Sedersi a negoziare col “grande Satana” è (si) una sconfitta per gli ayatollah?

L’attuale Guerra del Golfo non è ancora finita e il bilancio definitivo tra ciò che i contendenti hanno guadagnato o perduto si farà tra non poco tempo.
Spiegare e convincere il Popolo Iraniano del perchè il governo abbia accettato di sedersi a negoziare, a Islamabad, direttamente con gli Americani potrebbe risultare non agevole.
Tra i pilastri fondativi e pedagogici della Repubblica Islamica dell’Iran vi sono i concetti di “Morte all’America e ad Israele”. Rispettivamente definiti dal regime come “Grande” e “Piccolo Satana”. Il riferimento, ostile, al “regime sionista”, cioè Israele, è per giunta scolpito nella costituzione.
Scendere a patti con Satana, peggio ancora se si tratta di quello “Grande”, è sempre una sconfitta. I testi sacri delle tre religioni monoteiste sono chiari a tal proposito. Si perde sempre.
A meno che non sia falso definire l’America, non solo quella attuale di Trump, l’essenza del male in terra come predicato dalla Teocrazia Iraniana da cinque decenni in qua.
In questo caso il regime degli Ayatollah avrebbe sempre mentito al suo popolo. Questo gli potrebbe essere rinfacciato più in là. E questa sarebbe la più profonda delle sconfitte per i chierici iraniani.