico nei tuoi video e gli elementi autobiografici da inserire come li selezioni?
In realtà di autobiografico c’è molto meno di quello che si può immaginare. Io all’interno di questi video racconto anche la mia famiglia, mio padre, mia sorella, mia madre, partendo dal fatto che non ho una sorella ma un fratello, la mia famiglia reale non ha niente a che vedere con quella descritta nei social, perchè malgrado i miei genitori hanno dei difetti non sono dei mostri come quelli sempre arroganti, prevaricatori. Gli elementi autobiografici che insersco sono le esperienze di vita che vivo quindi quello che può capitarmi su un aereo, in un hotel, al ristorante. Ad esempio ho realizzato tanti video sulla vita di un cameriere al ristorante ed io il cameriere l’ho fatto davvero, ho vissuto le frustrazioni di trovarsi di fronte a persone maleducate.
Da quando sei diventato una star del Web è cambiata qualcosa nella tua carriera di attore?
Devo dire che ha aiutato. Io temevo che un certo tipo di visibilità sui social potesse compromettere l’interesse dei casting, dei registi, dei produttori. Invece ho notato che nell’ambito della commedia mi ha molto aiutato infatti da qualche anno faccio molti più provini per progetti di commedie ho avuto anche la fortuna di lavorare in due film con P. Virzì e prima non mi era mai successo di fare un provino per lui, il casting mi ha notato proprio in questi video. Anche se non abbandonerò mai i film di stampo drammatico.
A proposito di film in qesto periodo sei nei cinema con : “ Antartica-Quasi una fiaba” chi è il tuo personaggio in questo progetto che tratta un argomento quasi inedito per l’Italia quello della ricerca scientifica di una base.
Io interpreto Riccardo che è il medico di questa base. Racconta la vita di questi scienziati che per 8 mesi l’anno vivono in questa condizione estrema. E’ un film difficilmente etichettabile perchè c’è tanto di comicità, di dramma, c’è la ricerca scientifica, c’è l’elemento surreale, quello fiabesco, non si può catalogare in nessun genere.
Quanto ha influito il tocco di Lucia Calamaro, drammaturga teatrale alla sua prima regia cinematografica nel rendere il film particolarmente interessante ?
Secondo me è la cosa che contraddistingue questo film rendendolo unico sotto diversi punti di vista. Già quando ho letto la sceneggiatura mi aveva incuriosito e conquistato il tipo di scrittura , il modo d’interagire tra i personaggi oltre al fatto di lavorare con attori straordinari come S. Orlando, B. Ronchi e V. Billè.
Il film parla anche della contrapposizione tra investimento economico pubblico e privato, riferendosi alle poche risorse economiche messe a disposizione dallo Stato Italiano a favore di questa base scientifica al contrario di altre realtà Nazionali presenti sul territorio che sono invece aiutate dai rispettivi Stati
Si, c’è un punto centrale del film che tratta proprio di questo, il modo in cui un gruppo si spacca di fronte alla decisione o meno di seguire un principio etico che prende in considerazione l’essere umano inteso come tutti, un discorso di empatia maggiore rispetto a quello che è un discorso più di profitto, di arricchimento più da una parte e non in condivisione del genere umano in todo. Il film non vuole creare il divario tra buoni e cattivi o tra buoni e cattivi pensieri è abbastanza imparziale nel mostrare entrambe le parti.

