Acreale, Magatama celebra l’incontro tra pizza e alta cucina

Magatama celebra l’incontro tra pizza e alta cucina: protagonisti Giuseppe Pavone e lo chef stellato Francesco Patti
Tecnica, creatività e contaminazioni gastronomiche hanno segnato il secondo appuntamento di “Pizza • Wine • Club – Taste, Sound & Vinyl Vibes”, il format di Magatama che mette in dialogo pizza contemporanea, alta cucina, vino e musica
Acireale. Il secondo appuntamento di “Pizza • Wine • Club – Taste, Sound & Vinyl Vibes”, il format ideato da Magatama, ha confermato il successo di un progetto che negli ultimi mesi è riuscito a distinguersi nel panorama gastronomico siciliano per la sua capacità di fondere cucina d’autore, sperimentazione e cultura musicale in un’unica esperienza immersiva. La serata del 7 maggio 2026 ha trasformato gli spazi di Magatama in un luogo di incontro tra tecnica, creatività e convivialità, dove il linguaggio della pizza contemporanea si è intrecciato con quello dell’alta cucina in modo naturale e sorprendente.

Giuseppe Pavone e Francesco Patti
Protagonisti dell’evento sono stati Giuseppe Pavone, resident chef di Magatama, e Francesco Patti, chef e patron del ristorante Coria, una stella Michelin. Due personalità gastronomiche differenti ma perfettamente in sintonia, capaci di costruire un dialogo culinario raffinato, fatto di ricerca, sensibilità estetica e profondo rispetto per la materia prima. Pavone ha espresso la sua visione attraverso impasti identitari, lavorazioni attente e un approccio contemporaneo che valorizza farine siciliane e ingredienti del territorio; Patti ha invece trasferito nella pizza il rigore e l’eleganza dell’alta cucina, lavorando su dettagli aromatici, consistenze e precisione tecnica.
Dall’incontro tra i due chef è nato un percorso dal forte carattere contemporaneo, in cui ogni proposta è stata pensata come un equilibrio tra memoria gastronomica e sperimentazione. La degustazione di benvenuto ha introdotto gli ospiti nel mondo creativo della serata attraverso tre preparazioni pensate per raccontare, sin dai primi assaggi, il dialogo tra tecnica, memoria gastronomica e sperimentazione contemporanea.

Antonella Amodio e Paolo Li Rosi
I donuts con pecorino, guanciale e menta fritta hanno giocato sull’incontro tra sapidità e freschezza aromatica, mentre le mafaldine con panelle, limone e pepe affumicato hanno reinterpretato sapori siciliani attraverso sfumature agrumate e leggere note smoky. A completare l’apertura della serata, il nigiri di ricciola non convenzionale su pizza fritta, una proposta dal carattere contemporaneo che ha unito la delicatezza del pesce alla fragranza croccante dell’impasto.

Margherita in cialda croccante
La degustazione è quindi proseguita con una successione di portate costruite come un racconto gastronomico in continua evoluzione. La Margherita in cialda croccante — composta da cialda di tapioca al pomodoro e origano, gel di salsa al pomodoro, mozzarella di bufala sferificata, basilico e olio al basilico — ha offerto una rilettura elegante e moderna della pizza simbolo della tradizione italiana. Il padellino con farina Timilia di Sicilia, farcito con tartare di tonno e maionese di erba cipollina e capperi, ha invece valorizzato l’equilibrio tra note marine, aromaticità e morbidezza dell’impasto.
Particolarmente apprezzata anche la pizza contemporanea realizzata con farina di maiorca, fiori di zucca, provola dei Monti Sicani e vaniglia, completata da chips di zucchine, dove la componente lattica e affumicata si intrecciava con delicate sfumature dolci e vegetali. Più intensa e avvolgente la pizza siciliana con crema di topinambur, tuma, porchetta e carciofi, preparazione che ha esaltato consistenze e sapori profondi attraverso un perfetto equilibrio tra cremosità e croccantezza.

Monte Arso Bianco
A chiudere la degustazione, la pizza-tatin: interpretazione dessert con gelato alla vaniglia, salsa allo zafferano di Enna, impasto di pizza al burro e mele caramellate, capace di lasciare un finale elegante e armonico tra dolcezza, speziatura e note burrose.
Il menu è stato il wine pairing firmato dalla cantina Monte Arso di Villagrande, presente con tre etichette selezionate: il Monte Arso Brut Nature, l’Etna Bianco DOC Contrada Monte Arso 2024 e l’Etna Rosso DOC Contrada Monte Arso 2023, pensate per valorizzare le diverse sfumature gustative delle portate.

Pizza tatin
La serata ha inoltre ospitato la giornalista e autrice Antonella Amodio, protagonista di un momento dedicato al suo secondo volume “Calici & Spicchi – Atlante della Pizza e del Vino in cento abbinamenti”, opera che racconta la pizza contemporanea attraverso un viaggio tra oltre cento pizzerie in Italia e nel mondo, mettendo in evidenza il valore culturale dell’abbinamento tra pizza e vino. Accanto a lei, il confronto con Paolo Li Rosi, direttore editoriale di Culture & Terroir, ha ampliato il dibattito sul ruolo della pizza nella gastronomia contemporanea, evidenziandone la capacità di diventare strumento di narrazione territoriale, contaminazione culturale e continua evoluzione creativa. Presentato per la prima volta in Sicilia, il volume ha assunto in questo contesto una particolare rilevanza, evidenziando l’interesse crescente del territorio verso nuovi linguaggi gastronomici e verso l’evoluzione dell’abbinamento tra pizza e vino come chiave di lettura culturale e identitaria.

Pizza contemporanea
Il prossimo appuntamento di “Pizza • Wine • Club – Taste, Sound & Vinyl Vibes” è già fissato per il 20 maggio 2026 e vedrà protagonista ancora una volta Giuseppe Pavone, questa volta affiancato da Francesco Arena, maestro panificatore messinese insignito dei Tre Pani del Gambero Rosso. Un incontro che si preannuncia particolarmente interessante, all’insegna del dialogo tra arte bianca, panificazione contemporanea e ricerca gastronomica, con un nuovo percorso degustazione pensato per raccontare territorio, tecnica e creatività attraverso impasti d’autore.