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Serra Ylmaz al Catania Book Festival: intervista con la scrittrice, attrice e regista turca

Si chiude il sipario sulla VI Edizione del Catania Book Festival , che anche quest’anno  i catanesi  hanno  voluto premiare affollando ogni giorno tutte le sale del Palazzo della Cultura. Grande soddisfazione per Simone Dei Pieri e il suo staff che con grande determinazione si pongono l’obiettivo di far crescere di volta in volta sempre di più questa Manifestazione , rendendola punto di riferimento d’’incontro culturale e sociale. Tra i tanti ospiti che si sono succeduti  ci sono stati anche Claudio Fava con il suo libro “ Non ti fidare”( Edito Fandango), dal quale è stato tratto lo spettacolo teatrale “ La Firma” interpretato da Ninni Bruschetta e Federica De Benedittis, spettacolo con il quale Fava si è cimentato nella sua prima regia teatrale mettendo in scena uno dei capitoli più significativi del libro, basato  su una storia di verità sepolte che vengono a galla improvvisamente sullo sfondo del dramma dei Desaparecidos argentini , tema ben conosciuto dal giornalista-scrittore che in quegl’anni  fece tante inchieste sull’argomento. Grazie all’Ufficio Stampa del Festival, la giornalista  Rosa Maria Di Natale, ho avuto il piacere d’intervistare per i lettori di Clessidra 2021 L’attrice- scrittrice e regista teatrale Serra Ylmaz, prima della presentazione del suo libro “ Cara Instambul” nel quale si mescolano piccoli momenti della sua vita privata con la storia dell’affascinante città turca.

Serra Ylmaz

Inizio con una domanda che è un luogo comune, ma che fanno sempre a me quando sanno che ho visitato Instambul. La ritiene più Asiatica o più Europea?

Questo come dice anche lei è un luogo comune. Per me queste definizioni non hanno tanto senso come non ha neanche senso la definizione di Oriente e Occidente. Come diceva Saìd : “ L’Oriente esiste ? Non è una costruzione nella mente degli occidentali ?”

“ Cara Instambul” racconta tutto il male che è stato fatto a questa affascinante città turca. Si può considerare un libro anche di denuncia?

  Si, perchè denuncio la speculazione edilizia, la cementificazione, non c’è più verde ormai è tutto cemento, parlo di tutte le cose negative fatte a questa città per avere più soldi.

In “Cara Instambul” parla del cancro che ha avuto nel …

Cancro che ho curato con esito positivo, oggi sono guarita,non faccio neanche più i controlli ogni 6 mesi ormai li faccio ogni anno e mezzo.

Cosa le ha lasciato l’esperienza di aver vissuto questa malattia?

L’esperienza non è stata del tutto negativa, avere coscienza che siamo mortali serve molto, da giovani  non abbiamo questa coscienza, ci sembra che tutto il mondo ci appartenga, invece quando sei malato, quando ti senti vulnerabile, capisci le cose più essenziali della vita, ti rendi conto che può capitare di tutto in ogni momento. Secondo me se prendi coscienza di tutto questo la morte diventa un pensiero quotidiano che ti permette di approfittare meglio della vita , il soggiorno in questo pianeta è brevissimo  quindi meglio passare del tempo gioioso, ecco cosa mi ha lasciato quest’esperienza.

Questo è un libro in cui vivono varie anime infatti s’intreccia la sua storia personale con quella di Instambul

S’intrecciano inevitabilmente, da noi si dice che il posto dove nasci geograficamente è un destino,  a secondo del luogo dove nasci subisci le sue particolarità, i colpi di Stato e tutte le cose che accadono, la cultura, le usanze e così via.

Lei è fantastica perchè riesce a raccontare anche i colpi di Stato che ci sono stati a Instambul e la prigionia di suo marito senza mai abbandonare la sua sottile ironia…

 L’ironia è un’ arma carica del futuro  come si dice della poesia è l’unica cosa che ci rimane.

Nella prima parte del libro parla di sua nonna materna che ha abolito il mito dell’Harem cinematografico…

Ma certo L’Harem cinematografico è un’invenzione orientalista, in realtà L’Harem non era come nell’immaginario degli Europei.

Lei si ritrova a crescere nell’Harem dato che vi arriva a 3 anni . Come mai si ritrova così piccola in un Harem ?

 Questa è una domanda che non ho fatto a mia nonna , purtroppo ero troppo giovane quando è morta. Se avessi avuto la mente che ho oggi avrei voluto farle tante altre domande, perchè quando sei giovane anche se ti raccontano qualcosa non vuoi approfondire, non realizzi che stai vivendo un qualcosa di veramente eccezionale.

Sua nonna materna le ha tramandato vari saperi culinari tra cui il pollo alla Circassa mi dice come si prepara?

