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Omaggio ad Antonio Santacroce, l’artista siciliano maestro nell’arte immaginativa e materica

In occasione della mostra del noto artista siciliano Antonio Santacroce inaugurata il 20 febbraio 2026, presso il Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’Università degli Studi di Catania, ieri pomeriggio la Dante Alighieri, di Catania con il patrocinio dell’Università e in collaborazione con la Fondazione Santacroce, ha voluto rendere omaggio all’artista con un incontro centrato sugli elementi caratterizzanti  della sua arte e del suo percorso artistico che lo ha reso una figura di spicco nel panorama siciliano e internazionale.

Antonio Santacroce, nato a Rosolini nel 1946 vive attualmente a Catania e la sua attività spazia dalla pittura alla scultura, dalla ceramica all’incisione.

Un artista poliedrico, recensito e apprezzato dai numerosi relatori intervenuti.

Nei suoi saluti iniziali, la Prof.ssa Germana Barone, direttrice del Museo e coordinatrice generale della mostra, ha annunciato, con orgoglio che il Museo dei Saperi fondato nel 2019 è entrato ufficialmente nel Sistema Museale Nazionale del Ministero della Cultura e che, ospitando diversi progetti culturali del territorio, è passato dai 5000 visitatori annui degli inizi a 40.000.

La mostra di Antonio Santacroce, da febbraio ne ha registrati 10.000.

Il suo apprezzamento per il noto artista e la sua soddisfazione per i risultati raggiunti sono stati avvalorati da Vittorio Ugo Vicari, Docente preso l’Accademia Belle Arti nonché curatore del catalogo della mostra. Il Prof ha sottolineato come la sinergia con l’Università di Catania, in particolare con la Prof.ssa Lina Scalisi, Prorettrice, abbia permesso di conseguire obiettivi significativi che mirano a favorire e a sviluppare i saperi artistici.

Ha anche specificato che nella mostra sono esposte, più della metà, opere inedite del maestro Santacroce, grazie alle quali si è voluto mettere in evidenza la sua sperimentazione in continua evoluzione, dall’utilizzo dei colori, alla sua concezione del mondo concepita come teatro; dalla sua rappresentazione della città di Catania  alla scultura, alle maioliche e alle ceramiche.

Il percorso artistico di Santacroce è caratterizzato sin dagli albori, da una forte carica di sperimentazione, dalla sua capacità di utilizzare materiali sempre diversi e dalla sua voglia di intraprendere nuove sfide e progetti artistici.

La Prof.ssa Laura Petralia, Docente di Storia dell’arte, lo ha ribadito nel suo prezioso intervento, manifestando il suo continuo stupore per la sua produzione. La sua invenzione materica e il suo processo creativo generano arte nel senso più alto del termine. L’arte di Santacroce non è solo bellezza ma è anche insegnamento, in quanto attinge alla storia archeologica, al barocco e ai miti. Con la sua produzione del Ciclo delle Conchiglie nel 2015, diviene simbolo e riflessione, le conchiglie sono metafora di rottura con il passato e segnano un nuovo percorso, la conchiglia è una sorta di nuovo ingresso per un nuovo mondo pittorico, in cui la sua pittura è espressione pura di libertà. Il colore è protagonista, crea forme senza linee nette, con pennellate libere, intrise di luce piena, la luce forte che caratterizza la nostra terra.

Un percorso artistico che è stato influenzato dai suoi spostamenti, da Catania a Zurigo, poi a Firenze dove resta affascinato dalla luce crepuscolare, momento in cui crea, e la materia cromatica diviene primaria.

Il colore e l’energia della forma sono stati i temi principali trattati dalla Prof.ssa  Tiziana Nicolosi. Dopo aver attenzionato la serie delle Conchiglie, considerate dall’artista come origine della vita, perfezione e forma della bellezza e con la loro spirale, simbolo di microcosmo e macrocosmo, si è concentrata sul suo processo creativo per tentare di capire quale sia la scintilla da cui tutto si origina. Ha sottolineato anche lei l’importanza del colore per il maestro e di come le pennellate portino a una sorta di rarefazione del colore stesso che da denso al centro va verso contorni radiati verso l’esterno.

La pittura di Santacroce nasce dalla macchia, così come confermato dallo stesso maestro, il quale sia da bambino in una macchia vedeva immagini in perenne cambiamento. Il suo processo creativo lo induce a togliere il superfluo e a estrapolare una forma dalla macchia. La sua capacità di immaginazione è in continuo divenire per cui non sente il bisogno di copiare, così crea figure non definite in modo bidimensionale ma dal colore che per lui è determinante, macchie dai colori radianti che aprono verso l’esterno, si espandono e danno vita a una forma libera, così come la sua stessa firma che è dai tratti aperti e liberi.

Il Prof Dario Stazzone, che ha moderato l’incontro, ha sottolineato la volontà della Dante Alighieri nell’aver voluto costruire un momento in onore di questo nostro grande artista. Nel suo interessante intervento ha sottolineato la sua capacità di mettersi in dubbio, la sua scultura caratterizzata da ricerca plastica e la sua pittura profondamente evocativa che trae spunto dalla mitologia, dalla storia classica e dalle sue memorie. Da italianista, ha posto in evidenza il parallelismo tra l’artista e Vincenzo Consolo, entrambi con le loro opere raccontano memorie, entrambi legati alla propria terra. Ha anche ricordato il poema “Sogno di un viaggio” scritto da Consolo sul racconto di Santacroce che,  bambino di 6 anni, assiste insieme al padre Giovanni, sindacalista, e a un gruppo di contadini, alla consegna delle terre dei latifondi di Noto da parte di due commissari governativi.

Gli interventi sono stati intervallati dalla lettura di Giovanni Miraglia di un estratto di un saggio di Miguel Angel Cuevas  (docente di letteratura italiana all’Università di  Siviglia) su Santacroce e una parte dell’intervista fatta nel 2002 sulla rivista Agorà in occasione della collocazione della statua in bronzo “Madre e figlio” nella piazza di Aci Castello.

L’incontro si è concluso con un sentito ringraziamento da parte dello stesso Antonio Santacroce che, con la semplicità che contraddistingue i grandi talenti, ha invitato tutti a scoprire il significato della sua arte, attraverso le opere esposte in mostra.

 

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Laureata in Lettere moderne, per alcuni anni ho insegnato, ma la passione per la scrittura ha prevalso e ho collaborato con diverse riviste locali e pubblicato tre romanzi giallo-storici. Il mistero mi affascina e ho collaborato come saggista per il Blog Sicilia Arcana. Sono anche speaker radiofonica su Radio CRT Catania con un programma di pillole di cultura e di storia. Ha pubblicato tre romanzi gialli: “L’Ombra della Verità”, “L’Impercettibile Sussurro del Silenzio”, “Il Respiro profondo del mare”.
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