Intervista a Jane Alexander che interpreta Anna Rosa in “Uno Nessuno e Centomila”

Al teatro Ambasciatori di Catania andrà in scena, il 19 e 20 Febbraio, la ps. Teatrale “ Uno Nessuno e Centomila” di L. Pirandello , adattamento e regia di Nicasio Anzelmo, inserita nella Stagione 2025/26 del Teatro della Città con Direttore artistico Orazio Torrisi. Gli interpreti, di questo, che è stato l’ultimo lavoro di Pirandello e che quest’anno copie cent’anni, sono : Primo Reggiani (Vitangelo Moscarda), Jane Alexander (la signorina Anna Rosa), Francesca Valtorta ( Dida,la moglie di Vitangelo), Fabrizio Bordignon ed Enrico Ottaviano (gli amici di Vitangelo). Questo ennesimo capolavoro del drammaturgo Agrigentino, è più che mai attuale, in quest’epoca dove conta più l’apparire agli altri attraverso i social, indossando le maschere di quello che si aspettano che tu sia, piuttosto che mostrarsi come si è veramente.Tutti in fondo, in questa società, siamo “Uno Nessuno e Centomila”. Sfido chiunque a non ammettere di avere avuto una crisi d’identità come quella di Vitangelo Moscarda perchè alla fine le molteplici identità che mostriamo di volta in volta e che regnano in noi si mescolano con la nostra vera natura. Nicasio per sottolineare ancor di più l’attualità del testo fa parlare tutti i personaggi con accenti Regionali diversi a dimostrare che il tema è universale e vivo in ciascuno di noi. Questo testo di Pirandello è forse quello che più di tutti rispecchia la società moderna trattando i temi della spiritualità negata, del vivere in società , della ricerca di autenticità, della critica facile e persino di certe dinamiche bancarie. Come in tutta la drammaturgia del geniale tragediografo Agrigentino anche in “Uno Nessuno e Centomila” vige un certo umorismo che accompagna piacevolmente anche lo spettatore più giovane, a scoprire di essere non una sola persona ma tante, tutte quelle che gli altri vedono, perchè ognuno vede quello che vuole vedere. Stamattina ho avuto il grande piacere , di parlare al telefono di questo testo e di altro con l’interprete di AnnaRosa, la brava e affascinante JANE ALEXANDER conosciuta da tutti come La MARCHESA LUCREZIA VAN NECKER BEAUVILLE della serie ideata da C. TH Torrini “Elisa di Rivombrosa”, grandissimo successo di Canale 5.

In quest’allestimento di “ Uno Nessuno Centomila” di Nicasio Anzelmo, lei interpreta la sig.rina Annarosa. Chi è AnnaRosa? Quali sono le caretteristiche che distinguono questo personaggio?
Annarosa è per un breve periodo, l’unica che, in qualche modo, cerca di capire e di aiutare Vitangelo Moscarda. Lei è un pochino instabile mentalmete, quindi forse si avvicina a lui proprio perchè è così particolare anche lei e riesce a notare le particolarità di Vitangelo sentendosi a sua volta capita, o forse cerca solo di capire lui ? Comunque è una donna a dir poco interessante e mi diverto moltissimo a farla questo è sicuro.
Ma cos’è che l’ha intrigata di più di questo testo, facendogli decidere d’interpretare Annarosa?
In realtà, il fatto che non fossi per niente vicina a Pirandello, io ho fatto le scuole americane, certo questo non vuol dire che durante la mia vita non avrei potuto prendere un libro di Pirandello e leggerlo, ma Aimè non l’ho fatto. Questa cosa di avvicinarmi ad un classico italiano così importante, mi ha affascinato, tra l’altro quest’anno è il centenario di questo romanzo sono passati cent’anni dall’uscita del libro e per me è stato molto interessante anche capirlo, perchè “ Uno Nessuno Centomila” come tutte le cose di Pirandello non sono facili da capire, ci vuole un pò e questo capirlo piano piano e non tutto insieme è stato un percorso avvincente.
Che tipo di percorso avete fatto con Nicasio per cercare di avvicinarla al meglio ad Annarosa?
Beh! Diciamo che il percorso più grande l’ha fatto Prmo Reggiani che interpreta Vitangelo Moscarda, il protagonista assoluto, infatti ha un grande peso sulle spalle. Noi gli giriamo intorno, lo aiutiamo siamo le voci che lui sente e i personaggi che vede, il lavoro maggiore l’ha dovuto fare lui. Nicasio ha cercato di spiegarci tutto bene, ci ha fatto leggere e rileggere finchè non ci entrava dentro quello che Pirandello voleva dire e improvvisamente din!, si accende la lampadina e si dice: “ Ah! Ecco com’era”, lo so che sembra strano, però è stato così, c’è voluto un pò per capirlo al cento per cento.v Quello che ti affascina di “Uno Nessuno Centomila” è che è estremamente attuale, soprattutto in questo periodo, con i ragazzi, ma in realtà con tutti che attraverso i social cercano di dare un’immagine diversa dalla loro, non capendo che poi alla fine, secondo me ma anche secondo Pirandello, quelli che ti guardano ti vedono come ti vogliono vedere loro e non come tu cerchi in tutti i modi di farti vedere.

