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  Il partigiano scultore Nado Canuti raccontato agli studenti del Liceo Artistico “Renato Guttuso

Si è svolto presso il liceo artistico “Renato Guttuso”, il quarto incontro del progetto “I nostri partigiani”, un’iniziativa, promossa dall’ Anpi di Giarre e Riposto, presieduta da Gabriella Gullotta, e dedicata alla memoria e alle storie di chi ha partecipato alla lotta di liberazione.

Protagonista dell’appuntamento, è stata la figura di Nado Canuti, partigiano e artista nato a Siena 97 anni fa.

La sua è una storia straordinaria di coraggio e resilienza. Canuti entrò nelle file della Resistenza quando aveva appena 14 anni, contribuendo alla lotta partigiana con un compito estremamente rischioso: procurare armi e ordigni ai combattenti. Lo faceva sottraendoli direttamente ai soldati tedeschi di stanza nel suo paese, mettendo a rischio la propria vita pur di sostenere la causa della libertà.

La sua vicenda personale era già stata segnata da un grave incidente. All’età di 11 anni, mentre giocava con un ordigno, subì una mutilazione che gli costò la mano e l’avambraccio sinistro e due dita della mano destra. Una menomazione che avrebbe potuto rappresentare un ostacolo insormontabile, ma che per Canuti divenne invece il punto di partenza di una straordinaria esperienza artistica.

Nonostante i limiti fisici, infatti, Canuti riuscì a trasformare la propria condizione in una forza creativa, diventando uno scultore e pittore astratto apprezzato. L’arte divenne il linguaggio attraverso cui esprimere la propria visione e la propria esperienza di vita.

Durante l’incontro, la storia di Nado Canuti è stata raccontata dal figlio Massimo Canuti, che ha ripercorso la vicenda del padre anche nel libro “Tre dita”, pubblicato dalla casa editrice “Uovo nero”. Il volume ricostruisce, con sensibilità e attenzione, il percorso umano e artistico di Canuti, intrecciando memoria storica e testimonianza familiare. Durante l’incontro è stato anche proiettato un docufilm dedicato alla sua vita, che racconta il percorso di Nado Canuti come uomo, partigiano e artista, offrendo agli studenti uno sguardo più approfondito sulla sua storia e sulla sua produzione creativa. A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stato il gesto generoso dello stesso artista, che ha donato alla scuola una sua scultura dal titolo L’angelo. L’opera resterà custodita all’interno del liceo come simbolo di memoria, libertà e forza creativa.

L’incontro ha rappresentato un momento significativo per gli studenti del liceo artistico giarrese: conoscere la storia di un partigiano che ha saputo trasformare una grave difficoltà fisica in una straordinaria opportunità creativa è stato uno stimolo importante, capace di unire memoria, arte e valori civili.

 

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Patrizia Tirendi è giornalista, conduttrice televisiva, presentatrice, addetta stampa di enti pubblici e privati , digital communicator, freelance
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