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Le sintesi di Paolo Battaglia La Terra Borgese: Un Salvador Dalí surrealista ne ‘La giraffa in fiamme’

Salvador Dalí, Giraffa in fiamme, 1937, olio su tavola, 35 cm×27 cm, Kunstmuseum Basel: la sintesi di Paolo Battaglia La Terra Borgese

La jirafa ardiente (La giraffa in fiamme) è un’opera che nel 1937 l’artista spagnolo Salvador Dalí dipinge su di una tavola alta 35 centimetri e larga 27. È custodita nel Museo d’arte di Basilea, in Svizzera. Ne parla qui il noto critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese attraverso una delle sue famose sintesi, che si distinguono per la chiarezza e la facilità di linguaggio.

UN SALVADOR DALÍ SURREALISTA

Quest’opera, tipicamente surrealista – precisa Paolo Battaglia La Terra Borgese -, dipinta nel 1935 – e cioè nel periodo più interessante dell’arte di Dalí – riassume tutta la simbologia che l’artista ha attinto dalla lettura di Freud.

Per capire questo quadro, non basta dunque osservarlo. Occorre rifarsi al significato di ogni immagine, che lo stesso Dalí ha spiegato nei suoi scritti, afferma il Critico.

 

IL TITOLO ALL’OPERA

La giraffa in secondo piano – rivela Battaglia La Terra Borgese -, sulla sinistra del dipinto (che dà il titolo all’opera) è il simbolo del sogno che diventa realtà. Dietro a lei si apre uno sfondo arido, misterioso, che ricorda un po’ certi quadri metafisici di De Chirico.

 

DESCRIZIONE DELL’OPERA

Il manichino. In primo piano, campeggia una gigantesca donna-manichino, senza volto, in posa melodrammatica. Nel suo corpo, sorretto da stampelle, si apre una serie di cassetti.

Le grucce. Il motivo delle grucce si intensifica nella seconda figura alle sue spalle.

Il cassetto, un tema che si ripete spesso nei quadri di Dalí, vuol simboleggiare la psicoanalisi, o meglio, il compiacimento morboso di frugare in noi stessi, di scrutare i segreti del nostro io. Lo dice apertamente Dalí a commento di un quadro del 1937, Città di cassetti: «Specie di allegoria della psicoanalisi, che rappresenta il compiacimento di annusare l’odore narcisistico di ognuno dei nostri cassetti».

La stampella. Altrettanto spesso, si incontra nei quadri di Dalí il motivo della stampella. Questa traduce in immagine la difficoltà che l’uomo prova a reggersi in equilibrio, soprattutto nella sua vita psichica. Ma quest’oggetto ha una sua storia, che risale all’infanzia di Dalí. Dalí racconta nel suo diario che un giorno, da bambino, gli accadde di scoprire in soffitta una vecchia stampella, e di esserne rimasto colpito in modo ossessivo.

L’inconscio. Più tardi, Dalí volle tradurre in immagini pittoriche tutti i temi dell’inconscio, e la stampella della sua infanzia divenne uno dei simboli più ricorrenti.

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