Il fattore tempo nel Golfo in guerra mentre l’uranio attende il suo destino

La società iraniana ha le caratteristiche di comunità abbastanza evoluta sotto il profilo scientifico/tecnologico ed anche culturale.Le note venature oscurantiste a matrice religiosa non scalfiscono l’assunto.
La palingenesi teocratica, post monarchica, non ha soppresso la narrativa delle nobili radici persiane. Ciò ha indotto degli analisti a sottolineare che la “pazienza/resilienza persiana” potrebbe spiazzare la potenza americana. Tale affermazione ha solo parziale fondamento. Le difficoltà degli Americani non eliminano quelle crescenti dell’Iran. Il motore dell’economia iraniana è il commercio del petrolio. Il blocco dello stretto lo inceppa. Per bocca di Ebrahin Rezaei, portavoce della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale, è stata alimentata la minaccia di arricchire l’uranio al 90%. Soglia questa critica per lo sviluppo dell’arma nucleare. Molto velleitarismo e tanta propaganda, anche ad uso interno, sottende l’annuncio. Problematico raggiungere l’uranio ben sistemato nelle profondità delle montagne. Difficile avvicinarsi alle sue porte d’ingresso . Sbarrate dai bombardamenti.Vigilate e minacciate dall’alto dagli Americani. Nel frattempo il tempo scorre e le centrifughe invecchiano. Il sogno di potenza, atomica, dei Persiani si allontana. Con sollievo dei suoi nemici e finti amici. Il passare del tempo, in questo caso, potrebbe non essere un buon alleato del regime al potere.