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“Dialoghi sul classico. Forme dell’Antico fra tradizione e ricerca” , incontro della Scuola Superiore di Catania

Quando il passato parla ancora al nostro presente.

Questo il messaggio dell’incontro “Aristotele e la teoria dell’universo vivente” che ieri pomeriggio, si è svolto presso la Scuola Superiore di Catania, promosso dalla stessa in collaborazione con il Centro di Ricerca interdipartimentale School for Saving Classics e i docenti proponenti del Disum Unict.

Il primo di una serie di incontri che vedrà alternarsi docenti di fama internazionale che affronteranno tematiche di carattere filologico, storico e filosofico.

L’incontro di ieri è stato introdotto dal Prof. Orazio Portuese, docente presso l’Università di Catania, il quale nel sottolineare l’importanza che assume, ancora oggi,  la cultura classica, ha ricordato Alexis Tocqueville e la sua convinzione, espressa nel suo libro “La democrazia in America”, che nelle scuole di un paese democratico deve sempre essere dato uno spazio adeguato allo studio dei classici latini e greci, rispetto all’educazione scientifica, commerciale e industriale. Un modo per contrastare la tendenza tipica della democrazia di abbassare il livello dello studio, nel tentativo di realizzare una effettiva uguaglianza fra i cittadini.

I licei classici, oggi tanto contestati e ritenuti inutili, in una società proiettata verso la logica della produttività, invece, riportano al centro dell’attenzione quell’antica cultura umanistica che eterna principi e valori essenziali per comprendere la realtà che ci circonda e il nostro essere più profondo.

Una tematica che è stata avvalorata dalla Prof.ssa  Giovanna R. Giardina, docente presso l’Università di Catania, moderatrice dell’incontro, la quale ha presentato la relatrice unica: la Prof.ssa Patrizia Laspia.

Docente presso l’Università di Palermo e autrice del volume “Aristotele e la teoria dell’Universo vivente” ha presentato questo suo ultimo lavoro e le sue innovative teorie nell’ambito degli ultimi sviluppi sugli studi aristotelici sulla scienza del vivente, ribadendo la sua posizione all’interno del dibattito contemporaneo.

Nel suo interessantissimo intervento, ha posto l’attenzione sull’attualità di Aristotele, su quanto sia essenziale, oggi, la sua visione per capire l’Universo come materia vivente e le sue connessioni con l’essere umano e il mondo naturale.  Affascinata da sempre dal pensiero del grande Aristotele, filosofo greco del IV secolo a.C, ne è una sua appassionata studiosa sin dalla sua giovane età e lo ha ironicamente denominato “mio marito” durante la sua relazione.

Laureatasi con una tesi dal titolo “La fonologia di Aristotele” non ha mai abbandonato, nel corso dei suoi studi accademici, le sue ricerche sul suo pensiero più autentico, discostandosi dagli approcci più frequenti che, in linea con l’imperante tecnicizzazione dei saperi, hanno sempre teso a delle interpretazioni parziali. Partendo da una visione totalizzante, ha sviluppato le sue ricerche basandosi su un principio di unicità, che l’ha portata a leggere tutte le sue opere in greco, per comprenderle nella loro interezza,  per evidenziarne le connessioni profonde, in modo da guardare al filosofo nel suo contesto culturale originario, alle sue teorie effettive senza lasciarsi condizionare dalla cultura ufficiale. Discostandosi dallo stesso San Tommaso d’Aquino che, nel XIII secolo, ha costruito un falso storico cristianizzando il pensiero di Aristotele per creare una sorta di sintesi tra fede e ragione.  Il “Tomismo”  è stato quel pensiero filosofico caratterizzato dall’unione tra aristotelismo e fede cristiana che nei secoli successivi ha deformato la  visione aristotelica.

Comprendere Aristotele significa interrogarsi sul nostro presente, ma soprattutto trovare e sentire quell’intima connessione che lega microcosmo e macrocosmo.

L’Universo è un essere vivente che contiene in sé tutti i viventi. Ogni essere è connesso, dal più piccolo e infimo fino ad arrivare al cielo e alle stelle.

Aristotele, attento studioso della natura e degli animali, le sue opere a tal riguardo raggiungono i due terzi della sua produzione, in una blatta vedeva la meraviglia dell’Universo, per quanto potesse essere disgustoso ne era una sua parte integrante.

Una visione di grande attualità, oggi, in una società in cui il bisogno di pienezza, di totalità si fa sempre più urgente, in cui la necessità di trovare un legame tra l’individuo- microcosmo e l’Universo-macrocosmo è necessario per riuscire a dare un significato alle nostre esistenze, sempre più dominate dalla materialità.

Essere tutti parte di qualcosa di molto più grande significa riconoscere che tutti siamo fatti della stessa sostanza, siamo tutti “fratelli” per cui riportando le parole della Prof.ssa Patrizia Laspia, “io non mango il mio fratello gatto, cane o mucca, così come non uccido il mio fratello uomo”.

Parole dirompenti in questo momento storico in cui l’uomo crede di bastare a se stesso, di non avere più bisogno né di essere connesso con l’Universo né con il divino.

Ritornare a volgere lo sguardo all’antico mondo greco e ad Aristotele significa ritornare a dialogare con il nostro passato per riscoprire valori non desueti ma essenziali per trovare quelle risposte che nutrono da sempre l’essere umano.

 

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Laureata in Lettere moderne, per alcuni anni ho insegnato, ma la passione per la scrittura ha prevalso e ho collaborato con diverse riviste locali e pubblicato tre romanzi giallo-storici. Il mistero mi affascina e ho collaborato come saggista per il Blog Sicilia Arcana. Sono anche speaker radiofonica su Radio CRT Catania con un programma di pillole di cultura e di storia. Ha pubblicato tre romanzi gialli: “L’Ombra della Verità”, “L’Impercettibile Sussurro del Silenzio”, “Il Respiro profondo del mare”.
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