Il linguaggio levantino degli iraniani e quello newyorkese di Trump non cambiano la sostanza delle cose

Il mancato rispetto, anche solo formale, delle Istituzioni e del Diritto Internazionali da parte degli Stati Uniti ha smascherato tante ipocrisie ma ha favorito costruzioni “levantine” da parte iraniana
Il regime teocratico ha avuto una sponda, pur fragile, per provare ad accreditarsi vittima e non apparire più il carnefice che realmente è.
L’Iran non riuscirà in ogni caso a (ri)costruire un neo Impero Persiano.Sarà tanto se manterrà la sua integrità territoriale. Difficile sarà anche riedificare un rapporto di fiducia con i vicini stati sunniti della regione.
In riferimento al campo occidentale,
si può anche prendere atto che scoppi una guerra non voluta . Non è però tollerabile che i leaders (Americani) dell’Occidente usino un linguaggio mutuato dai mafiosi newyorkesi.
Nel contesto di tanta confusione la tanto disprezzata, vecchia e saggia Europa sta cercando di salvare(si) l’Occidente dal disastro.
I sistemi difensivi forniti da Italia, Francia, Regno Unito e Germania agli Stati Arabi amici sono già operativi nel golfo.
In Qatar le corvette Classe Al Zubarah, di costruzione italiana, con capacità antimissilistiche, fronteggiano gli attacchi aerei degli iraniani. I cannoni antidrone tedeschi sono schierati in Kuwait e forse negli emirati insieme ad elicotteri francesi.
Non è detto tuttavia che questo basti a preservare la superiorità morale dell’Occidente senza il ritorno ad un più appropriato linguaggio.