Venerdì 10 aprile 2026, alle ore 18:30, la sede dell’associazione Pollena Trocchia Solidale ha ospitato la presentazione del libro SpazIArte – L’espansione della conoscenza e della creatività negli spazi dell’Intelligenza Artificiale (NonSoloParole Edizioni, novembre 2025). L’evento, organizzato da GEA ETS e Pollena Trocchia Solidale, ha registrato una buona affluenza di pubblico, segno dell’interesse crescente nella comunità vesuviana per i temi del futuro tecnologico e della creatività.La serata è stata introdotta dall’editore Raffaele Calafiore, fondatore di NonSoloParole Edizioni, che ha sottolineato il carattere interdisciplinare del volume e la necessità di affrontare l’intelligenza artificiale con consapevolezza critica. Sono seguiti i saluti istituzionali della Consigliera Comunale Maria Rosaria Di Tuoro, la quale ha messo in evidenza i rischi legati allo sviluppo dell’IA, in particolare quando la sua capacità di elaborazione potrebbe superare la coscienza e il controllo umano, con possibili conseguenze su privacy, decisioni etiche e equilibri sociali.A moderare il confronto è stato il giornalista del TG3 Luciano Scateni, che ha aperto il dibattito sulle ricadute occupazionali della rivoluzione tecnologica. Scateni ha citato stime secondo cui l’IA potrebbe causare la perdita di posti di lavoro per circa un miliardo di persone a livello globale, interessando settori come il giornalismo, il design e la comunicazione. «Anche la figura del giornalista rischia di cadere», ha ammonito, evidenziando come l’IA sia già in grado di produrre testi e contenuti a grande velocità.I tre autori del libro – Rosario Pinto, Mino Iorio e Matilde Di Muro – hanno poi animato il cuore della serata con interventi densi e complementari.Rosario Pinto, storico e critico d’arte napoletano di lunga esperienza, docente universitario e fondatore del Movimento Internazionale di Astractura, ha tracciato una distinzione fondamentale: l’attuale Intelligenza Artificiale è una IAG (Intelligenza Artificiale Generativa), non ancora una IAC (Intelligenza Artificiale Creativa). «L’uomo storicamente opera sempre contro se stesso», ha osservato, ricordando come l’avvento della fotografia non abbia ucciso la pittura ma l’abbia liberata verso nuovi linguaggi. Una poesia o un’opera d’arte hanno valore perché l’uomo vi immette senso, esperienza e vissuto: qualcosa che l’IA, per ora, non può replicare.Matilde Di Muro, architetto, storica dell’arte e critica con formazione in Arte e Teologia, si è soffermata sulle opere già presenti sul mercato. Ha ricordato il caso del ritratto di Edmond de Belamy, generato dall’algoritmo del collettivo Obvious dopo essere stato addestrato su 15.000 ritratti storici: l’opera è stata venduta nel 2018 da Christie’s per 432.500 dollari. «L’IA sostituirà in parte l’uomo anche nell’arte», ha detto Di Muro, «ma non sarà la stessa cosa». Le immagini generate risultano spesso perfette tecnicamente, ma prive di quella profondità emotiva e di quell’unicità del gesto umano che caratterizza l’arte autentica.Mino Iorio, critico e storico dell’arte, curatore e responsabile per CODACONS della tutela del patrimonio in Campania, ha posto la questione in termini essenziali: «Una macchina può pensare? Per il momento no. E se non può pensare, non può nemmeno creare come un cervello umano». Secondo Iorio, l’IA può imitare, rielaborare e produrre infinite variazioni, ma manca dell’atto originario di coscienza e di scelta che distingue l’opera d’arte vera da una simulazione.

L’editore Raffaele Calafiore ha ulteriormente ampliato il discorso, ponendo domande concrete: chi controlla l’enorme mole di dati su cui si basa l’IA? Chi decide i criteri con cui vengono gestiti? E quante professioni scompariranno mentre la tecnologia apparentemente ci facilita la vita?Il volume SpazIArte, composto da tre saggi distinti ma coordinati, non offre risposte definitive ma invita a una riflessione seria e realistica. Partendo dalle origini storiche della creatività umana, i tre autori analizzano fino a che punto l’evoluzione dell’IA – soprattutto nelle sue forme quantiche e biologiche future – possa influenzare il concetto stesso di autorialità artistica e di immaginazione.La presentazione di ieri sera conferma che Pollena Trocchia continua a essere un polo culturale attivo dell’area vesuviana, capace di ospitare dibattiti di alto profilo su temi di attualità. L’evento, a ingresso libero, ha lasciato il pubblico con interrogativi aperti: l’arte resterà un territorio esclusivamente umano o diventerà uno spazio condiviso con le macchine? E soprattutto, saremo capaci di governare questa trasformazione mantenendo al centro la dignità e la creatività dell’uomo?SpazIArte si conferma così non solo un libro, ma un utile strumento per orientarsi in uno dei cambiamenti più profondi della nostra epoca.
