A Niscemi la biblioteca di “Angelo Marsiano” custodita dentro la sua casa ancora in bilico per la frana

A Niscemi la biblioteca di “Angelo Marsiano” (1926-1993), custodita dentro la sua casa, ancora in bilico sopra il baratro formato della gigantesca frana che lentamente sta inghiottendo brani di paese, rischia con sempre più probabilità di mandare in frantumi anche oltre 4.000 volumi che costituiscono l’anima stessa della città, comprese parti importanti della storia della Sicilia.
Per tale motivo, una robusta schiera di intellettuali e artisti ha lanciato un appello affinché venga salvata e con essa quel patrimonio rilevante di opere che per noi, anche per conoscenza diretta di Marsiano, acquistano persino una nota sentimentale.
Al suo interno infatti dovrebbero essere custodite tutte le opere di Giacomo Etna, alias Vincenzo (Cecè) Musco, nato appunto a Niscemi il 2 novembre del 1895, da Giovanni e da Salvatrice Izzia e morto a Roma il 27 aprile 1963.
Intellettuale, scrittore, critico d’arte, saggista, giornalista con l’animo di poeta, si formò a Catania negli anni d’oro della grande esplosione culturale della città, quando era facile incontrare per via Etnea, Martoglio, Verga, il giovane Brancati, e poi Villaroel, Vito Mar Nicolosi, Prestinenza, Profeta, Manzella, Fichera e altri ancora.
A Catania, per qualche tempo, fino al 1943, diresse pure il “Secolo di Sicilia” e poi, dopo la direzione del “Giornale di Sicilia” a Roma, fu chiamato a dirigere “L’Arena” a Verona, con la costituzione della Rsi a Salò. Sembra fra l’altro che Mario Gori (1926-1979), il grande poeta niscemese, lo chiamasse “zio Cecè”, per la grande stima e per averlo avviato alla letteratura.
Niscemi dunque, paesotto dell’interno della Sicilia, ma con un grade patrimonio culturale che in quella casa di Marsiano, in bilico sul burrone, è conservato, con molta probabilità rischia di perdere pure i libri di Giacomo Etna, un romanzo del quale, “L’Album di Tsune-Ko” (1924), non è più trovabile. Romanzo futurista, in omaggio anche all’amicizia con Filippo Tommaso Marinetti, vendette molte copie e per poche lire, racconta un vecchio aneddoto familiare, ai passeggeri sul treno da Roma, mentre se ne sconosce il futuro destino, come un bibliofilo sospettava.
Di Marsiano, vogliamo infine ricordare, a parte la pregevole storia su Niscemi, una pubblicazione del dicembre 1986, col patrocinio del Comune, dedicata proprio a Giacomo Etna, ovvero Vincenzo Musco, e che fu anche felice viatico affinché la sua città, dimentica, gli intitolasse una via, come anche lui auspicava.
Salvare allora quella biblioteca, significa anche salvare l’opera omnia dell’illustre niscemese e forse pure scritti autografi o documenti di Mario Gori di cui lui era anche appassionato cultore.