Si prende un pollo intero, mezzo chilo di noci sminuzzate, 1 fetta di pane secco ammorbidito nel latte, un cucchiaio di semi di coriandolo. Brodo di pollo ( cucinato con erbe aromatiche ed una cipolla intera), Olio di noci q.B. ( meglio quello ricavato dalla spremitura delle noci impiegate nella preparazione) e per finire un pizzico di peperoncino rosso. Questo era uno dei piatti forti di mia nonna. Noi lo consumavamo freddo, come antipasto, ma in realtà i circassi usavano mangiarlo soprattutto caldo, come portata principale.

Non poteva non parlare del suo amore per la recitazione, affermando che gli attori sono degli eterni bambini che hanno il privilegio di non crescere mai del tutto. Lei come lo coltiva l’eterno fanciullino che in realtà è dentro tutti noi come diceva G. Pascoli

 Non bisogna mai dimenticare che siamo stati bambini perchè è una grande perdita, gli adulti che non ricordano tutte le cose stupide che hanno potuto fare da piccoli o da ragazzi, secondo me diventano non interessanti , rigidi.

Suo padre chiede a sua madre il divorzio in un modo particolare, scrivendogli una lettera

 Si, perchè papà non aveva il coraggio di chiederlo a voce , quindi ha mandato una lettera di più di 10 pagine per chiedere il divorzio, mia madre non sapeva come interpretare l’arrivo di questa lettera così lunga, ha cominciato a leggere e nell’ultima pagina c’era l’indirizzo di un avvocato e così si è resa conto di quello che stava succedendo.

E come ha reagito a questa notizia?

Era scioccata perchè non c’era nessun motivo che preannunciasse questo divorzio. Anzi, lui aveva una relazione e il senso di colpa aveva fatto si che nell’ultimo anno erano unitissimi e innamorati.

E gliel’ha concesso tranquillamente?

All’epoca in Turchia non era facile divorziare se la donna lo rifiutava, la legge protegge sempre più le donne che l’uomo, e dopo il primo momento di shock, mia madre ha detto : “ io mi do un anno di tempo, vediamo se cambia idea, se non la cambia gli accordo il divorzio”. Ho ammirato molto questo gesto, non tutte le donne lo facevano, e pensare che a quel tempo in Italia ancora non c’era nè la legge sul divorzio nè quella sull’aborto, in Turchia si.

Lei è cittadina del mondo infatti la sua vita si è divisa tra la Turchia la Francia e l’Italia…

Si, la Turchia perchè ci sono nata, poi finendo il liceo ho vinto una borsa di studio in Francia , ero bilingue dall’infanzia cos’ ho studiato lì e infine sono arrivata anche in Italia.

Lei è la Musa di Ozpetek ha progetti futuri con lui?

No, assolutamente , questo prova che non si è Musa a vita

 

Lei è una bravissima attrice sia di cinema che di teatro, al teatro ha fatto anche regie. Il teatro le da qualcosa in piùdel cinema?

Non mi da niente di più del cinema , mi da solo il piacere di recitare in un altro modo a contatto con il pubblico.

Ha gia in mente di scrivere un altro libro?

Si.

E di cosa parlerà ?

Sarà un libro di aneddoti e di ricette culinarie

Sempre tramandate dalla nonna?

Non solo.

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Sono Fausta Testaj’ diplomata e abilitata come maestra di scuola dell’infanzia , con conoscenze basi della lingua inglese e della Patente Europea. Sin dall’adolescenza le mie passioni sono state tre : i bambini, infatti mi sono diplomata alla Maria Ausiliatrice e abilitata alla Parini di Catania, il mondo della cultura in generale con particolare attenzione verso il teatro e il cinema, e la scrittura. Crescendo ho deciso di assecondarle queste passioni, andando a insegnare all’ Istituto comprensivo di Certaldo in provincia di Firenze, dal 2001 al 2005, organizzando al Teatro Metropolitan di Catania due spettacoli, nel 2007 “Romana” interpretata dalla cantattrice Tosca meglio conosciuta come Tiziana Tosca Donati per la Regia di Massimo Venturiello,bellissimo omaggio a Gabriella Ferri, e nel 2008 “Delitto Perfetto”, dall’omonimo film di Alfred Hitchcok con la regia di Jeppy Gleijeses e l’interpretazione di Stefano Santospago, Marianella Bargilli, Massimo Cimaglia e Raffaele Pisu. Dal 2016 sono articolista, scrivendo di cinema, teatro e libri, per il SUDONLINE. Oggi la mia professione è gestire case vacanza, cosa che peraltro amo molto fare, ritenendola stimolante e arricchente, come il mondo della cultura.
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