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A Catania si è presentato il libro di Franco Garufi “Frammenti di Sicilia”

Una sala affollatissima da un pubblico motivato e interessato ha fatto da cornice al recente evento proposto dall’associazione Generattivi nell’elegante sala del Centro Studi Laboratorio d’Arte in via Caronda 316/318, a Catania, per la presentazione del nuovo libro di Franco Garufi “Frammenti di Sicilia”, uscito recentemente per i tipi di Navarra editore, nella collana Officine. Il presidente del sodalizio catanese, Daniele Lo Porto ha salutato in Garufi un ex segretario generale della Cgil etnea, poi passato in altre sedi sindacali, fino a quella centrale di Roma, quindi il qualificato parterre dei relatori: Emiliano Abramo, presidente della “Comunità di Sant’Egidio – Catania”,  Saro Mangiameli, docente di storia contemporanea, Rossana Sampugnaro, sociologa di “UniCT”, la funzionaria della Cgil catanese Rosaria Leonardi, per poi dare la parola al moderatore Nello Pappalardo, giornalista e socio di Generattivi.
In una maniera praticamente inedita, Pappalardo ha introdotto l’autore, aggiungendo al curriculum ufficiale dell’interessato il racconto di un più che sessantennale rapporto di amicizia nato sui banchi del Liceo-Ginnasio “Mario Cutelli”: allo studio della grammatica greca e latina faceva da contrappunto un impegno culturale e politico, vissuto nelle sezioni del Partito Socialista Italiano e in una Catania molto vivace dal punto di vista culturale, che sarebbe stato alla base della carriera professionale del sindacalista. Saro Mangiameli ha riletto il lavoro di Garufi in una dimensione storica, “che risulta facilmente comprensibile anche ai non addetti ai lavori e che ripercorre lucidamente i momenti topici di una Sicilia che non ha mai trovato un suo riscatto adeguato”. Per Emiliano Abramo, “il libro di Franco Garufi pare che induca a fare pace con la sua storia più recente, non si accontenta a descrivere la Sicilia, ma la mette a nudo soprattutto agli occhi di chi non è troppo pratico delle vicende trattate nel testo, stuzzicando il lettore ad acquisire uno sguardo più responsabile per il nostro presente: un continente in miniatura con una sua grande storia, che può diventare un laboratorio di idee e guardare all’Europa senza piagnistei”. All’utile ruolo di “Sofia”, vale a dire l’assistente A.I. che l’autore usa per farsi aiutare soprattutto nella parte statistica, si rifà la sociologa Rossana Sampugnaro: “l’intelligenza artificiale viene qui usata in maniera trasparente e, oserei dire, coraggiosa. Farne un altro uso, politico, per esempio, potrebbe essere anche pericoloso”. Rosaria Leonardi, quindi, ha rievocato gli anni catanesi di Franco Garufi, che con l’esperienza fuori dalla sua città natale sono stati il prezioso background di “Frammenti per la Sicilia”.
In chiusura, il direttore del Centro Studi Laboratorio d’Arte, il regista Alfredo Lo Piero ha auspicato ulteriori occasioni di approfondimento degli interessanti temi politici e sociali emersi dall’incontro.
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