Il Soroptimist International Club di Catania presenta “Un libro, Mille Storie. Immaginazione e realtà tra Taormina e Kyme”

Ieri pomeriggio, 16 aprile, presso l’aula Magna del Palazzo Centrale dell’Università di Catania, il Soroptimist International Club di Catania ha presentato, in collaborazione con l’Ateneo catanese e il Consolato di Romania a Catania, l’interessante evento storico-culturale “Un libro, mille storie. Immaginazione e realtà tra Taormina e Kyme”.
Un incontro che, nel rendere omaggio alla socia Sebastiana Lagona, Archeologa di fama internazionale per l’importante attività di scavi in Turchia e Professore emerito di Archeologia Classica nell’Università di Catania, ha avuto come filo conduttore l’ultimo romanzo della scrittrice siciliana, e socia Soroptimist, Marinella Fiume “Storia d’amore e di Archeologia”.

Un romanzo che narra dell’amore profondo, lungo una intera vita, che ha nutrito e intrecciato, in un nodo indissolubile, le esistenze dell’inglese, Daphne Phels e dell’archeologo rumeno, Dinu Adamesteanu.
Una neuropsichiatra infantile, nipote del pittore Robert Kitson, erede della sua casa a Taormina, oggi casa Cuseni, che custodirà fino alla sua morte, nel 2005, e un profugo naturalizzato italiano della Romania di Ceausescu.
Un amore sepolto dalla povere degli anni, riportato alla luce del presente dall’Autrice. Così come da lei stessa raccontato durante il suo intervento.
Un ritrovamento casuale di un piccolo rotolo di carta all’interno di un vecchio cassettone di famiglia, durante una delle sue visite a Taormina a Casa Cuseni,(oggi di proprietà del dott. Francesco Spadaro) tenuto insieme da un nastrino rosso, e contenente 43 lettere che l’archeologo rumeno e Daphne si sono scambiati tra il 1954 e il 1956. Da quel momento, sono iniziate le sue ricerche, durate un decennio, tra interviste, testimonianze e documenti, fino ad arrivare a Policoro, il luogo dove Dinu Adamesteanu ha svolto gran parte del suo lavoro e dove si è spento.

Un lavoro di certosina professionalità che ha ispirato un romanzo che non è solo un romanzo d’amore ma anche un intreccio di fonti storiche che restituisce al lettore due grandi personalità che hanno segnato in maniera indelebile il panorama storico- culturale della Sicilia.
In una Taormina degli anni Cinquanta, luogo prescelto da artisti e intellettuali di fama internazionale, da Oscar Wilde alla divina Greta Garbo a Bentrand Russell, premio Nobel per la Letteratura, questo amore diviene pretesto per narrare e documentare luoghi storici, scavi archeologici di rilievo e le vite di due figure d’eccezione, due intellettuali accomunati dalla passione per l’archeologia, della loro integrazione nella nostra terra pur rimanendo fedeli alle loro origini. L’inglese Dafne comprava in Inghilterra le sue gonne e le sue camicette così come il tè che beveva rigorosamente ogni pomeriggio.

Ma anche il vivace milieu culturale che lei intesse attorno alla sua casa, di cui ne è “la Vestale”- così come definita dalla Scrittrice- trasformandola in uno dei primi Hotel per gli artisti che da tutta Europa si fermavano a Taormina affascinati, così come lei stessa, dalla bellezza dei luoghi.
E i grandi lavori di scavo che Dinu effettuò in Sicilia, scavando soprattutto a Gela e riportando in luce le antiche mura di Timoleonte sepolte sotto la sabbia, e ancora delle difficoltà incontrate, dei suoi tormenti di uomo e di profugo.
Un amore che Marinella Fiume, da sempre voce consapevole della voce delle donne del passato, volutamente dimenticate dalla storia ufficiale, rievoca con una delicata connotazione al femminile attraverso la presenza di altre due donne, l’anziana Madame Louise e la nipote Nicole. Un viaggio tra ricordi e memorie che diviene percorso di crescita e di formazione nel presente, “il viaggio della vita” che ognuno compie.

Così come evidenziato da Maria Vittoria d’Amico, già Professore Ordinario di Letteratura Americana nell’Università di Catania e socia Soroptimist, la quale, dopo aver tracciato la figura di Daphne Phels, ha posto l’attenzione su questo tratto peculiare dell’opera di Marinella Fiume, la quale ha utilizzato le lettere come strumento narrativo e ha dato vita a una rappresentazione nella rappresentazione, in cui la vita di Nicole e del fidanzato Alessio trova specularità in quella tra Daphne e Dinu.
“Storia d’Amore di Archeologia”, leitmotiv della conferenza, ha legato i diversi interventi.
Nei suoi saluti iniziali di Lina Scalisi Prorettrice dell’Università di Catania e Professore Ordinario di Storia Moderna, ha mostrato particolare ammirazione per il lavoro dell’Autrice nell’aver magistralmente coniugato nella sua carriera di scrittrice e di donna, ricerca storica e passione politica. E in particolare in questo suo ultimo romanzo nell’aver rivitalizzato le fonti storiche con la sua penna.
Anche Maria Mihaela Micu, Viceconsole rumena presso il Consolato di Romania in Italia, dopo aver portato i suoi saluti istituzionali, ha apprezzato questo evento promosso da Soroptimist che, restituendo la memoria di Dinu Adamesteanu, si inserisce nel solco del dialogo e della collaborazione tra Romania e Italia.
Un legame sottolineato da Giovanna Brullo, Presidente di Soroptimist International Club di Catania, la quale ha precisato gli obiettivi e gli scopi del Club nel suo lavoro di valorizzazione delle donne e delle loro competenze e professionalità, grazie all’incessante sostegno delle socie che dal 1928, anno di costituzione del primo Club, non hanno mai smesso di adoperarsi in ogni ambito della società per un effettivo progresso femminile.
Donne protagoniste, ma protagonista anche l’archeologia tout court, come messo in evidenza da Massimo Frasca, Archeologo e Professore di Archeologia Classica nell’Università di Catania, il quale si è detto colpito dalla precisione dei termini e dei luoghi archeologici citati e descritti dall’Autrice nel suo romanzo. Un lavoro non solo di fantasia ma di ricerca e di passione.

Quella stessa passione che, a conclusione dell’incontro, Maria Silvia Monterosso, socia Soroptimist, ha particolarmente riconosciuto in ogni singola socia Soroptimista in particolare nei confronti della socia Sebastiana Lagona, verso la quale ha espresso grande ammirazione. Omaggiata, dal Club e dagli ex allievi presenti in sala, per la sua carriera e il suo notevole contributo in ambito archeologico.
Sabastiana Lagona nel suo intervento finale ha ricordato la professionalità di Dinu Adamesteanu suo collega nei lavori di scavo a Kyme , e soprattutto la sua figura di uomo di grandi qualità umane nonché amico personale.
Interventi che hanno contribuito a rendere l’evento un momento di confronto e di formazione in cui letteratura e archeologia si sono fuse in uno stimolante connubio.