Continuano le presentazioni del romanzo “Ciuridda” di Giankarim De Caro

Un nuovo appuntamento con “Ciuridda”, ultimo lavoro letterario dello scrittore Giankarim De Caro edito da Navarra, è in programma venerdì 27 febbraio alle 17:30 negli spazi della Libreria “Tramontana”, in via dei Nebrodi 61/e a Palermo.
A dialogare con l’autore palermitano, tra i nomi più apprezzati del panorama letterario nazionale, saranno Vincenza Conserva, Isidoro Farina e Daniela Martino.
Le letture affidate a Fabrizio Giotti ed Erika Messina di ArtiComio APS arricchiranno l’incontro culturale, che prevede un ingresso libero.
“Ciuridda”, sesto libro di Giankarim De Caro, è un romanzo doloroso, mistico e potente, capace di immettere il lettore in una dimensione vertiginosa, in cui la frontiera tra magia e realtà sfuma fino quasi a svanire.
Un nuovo successo di critica e pubblico, dopo i grandi consensi degli acclamati “Malavita” e “Fiori mai nati” (2018), “Chianchieri” (2020), “Agatina senza pensieri” (2022) e “Romanzo tascio-erotico siciliano” (2024), tutti editi da Navarra.

LA TRAMA
Una timida donna bussa alla porta di una sagrestia per confessarsi e denunciare tutto quello che accade nel villaggio, dominato da una consorteria femminile in cui, di madre in figlia, si tramandano i poteri delle erbe, ereditati dall’antica medicina spagirica.
“Fimmini i fora”, fate e streghe si muovono in uno scenario offuscato da magia bianca e nera, terrorizzando con i loro sortilegi mortali, vendicandosi dei soprusi inflitti da uomini insoddisfatti, prepotenti, che martoriano i loro corpi con fustigazioni sacrificali.
Donne, frati, uomini e bambini che, tra pozioni magiche, vane consolazioni religiose e fughe da ambienti opprimenti, si affacciano in un contesto siciliano in cui l’Inquisizione Spagnola impone il conformismo attraverso pratiche di tortura.
Tra autodafé, sermo generalis e impotenti soldati, spicca la figura di Ciuridda, una giovane donna alla ricerca della sua verità che, cullata nella fede della Santuzza, diviene protagonista di segreti, bugie e perdoni custoditi nelle sue fragili ossa.
La potenza evocativa della scrittura di Giankarim De Caro trasporta il lettore indietro nel tempo, in una delle pagine più buie della storia siciliana.