Il linguaggio di Pezeshkian non cambia il regime ma lo può modificare

Il Presidente dell’Iran ha fatto importanti affermazioni. Potenziali embrioni di sviluppi non trascurabili. Egli dichiara che il Presidente Trump non può privare una nazione dei suoi diritti legali. Tra questi anche il possibile utilizzo del nucleare. Ad uso civile(sottinteso). Inoltre dice che “Secondo i principi umanitari, ognuno dovrebbe godere dei propri diritti legittimi e noi chiediamo che l’Iran venga trattato secondo giustizia nel sistema internazionale” .Le enunciazioni di Pezeshkian, nella ipotesi che non veicolino alcun retropensiero levantino, sarebbero pienamente condivisibili.
E però, conseguenzialmente, l’Iran dovrebbe emendarsi di alcune colpe. Se da un lato è lodevole che si spenda per la creazione di uno stato Palestinese. Non è conforme al diritto internazionale negare il diritto ad uno stato al Popolo Israeliano. E scrivere in Costituzione di auspicarne la distruzione. Poi è certo doveroso che l’israeliano Netanyahu venga tradotto e si difenda nella aule della Corte Penale Internazionale per i crimini di guerra, e non solo, di cui è accusato.
Inoltre, sempre per restare in tema, viola più di un diritto(internazionale) la fabbricazione e fornitura di missili e droni iraniani agli Houthi. I quali li dirigono contro il traffico mercantile nel Canale di Suez. Tra i maggiori da ciò danneggiati figura un vicino di peso ma economicamente traballante come il Popolo Egiziano.
Cose risapute si dirà. Ma è una grossa e lodevole novità che i vertici istituzionali iraniani si appellino,ora, agli inalienabili Diritti dei Popoli. Non solo del loro, verrebbe da sperare.