Il sacro fuoco di Olimpia, una storia lunga secoli tra cancellazioni e strumentalizzazioni

Il sacro fuoco di Olimpia, un tempo simbolo di pace, capace di interrompere le guerre in corso, ha ripreso ad ardere per gli attuali Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026.
Purtroppo, non sono riusciti a bloccare alcun conflitto, ma continuano suscitare emozioni collettive.
Fino ad oggi, il medagliere italiano ha registrato 23 medaglie complessive con 8 ori, 4 argenti e 11 bronzi. Un risultato che pone l’Italia al secondo posto, immediatamente dietro la Norvegia.
I Giochi Olimpici non sono semplici giochi, ma tramandano una storia antica che ci riporta indietro di secoli.
La loro origine è avvolta nelle nebbie del mito.

Narra il poeta Pindaro che fu Eracle a fondare questi giochi per onorare il padre Zeus dopo aver compiuto la quinta delle sue dodici fatiche.
Ma secondo un’altra versione sarebbe stato Pelope, il quale dopo aver vinto una gara di corsa di carri contro il re Enomao, istituì i giochi per celebrare la sua vittoria.
Storicamente è attestato che la città di Olimpia era il centro del culto di Zeus e che le prime gare si svolsero nel 776 a.C imponendosi, ogni 4 anni, nel mondo greco come un evento non solo sportivo ma soprattutto religioso.
Per il loro carattere sacro, sancivano la cosiddetta Ekecheiria, letteralmente: mani ferme, nei fatti: Tregua Olimpica, che sospendeva, per tutta la durata dei giochi, ogni guerra.
Nel mondo antico ci sono state ben 292 edizioni, poi però nel 393 d.C vennero abolite per volere dell’ imperatore Teodosio, su esplicita richiesta del Vescovo di Milano, in quanto considerati celebrazioni pagane in netto contrasto con la Chiesa Cattolica.
Dopo una pausa lunghissima durata secoli, sono rinate in epoca moderna nel 1896, di nuovo ad Atene, grazie al coraggioso progetto del Barone Pierre de Coubertin che dopo aver fondato, due anni prima, il CIO (Comitato Olimpico Internazionale) volle riproporre le Olimpiadi greche con rinnovato spirito sportivo ma anche per il loro antico significato di unione tra i popoli.
Da quel lontano 1896 sono state organizzate puntualmente ogni 4 anni in un Paese diverso, e dal 1924 i giochi si sono divisi in Olimpiadi Invernali ed Estive che dal 1994 si disputano in anni alternati.
L’Italia, che sin dalla prima edizione ha preso parte ai giochi invernali, ha ospitato l’evento due volte: a Cortina d’Ampezzo nel 1956 e a Torino nel 2006.
Ma, a partire da quel lontano 1896, i Giochi Olimpici hanno perso la valenza sacra del passato per cui sono state sospese per ben tre volte determinando, nei fatti, la sconfitta dell’antica Tregua Olimpica.
La prima cancellazione moderna è avvenuta nel 1916 a Berlino a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Successivamente, nel 1940, dovettero essere annullate di nuovo.

Inizialmente assegnate a Tokyo furono rinunciate a causa della guerra sino-giapponese e spostate a Helsinki in Finlandia, ma dovettero infine essere annullate per l’estendersi del conflitto mondiale.
In ultimo nel 1944, sia i Giochi Olimpici estivi assegnati a Londra che quelli invernali assegnati a Cortina d’Ampezzo furono annullati per il prosieguo della guerra.
Cancellazioni che attestano come l’assolutezza della guerra abbia inghiottito valori, principi, eguaglianza e libertà.
L’originario spirito sacro dei Giochi Olimpici non è stato svilito solo dalla barbarie dei conflitti bellici ma anche da questioni politiche che hanno segnato in modo negativo la storia delle Olimpiadi, strumentalizzate a beneficio del potere di turno.
Le Olimpiadi del 1936 a Berlino furono usate come mezzo di propaganda nazista.
Nel 1972, le Olimpiadi di Monaco, ricordate come Massacro di Monaco, furono bagnate dal sangue degli atleti. Un commando terroristico palestinese “Settembre Nero” prese in ostaggio undici atleti israeliani, rapiti all’interno del villaggio olimpico, ma l’operazione di salvataggio fallì e causò la loro morte insieme a un poliziotto tedesco e a cinque terroristi.
Le Olimpiadi di Mosca nel 1980 vennero boicottate dal Presidente americano Jimmy Carter come risposta all’invio di truppe sovietiche in Afghanistan da parte della Russia per sostenere un governo filo-sovietico.
Molte nazioni non si presentarono, mentre altre come la Francia, Gran Bretagna e la stessa Italia parteciparono senza bandiera né Inno Nazionale.
E oggi, in queste attuali Olimpiadi di Cortina- Milano non sono mancate esclusioni eccellenti e conseguenti contestazioni.
Il Comitato Olimpico ha escluso dai Giochi, Russia e Bielorussia, così come già fatto a Parigi nel 2004, a differenza di Israele nonostante le sempre più numerose denunce sulla sua azione militare su Gaza che ha provocato la morte di migliaia di civili palestinesi innocenti, tra cui un numero altissimo di bambini.
Sospensioni, uccisioni, esclusioni, attestano impietosamente come il Sacro Fuoco di Olimpia bruci oramai flebile e stancamente, soffocato da una meschina strumentalizzazione dello sport, trasformato in sterile mezzo di controversie politiche e ideologiche e non più veicolo di valori etici e sociali.