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Il Premio Artistico Letterario “Ilaria e Lucia”: Quando la Scrittura torna a essere “Cuore e Sangue”

DIARIO DI BORDO – C’è uno scrigno nascosto in fondo a un calamaio, sosteneva Gianni Rodari. Oggi,
in un’epoca in cui i calamai sono stati sostituiti da stringhe di codice e i pensieri rischiano di essere preconfezionati da circuiti integrati, c’è chi sceglie coraggiosamente di invertire la rotta. L’Istituto Comprensivo Statale “Diaz-Manzoni” di Catania, insieme alla Fondazione “Ilaria Favara e Lucia Messina”, lancia un guanto di sfida al minimalismo impersonale. Lo fa attraverso la 21ª edizione del Premio Artistico Letterario “Ilaria e Lucia – Per l’affermazione di una vita degna di essere vissuta”.
Il leitmotiv di quest’anno è un invito al viaggio interiore: “L’emozione che ti è rimasta nel cuore dalla lettura di un libro”. Non è una semplice competizione scolastica; è una vera e propria forma di resistenza culturale.

La BELLEZZA DELL’IMPERFEZIONE

Mentre il mondo corre verso una “perfezione artificiale” spesso priva d’anima, la commissione del premio compie una scelta controtendenza. Non si cercano testi levigati da software o rielaborazioni sintetiche, ma il “flusso di coscienza”: quella vis creativa che nasce dal dubbio, dalla fragilità e dalla gioia autentica. Come ci ricordano gli organizzatori, ciò che resta impresso non è la fredda correttezza di un algoritmo, ma il “graffio” profondo che una lettura lascia sull’anima.

UN PONTE TRA CIELO E TERRA

Il concorso fiorisce nel solco della memoria di Ilaria e Lucia, due giovani studentesse dell’Università di Catania la cui vita fu spezzata tragicamente a Parigi, nel rogo dell’Hotel Du Palais nel dicembre 2001. La loro luce, però, continua a illuminare il cammino di chi crede nel potere della conoscenza.
Trasformare il dolore in opportunità e la memoria in azione: questa è la sfida. La loro eredità non è fatta di freddo marmo, ma di parole che “sanno di buono”, per citare Paolo Crepet, o dei versi di Alda Merini che impreziosiscono il bando. Il premio abbraccia ogni stagione della vita: dai piccoli della Primaria ai ragazzi della Secondaria, fino agli universitari, chiamati a riscoprire che liber liberat – il libro rende liberi.

 

LA VOCE DEI PROTAGONISTI

“Inizialmente pensavo di chiedere aiuto a un’intelligenza artificiale per trovare le parole giuste,” confessa con sincerità una studentessa adolescente partecipante. “Poi ho capito che il concorso chiedeva l’esatto opposto. Volevano me, con i miei errori e le mie emozioni confuse dopo aver letto Rosso Malpelo. Scrivere è come mettersi a nudo; fa paura, ma ti fa sentire viva.”
Anche per i più piccoli, il disegno diventa una lingua universale. Nella sezione dedicata alla Secondaria di Primo Grado, gli studenti potranno trasformare l’emozione in colore, confermando l’intuizione di Chagall: se crei dal cuore, tutto funziona.

 

Vademecum per i Sognatori

Per chi volesse cimentarsi in questa impresa artistica, ecco le coordinate essenziali:
Scadenza: Le opere devono pervenire entro il 15 aprile 2026.

Modalità: Elaborati in copia unica, con le generalità rigorosamente in busta chiusa (affinché sia il cuore a parlare, non il nome).

Destinatario: I.C.S. “Diaz – Manzoni”, Via Plebiscito 784, Catania.

Il Premio: Oltre al riconoscimento economico, il vero dono è la pubblicazione e il calore di una comunità che si stringe attorno al valore della vita.

In un mondo che corre, fermarsi a scrivere “con un filo di vento” è l’atto più rivoluzionario possibile. Perché, alla fine, Amor vincit omnia, e l’amore per la lettura è la scintilla che ci rende profondamente umani.

Il merito della riuscita di questa 21ª edizione va attribuito alla visione dell’ideatrice, la preside Zina Bianca, al costante impegno della dirigente Sebastiana Ivana Gualtieri, al presidente della Fondazione “Ilaria e Lucia” Antonio Favara e alla prof.ssa Rita Crimi per il prezioso supporto organizzativo.

 

 

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A soli sedici anni ha iniziato il suo percorso nel giornalismo, scrivendo come corrispondente e raccontando la cronaca di Camastra e Naro sul giornale La Sicilia. Spinto dalla passione per l’informazione, qualche anno dopo ha iniziato a collaborare con testate di rilievo come il Giornale di Sicilia, Corriere dello Sport e L’Amico del Popolo di Agrigento, storico settimanale cattolico. Il suo viaggio lo ha poi portato a Milano, dove ha scritto per il Giornale di Milano Sud, dando voce alle storie e ai cambiamenti della zona meridionale della città. Ma le radici lo hanno richiamato in Sicilia, dove per un decennio ha diretto Tribeart, la prima guida dedicata alle arti visive dell’isola, punto di riferimento per artisti e appassionati. Da sempre convinto dell’importanza dell’etica professionale, afferma con decisione: “Il compito di chi fa giornalismo è uno solo: informare il lettore in modo corretto, senza compromessi”.
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