Si parla dei rapporti tra le persone , delle relazioni umane
Si, perchè accanto al discorso della ricerca scientifica c’è una lente d’ingrandimento sulla fragilità dei rapporti umani, del singolo essere umano in una situazione così estrema in cui la fragilità aumenta ancora di più.
A un certo punto del film si dice :” è arrivato il momento di romanticizzare il mondo” romanticizzare in che senso?
Si, è uno dei punti più belli secondo me. Ormai non ci si sconvolge più del fatto che una totale mancanza di empatia nei confronti del prossimo ci ha resi aridi di fronte a troppe situazioni inaccettabili, situazioni che hanno bisogno invece del lato più umano delle persone, fortunatamente non siamo tutti così ma c’è un mondo là fuori che è spietatamente calcolatore e quindi ritornare a romanticizzare tutto è l’invito ad avere un approccio che metta l’umanità al di sopra di ogni cosa o comunque che la tenga in considerazione costantemente di fronte a qualunque aspetto. Io l’ho interpretato così.
Tornando ai tuoi video sei riuscito a dimostrare che la comunità LGBTQ si può raccontare anche con ironia , Che commenti ricevi ai video e sei riuscito ad aiutare qualcuno magari a fare coming-aut ?
Qualcuno mi ha scritto privatamente, dicendomi che il tipo di ironia, di libertà , di approccio che esce fuori dal modo in cui realizzo questi video li ha aiutati a fare i conti con quello che stava succedendo nella loro vita, a prendere coscienza del desiderio di non vivere ingabbiati. Mi rende molto grato il venirmi detto spesso di essere un antidepressivo o qualcosa di fortemente terapeutico e nel caso specifico della comunità LGBTQ che rappresenti un assoluto senso di trasparenza e libertà che è quello che io ho ricercato per anni perchè io nell’adolescenza mi sono negato. Per me anni fa tutto questo sarebbe stato impensabile non avrei mai avuto il coraggio di raccontarmi o di mostrarmi artisticamente in questo modo perchè c’era un profondo senso di vergogna, non era scontato che arrivassi a questo punto ma fortunatamente dopo un lungo processo di crescita ci sono arrivato.

Hai avuto il coraggio di fare coming-aut cosa che poteva gravare sulla tua carriera di attore, dato che ancora i pregiudizi su certi argomenti non sono stati del tutto superati.
Il problema non scomparirà può migliorare.Tante persone si possono evolvere però una problematica è difficile che si possa azzerare del tutto, dovrebbero passare secoli. Detto questo il punto è non smettere mai di vivere la propria vita senza vergogna, in modo che anche chi non accetta, si renda conto che dall’altra parte c’è una persona che non ha paura di vivere la propria vita e quindi anche se non capisce abbia il buon senso e l’umanità di rispettare l’altro. E’ chiaro che non possiamo essere tutti amici però la conquista in un mondo che sia dignitoso deve essere il rispetto reciproco che purtroppo non c’è per cui la battaglia va sempre conbattuta quella interna nostra e poi quella col mondo là fuori.
Al Teatro nello spettacolo “ Salvami Mostro”, hai interpretato vari personaggi facendo diversi cambi d’abito in pochissimo tempo, un pò all’A. Brachetti mi racconti come avveniva il tutto?
Ho fatto di necessità virtù. Per questo spettacolo avevo pensato a determinati cambi e ho fatto si che fossero il più rapidi possibili iniziando lo spettacolo con una grandissima gonna sotto la quale c’erano tutti i pantaloni degli altri personaggi, una volta che toglievo il primo strato mi bastava cambiare giusto qualcosa ed ero pronto per il personaggio successivo avendo già metà degli altri personaggi addosso. Devo dire che è stato molto divertente superare anche quest’ostacolo di trasferirsi da un personaggio all’altro in solo un minuto e mezzo.
Nel 2012 sei andato via dall’Italia Perchè ?
Quell’anno lavoravo pochissimo , avevo avuto anche una delusione lavorativa un progetto che avrei dovuto interpretare e che poi non è andato in porto e quindi ho pensato di partire per New York. In effetti ad oggi quella è rimasta l’esperienza più bella della mia vita sei mesi a New York a fare il cameriere in un ristorante di Brooklyn, ho iniziato a lavorare lì il giorno del mio trentesimo compleanno e tornassi indietro lo rifarei per più tempo. Non sono più tornato a New York, spesso sogno di tornarci e lo farò sicuramente.

Hai iniziato a fare l’attore a 18 anni. Finora il bilancio del tuo percorso artistico è negativo o positivo ?
Ad oggi è positivo, sicuramente ci sono stati molti alti e bassi con battute d’arresto, ma anche tanti ricordi bellissimi di grandi artisti con cui ho potuto avere l’onore di dividere il set. E poi ho ancora tanto da esplorare ci sono dei progetti belli per l’anno prossimo di cui non posso ancora parlare, ho fatto tantissimi provini e sto aspettando le risposte.
E per finire dato che sarei uno dei tanti ospiti di Etna Comics mi piacerebbe sapere qual’è un tuo fumetto o personaggio preferito?
Io non sono mai stato un grande lettore di fumetti però ho amato moltissimo i personaggi di Mila e Shiro e poi anche se non è un fumetto, ha amato moltissimo la serie Tv di “ Fantaghirò” ero talmente innamorato di questa serie che ho costretto anche i miei genitori a farmi visitare il castello, sono stati questi i miei simboli dell’infanzia.