Qual’è stata la maggiore difficoltà di Nicasio Anzelmo nell’adattare questo testo?
E’ molto difficile prendere un testo di Pirandello, che non è un testo teatrale, e adattarlo per farne uno spettacolo teatrale di un’ora e venti minuti. Nicasio è riuscito a fare un grandissimo lavoro , questa è la cosa che ci sentiamo dire più spesso.
Uno Nessuno Centomila- nasce come monologo se non ricordo male….
No, nasce come libro e poi è stato fatto in monologo, infatti spesso in teatro è stato rappresentato come monologo. Noi abbiamo scelto di farlo così, e questo tipo di messa in scena aiuta anche la gente a capire meglio quello che succede nella testa di Vitangelo Moscarda.
Uno Nessuno Centomila- è l’ultimo romanzo di Pirandello e come in tutta la sua drammaturgia il suo racconto è condito da un certo umorismo….
Ci tengo a dire che infatti, l’umorismo non manca nella nostra messa in scena, la gente ride, e questo ci rende felici, perchè vuol dire che tutti insieme siamo riusciti a cogliere quest’ironia di Pirandello a renderla sul palco trasmettendola alla gente che se ne va contenta senza pensare di avere assistito ad un mattone. Ieri è venuta una mia amica con sua figlia di 13 anni, e questa ragazzina è rimasta a guardarci tutto il tempo senza staccare mai lo sguardo, era molto presa, fare quest’effetto a una bambina che ancora non ha studiato Pirandello a scuola, a me ha dato molta soddisfazione, vuol dire che riusciamo a farci seguire da tutti.
E’ stato facile portare in scena questo personaggio di Annarosa un pò sopra le righe senza cadere nella macchietta?
Non è stato facile, mi ci sono avvicinata piano piano, avevo paura proprio di scivolare nella machietta e invece considerando la risposta del pubblico sembra che sono riuscita a non farlo.
Come si è trovata con i suoi colleghi, c’è feeling tra di voi?
E’ una compagnia meravigliosa, le persone con cui lavoro sono fantastiche, tra di noi c’è una rete di protezione ed amore incredibile e credo che quest’unione che c’è tra tutti la percepisca anche la gente quando guarda lo spettacolo. Mi dicono, che non avviene sempre, io non sono una grande esperta di spettacoli teatrali avendone fatti pochi, sono stata fortunata a lavorare con attori come F. Bordignon e E. Ottaviano che invece di teatro ne hanno fatto tantissimo, quindi ascolto e metto in pratica ogni loro consiglio e poi ovviamente Nicasio è stato eccezionale.

