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Gli stretti fatali.Cosa insegna Hormuz che già non si sapesse?

La valutazione dell’efficacia di una strategia militare nell’affrontare un conflitto esula dalla identificazione del “buono” e del “cattivo” tra i confliggenti. H.C, Bywater, scrittore e critico navale dei primi decenni del secolo scorso, affermava, riferendosi, in particolare, all’italia il cui mare è contenuto da almeno due stretti: “Una grande potenza mediterranea che costituisca un impero al di fuori di questo mare, consegna degli ostaggi al corso degli eventi e si rende molto più vulnerabile all’influenza del potere marittimo altrui di quanto non lo fosse in passato”.
Nel nostro caso, l’Iran è una media potenza del Mediterraneo Allargato, del Golfo Persico per esser precisi. Ed esercita una certa influenza su territori, parti di Libano e Yemen, che stanno al di fuori del suo Golfo confitto dallo Stretto di Hormuz. I Pasdaran hanno dichiarato di possederne le “chiavi” reclamandone la gestione esclusiva. L’evolversi della guerra ha mostrato che non è così. Non è sufficiente avere la sovranità sulle coste di uno stretto, in ispecie quello persico, condivisa con l’Oman, per controllarne i flussi. Prova ne è che durante la guerra Italo-turca , nel 1912, la Marina Italiana forzò il pienamente turco Stretto di Dardanelli, congiunzione tra Mar Nero e Mar Egeo. Agli Iraniani il loro stretto, risorsa e condanna all’un tempo, sta veramente stretto. Il blocco speculare statunitense ostacola del tutto i loro commerci marittimi. Gli Americani si confermano , anche se zoppa, una grande potenza marittima. E l’Iran non lo è. Piaccia o no ai Pasdaran.

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VITALE Felice Vito è nato a Piedimonte Etneo. Ha conseguito il diploma di Maturità Classica presso il Liceo Michele Amari di Giarre successivamente conseguendo la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Catania. Specializzato in oncologia, in atto lavora presso l’Ospedale San Vincenzo di Taormina avendo avuto precedenti esperienze lavorative e formative presso strutture oncologiche di Pesaro, Palermo e Trapani. Per oltre un decennio è stato revisore ed estensore di Linee Guida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica ( A.I.O.M.). Inoltre ha collaborato nella stesura di Linee Guida nell’ambito dell’Associazione Italiana di Oncologia Toracica (A.I.O.T.). Ha collaborato alla pubblicazione, su riviste nazionali ed internazionali, di 87 lavori scientifici sia in qualità di primo autore che come coautore. Il Dr Vitale, cultore e ricercatore di storia patria ed antica, ha relazionato in diversi convegni sulle vicende che hanno coinvolto la Sicilia nel Corso della seconda Guerra Mondiale. Nel 2019 ha completato e pubblicato il libro “1943 Cronache di una estate di guerra. I Piedimontesi e le truppe britanniche. Padre Denys Rutledge e i London Irish Rifles”. Tra i suoi ambiti di interesse ed analisi figurano anche le dinamiche socio e geopolitiche dell’area euro-afro-asiatica.
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