Loading
Nuovo quotidiano d'opinione e cultura
Il tempo: la ricchezza per l’umanità
Nuovo quotidiano d’opinione e cultura

A Francavilla di Sicilia si presenta il progetto”La comunità incontra gli archeologi”

Nel territorio di Francavilla di Sicilia, da tempo oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica, sono state recentemente rinvenute nuove evidenze di rilievo per la ricerca archeologica.

Tali risultati sono stati presentati durante il progetto “La comunità incontra gli archeologi”, svoltosi presso il Museo archeologico di Francavilla nel corso della giornata di sabato 21 febbraio.

L’evento, promosso dal Comune di Francavilla in collaborazione con la Regione Siciliana, il Parco Archeologico Naxos Taormina e l’Associazione Dracma, ha registrato una significativa partecipazione di cittadini e cultori della materia.

L’iniziativa ha costituito un’importante occasione per favorire un confronto diretto tra la comunità locale e gli archeologi coinvolti nelle attività di scavo presso il giardino di Palazzo Cagnone.

Grazia Salamone, archeologa con specializzazione in comunicazione e presidente dell’Associazione Dracma, che dal 2022 gestisce in convenzione con il Comune e il Parco Archeologico i servizi educativi del Museo archeologico di Francavilla (Ma.Fra.), sottolinea che l’invito è stato rivolto all’intera comunità e alle associazioni locali secondo i principi dell’archeologia pubblica, con il fine di coinvolgere attivamente i cittadini nella valorizzazione della memoria storica del territorio.

La promozione dell’iniziativa è stata garantita anche dalla collaborazione del personale comunale operante presso il museo e dal Parco Archeologico Naxos Taormina.

«In Sicilia, gli scavi archeologici sono solitamente chiusi al pubblico – ha dichiarato l’esperta -; questo aspetto dipende dalla lungimiranza degli enti e degli accademici responsabili dell’attività di scavo. Tuttavia, a Francavilla siamo riusciti per la seconda volta a coinvolgere bambini e famiglie nelle attività di scavo: era già accaduto nel 2023, suscitando interesse a livello regionale e ricevendo una copertura giornalistica da parte della Rai. La missione, che si protrarrà fino al 28 febbraio, è coordinata dal professor Kristian Göransson dell’Istituto Svedese di Studi Classici di Roma».

L’archeologo svedese Henrik Boman (Università di Göteborg), insieme a Ellen Siljedahl (Università di Umea) e Irene Selsvold (Norwegian Institute in Rome), ha presentato in modo conciso la scoperta effettuata nell’area di Palazzo Cagnone e ha fornito risposte dettagliate alle domande poste da un pubblico particolarmente attento.

Il professor Boman ha comunicato l’identificazione di tre o quattro ambienti riconducibili a un’abitazione risalente al IV secolo a.C. È stata inoltre rilevata la possibile presenza di una terrazza, la cui conferma richiederà ulteriori approfondimenti.

La porta d’accesso è tuttora ubicata a una certa profondità, benché sia stata ipotizzata la sua posizione; non sono stati individuati accessi interni. Sono stati rinvenuti diversi elementi pertinenti alla copertura, tra cui alcune tegole. Si ritiene, ma occorrono ulteriori verifiche, che un’alluvione del fiume Alcantara abbia ricoperto la zona con ingente materiale fangoso.

Gli archeologi hanno sottolineato che le recenti scoperte promuovono nuovi interrogativi e aprono ulteriori prospettive di ricerca, incoraggiando la partecipazione attiva della comunità nel processo di valorizzazione del patrimonio locale.

Tali ritrovamenti contribuiscono a chiarire aspetti della storia millenaria di Francavilla e ad ampliare la comprensione delle civiltà antiche presenti nella valle dell’Alcantara.

L’iniziativa ha proposto un laboratorio didattico intitolato “Il mestiere dell’archeologo” rivolto ai bambini tra i 7 e gli 11 anni. L’attività prevedeva una presentazione introduttiva sull’archeologia, una simulazione di scavo, la catalogazione semplificata e il disegno degli oggetti rinvenuti.

Grazie alla guida della dottoressa Grazia Salamone e all’utilizzo di strumenti audiovisivi, il progetto ha offerto ai partecipanti un’esperienza educativa organizzata e coinvolgente.

Share Article
Luigi Lo Presti nasce a Francavilla di Sicilia il 10 settembre 1959; diplomato presso l’Istituto Tecnico Commerciale di Randazzo. La sua prima esperienza con il giornalismo risale agli anni Ottanta, quando all’età di 25 anni inizia a collaborare con il quotidiano “La Gazzetta del Sud” come corrispondente da Francavilla di Sicilia, dal 1984 al 1988, e con il settimanale “La Gazzetta Jonica”. Nel 1989 viene assunto nella Pubblica amministrazione e si trasferisce a Cuneo, in Piemonte, dove rimarrà per 20 anni. La lunga permanenza nella città subalpina non gli farà tuttavia dimenticare le proprie origini, e così nel 2008 rientra in Sicilia. Studia Scienze dell’Informazione, tecniche giornalistiche e social media presso l’Università di Messina. Attualmente, collabora anche con il Gazzettinoline di Giarre.

You may also like

TOP