Presentato con successo “La Dialettica del mio corpo disabile”, libro di Alessandra Strano

Venerdì 27 marzo, presso l’ I.I.S. Colajanni, una sala gremita ha accolto la presentazione dell’autoetnografia”La Dialettica del mio corpo disabile” (Editpress), scritta da Alessandra Strano, che ricopre il ruolo di Garante Comunale delle persone con disabilità su Giarre.
E’ intervenuto Leo Cantarella, sindaco di Giarre, che ha espresso la volontà di fornire risposte concrete sul tema della disabilità.
E’ intervenuto Leo Cantarella, sindaco di Giarre, che ha espresso la volontà di fornire risposte concrete sul tema della disabilità.

Ha preso la parola Ersilia Saverino, deputato regionale, la quale ha rimarcato il proprio impegno nei confronti delle popolazioni più esposte al rischio di essere escluse. Presenti Irene Leotta, Assessora ai Servizi Sociali, Mario D’Arco, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Giarre e Raffaele Musumeci, vice presidente del Consiglio Comunale.

Lucia Lombardo, ha approfondito il contenuto del testo elogiando la varietà dei registri narrativi, capaci di coinvolgere il lettore: il racconto autobiografico dell’esperienza della disabilità, le cornici scientifiche e i ricordi. “La scrittura è densa e scorrevole. Particolare attenzione viene prestata-ha affermato- ai temi volti a scardinare gli stereotipi che sorreggono i giudizi sulle persone con disabilità”.
I relatori hanno intessuto un dialogo ed avanzato osservazioni tese ad evidenziare i nodi focali relativi alla narrazione dell’autrice. Rosalba Mingiardi, padrona di casa e dirigente dell’ I.I.S. “Amari-Rizzo-Pantano”, ha manifestato entusiasmo per il lavoro svolto dall’autrice sentendosi investita, in quanto referente di un’istituzione scolastica, della responsabilità di curare, attraverso appositi dispositivi, un’educazione improntata alla comprensione e valorizzazione delle diversità.
I relatori hanno intessuto un dialogo ed avanzato osservazioni tese ad evidenziare i nodi focali relativi alla narrazione dell’autrice. Rosalba Mingiardi, padrona di casa e dirigente dell’ I.I.S. “Amari-Rizzo-Pantano”, ha manifestato entusiasmo per il lavoro svolto dall’autrice sentendosi investita, in quanto referente di un’istituzione scolastica, della responsabilità di curare, attraverso appositi dispositivi, un’educazione improntata alla comprensione e valorizzazione delle diversità.

L'”Amari-Rizzo-Pantano”è peraltro uno fra gli istituti che hanno partecipato alle attività che l’Ufficio della Garante ha rivolto alle scuole. La dirigente Mingiardi ha chiesto come l’autrice abbia integrato ruolo di madre all’esperienza della patologia e quali siano le barriere principali che ostacolano una reale inclusione. La dottoressa Strano ha evidenziato i passaggi salienti riguardanti la dimensione della maternità e a come essa si fosse relazionata alla crisi innescata dall’insorgenza e dal graduale decorso della patologia.

I temi affrontati hanno coinvolto il pubblico in una riflessione corale con particolare riferimento ai costrutti sociali che nutrono i pregiudizi ed imprigionano le non conformità entro schemi rigidi e dequalificanti che, a loro volta, producono stigma e disabilitazione.
Guido Nicolosi, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi al DISFOR di Catania, ha tratteggiato la costruzione sociale del corpo operata nel testo e spiegato l’autoetnografia come metodo di indagine e come forma di autoanalisi emergente nel campo di studi dell’Antropologia.
L’ autrice ha concluso soffermandosi sul tema della “crisi della presenza”, un costrutto teorico che ha utilizzato per esprimere il rischio di restare esclusa dai processi socio-culturali rilevanti del suo contesto.

Subito dopo un vivace dibattito ha coinvolto alcune associazioni locali e il pubblico. È stata ribadita l’importanza della comunicazione, dell’abbattimento barriere architettoniche. Significativo intervento di Nunziatina Spatafora, Referente del Coordinamento Donne che ha affiancato Alessandra Strano nell’organizzazione dell’evento, che ha sottolineato come le rivendicazioni narrate nel testo si attestino sul solco di quelle femministe; altri contributi suggerivano di non dimenticare che la natura umana è relazionale ed intersoggettiva.
In chiusura, la testimonianza di Lilla Gammino, già socia dell’ANIEP, che fu attivista locale per i diritti delle persone con disabilità, ha ricordato quanto i pregiudizi e le definizioni stigmatizzanti possano condizionare le vite delle persone che vengono molto spesso etichettate per specifiche caratteristiche.
In chiusura, la testimonianza di Lilla Gammino, già socia dell’ANIEP, che fu attivista locale per i diritti delle persone con disabilità, ha ricordato quanto i pregiudizi e le definizioni stigmatizzanti possano condizionare le vite delle persone che vengono molto spesso etichettate per specifiche caratteristiche.