Sente di avere qualche caratteristica in comune con il suo personaggio?
Io credo che fondamentalmente Annarosa è buona, ed io penso di essere una persona buona, è anche vero che pensarsi buoni forse è peccare di egocentrismo.
Un caposaldo della drammaturgia di Pirandello, è quello dell’indossare da parte dei personaggi della maschere di volta in volta, secondo delle situazioni in cui si trovano. Lei nella sua autobiografia “ jane” ha avuto il coraggio di levarsi la maschera della donna e dell’attrice felice e perfetta, raccontando la sua lotta alla dipendenza dall’alcol. Perchè quest’esigenza di mettersi a nudo?
Scrivere un libro su se stessi è sicuramente catartico e a secondo quello che si scrive è anche difficile e duro. Io dovevo scrivere sapendo che poi l’avrebbero letto anche mio figlio e mia madre ,non è stato facile. Tornando a Pirandello lei mi dice che sono stata coraggiosa a levarmi la maschera, ma non tutti l’hanno pensata così, molti hanno visto in quest’operazione, finzione, ricerca di attenzione, tutto quello che non volevo fare io. F. T: Io torno a dire che invece secondo me lei si è liberata da tutte le sue maschere. J. A.: Grazie, io penso di si, e la ringrazio per averlo capito.
Ma una donna come lei, attrice di talento, bella, madre, oerchè cadenel vizio dell’alcol?
Io ci sono caduta da molto giovane, è molto semplice cominciare a bere la cosa difficile è uscirne. Io bevevo uno,due,tre, quattro, bicchieri, non perchè lo volevo fare ma perchè lo dovevo fare, poi finalmente ho ammesso a me stessa di essere malata, di avere un problema e ho chiesto aiuto prima che fosse troppo tardi così ne sono riuscita ad uscire.
Ora ne è uscita completamente ?
Si, ora si.
Ogni episodio biografico di “ Jane” è accompagnato da uno o più brani musicali, offrendo la possibilità al lettore di visualizzare la scena attraverso le strofe di una canzone. Nella sua vita che posto occupa la musica?
C’è stato un periodo che non ascoltavo più musica per punirmi. Ora fa parte di nuovo della mia vita, perchè come si può stare senza musica.
“Jane” finisce con to be continued….. Ha pensato di scrivere un altro libro?
Quando è uscito “ Jane” si, ci ho pensato, e anche oggi ci penso, però prima di scriverlo voglio fare delle cose che poi mi permettano di scrivere quello che ho in mente di raccontare. Tempo al tempo.

Lei è stata anche modella, doppiattrice e conduttrice televisiva e radiofonica. Come doppiaggio cosa ha fatto da recente?
Non tanto, piccole cose tempo fa.
E’ di padre britannico, di madre croata, e si è trasferita a Roma da piccolissima. Cosa pensa di avere nella sua personalità di romano di britannico e di croato?
R: Di romano ho moltissimo, di britannico ho il senso dell’umorismo British e di croato ho imparato ad essere forte e con l’età sto sempre più imparando ad essere più riservata e devo dire che ho fatto grandi passi avanti.
Lei ha lavorato con P. Quartullo “ Nelle donne non vogliono più” con Tornatore “ Nell’Uomo delle Stelle”, con Faenza in “ Prendimi l’anima”, ma è diventata popolare con il personaggio della marchesa Lucrezia Vanecker Beauville della serie “ Elisa di Rivombrosa” ideata da C. Th Torrini. Quando sceglie un progetto lo sceglie sempre perchè le piace o a volte lo sceglie perchè percepisce che le può dare visibilità come nel caso di “ Elisa di Rivombrosa”?
Io non pensavo assolutamente che “ Elisa di Rivombrosa” avesse questo successo clamoroso, e credo che all’epoca non fossi neanche tanto brava come attrice, perchè ancora troppo giovane, l’ho scelto perchè ci ho creduto, e devo moltissimo a questo lavoro. Su quel set ho imparato molto, e poi ho pure incontrato l’amore, il padre di mio figlio Damiano, e ringrazierò sempre C. Th Torrini per avermi dato fiducia, facendomi crescere come attrice.
Ma lei che rapporto ha con la Sicilia, era già venuta a recitare qui?
Con la vostra isola ho un rapporto molto forte. Ero già venuta a recitare a Messina l’anno scorso sempre con “ Uno Nessuno Centomila” e poi in Sicilia ero venuta con Damiano e suo padre, il mio ex marito, perchè lui ha dei parenti a Palermo e ci siamo divertiti moltissimo. Sono già venuta anche a Catania , però con Giammarco, il mio attuale compagno, e ci eravamo promessi di tornare per mangiare le buonissime cose dello street-food catanese.

Jane ma lei oggi si sente forte e si riesce a volere bene?
Forte come le dicevo prima mi ci sento, per quel che riguarda il volermi bene ci sto lavorando.
E per finire dopo la fine della tourneè di “ Uno Nessuno Centomila” che progetti ha?
Vorrei stare un pò con mia mamma e poi come le dicevo raccogliere nuove esperienze per scrivere un altro libro.